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TRANS E LESBICA E` POSSIBILE?

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Gli infiniti modi di essere trans. La posta di Mirella Izzo.

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04 Novembre 2005

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Chi è Mirella Izzo?


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Cara Mirella,
per quanto sia interessata a capire il disagio di chi nasce di un sesso e si sente di quello opposto, mi trovo spesso spiazzata rispetto all’idea che mi faccio della transessualità (o transgenderismo, come si usa dire ora). Ogni volta che penso di avere capito qualcosa mi succede che un evento, una lettura o un’esperienza personale rivoltano tutte le mie convinzioni. Recentemente presso il gruppo lesbico che frequento si è presentata una trans che si dichiara lesbica e non è operata. A guardarla sembra più donna di tutte noi eppure mi chiedo perché – se si sente lesbica – abbia deciso di non operarsi. Perché non completare il percorso? Tutte le trans si sentono donne o esiste una specie di identità “trans” che si differenzia e vuole farlo sia dai maschi che dalle femmine?


Roberta, Roma


Cara Roberta,
nel tuo gruppo lesbico sono certa che ci saranno donne un po’ mascoline che amano vestire in modo maschile; altre saranno  esteticamente unisex; altre ancora saranno indistinguibili d’aspetto dalle ragazze etero, indosseranno minigonne, scarpe con tacchi, ecc.
Quello che ti voglio dire è che così come ci sono tanti modi di vivere la propria identità omosessuale, la stessa cosa –ancora più accentuata – vale per le trans.


Mi chiedi se le trans si sentano donne o una sorta di 'terzo sesso'. La risposta è: dipende. Non c’è una uniformità di vedute in ambiente trans, così come non c’è per l’intervento di rettificazione chirurgica dei genitali. Ma la prima e più importante 'suddivisione', presente fra chi si sente a disagio nel proprio sesso di origine, è nella visione generale di cosa sia l’identità.


Alcune di noi si sentono semplicemente donne intrappolate in un corpo di uomo. Considerano la loro condizione un errore della natura da correggere. Il loro desiderio è 'diventare donna' e mischiarsi fra le donne, nascondendo il più possibile l’errore originale, ovvero quello di essere nate maschio. La maggior parte di queste trans  mette al primo posto l’intervento chirurgico dei genitali e si considera etero (ovvero s’innamorano di uomini). E’ quello che in gergo chiamiamo vivere in stealth mode, utilizzando la similitudine degli aerei USA Stealth invisibili ai radar. Inoltre non mettono in discussione che i sessi siano due: maschio e femmina. Si autodefiniscono transessuali e spesso non amano il termine transgender.


Altre di noi invece - pur vivendo analogo disagio - sentono di non dover rinnegare nulla della propria realtà e del passato, si sentono donne ma rivendicano la diversità dalle donne nate tali come un arricchimento dei tanti modi di essere donna. Sono spesso femministe  agguerrite (transfemminismo) e le peggiori nemiche della mentalità maschilista proprio perché hanno vissuto i condizionamenti maschilisti dentro la propria 'pelle'. Si autodefiniscono Transgender e non Transessuali in quanto sostengono che non il 'sesso' (i cromosomi restano xy) ma il genere sessuale è ciò che cambiano e soprattutto perché non credono esistano solo due modi per esprimere la propria identità sessuata: rifiutano pertanto che vi siano solo maschi e femmine e sostengono che l’identità di genere delle persone si possa posizionare in un punto qualsiasi di un continuum ai cui estremi vi sono gli stereotipi di uomo e donna. Il 99% delle trans impegnate culturalmente o politicamente appartengono a questa seconda categoria.


Fra le cosiddette transgender molte scelgono di non operarsi perché hanno vissuto il loro disagio non tanto per i genitali, ma per il ruolo di genere sessuale che non sentivano proprio e identificano nel cervello l’organo che le fa sentire donne e non uomini. Non si considerano malate ma una variante della natura a cui oggi la medicina moderna può dare una risposta per adeguare anche l’aspetto fisico alla propria identità di genere. Per dirla in breve: si sentono spesso portatrici di un valore culturale altro.


Per rispondere alla tua domanda. Se da una parte le transessuali stealth si sentono spesso donne identiche a te, le transgender si sentono donne diversamente da te.  Fra le transgender è molto alta la percentuale di lesbiche proprio perché rifiutano gli stereotipi del dualismo maschio/femmina e del condizionamento culturale che se sei donna devi essere etero (eterosessismo). Si tratta sempre comunque di una generalizzazione. Troverai anche trans che si sentono donna al 100% come te e sono lesbiche e ovviamente transgender etero. Per questi motivi è molto difficile generalizzare e avere una visione reale del variegato ambiente trans. E non tutti capiscono che transgender è un termine ombrello che volutamente racchiude chiunque non si senta a proprio agio con ciò che culturalmente viene assegnato ai maschi e alle femmine come ruolo di genere o, ancor più in profondità, come stessa identità di genere.


La tua nuova amica trans molto probabilmente non si sentirà poi così diversa da te nell’essenza e riterrà che la differenza dei genitali sia secondaria ai valori femminili di cui si sente portatrice… e  - permettimi di concludere con un sorriso – per quanto riguarda il non essere operata penserà che al massimo la differenza fra lei e le coppie lesbiche che vanno nei sexy shop a comprarsi gli strap on (falli artificiali che si legano in vita), sia che lei lo strap on ce l’ha incorporato (ancorché, molto probabilmente non funzionale). Spero di averti chiarito le idee. Con simpatia
Mirella








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