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HO 16 ANNI E ODIO IL MIO CORPO

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Odio i miei genitali, le mie spalle larghe e la mia barba. Cosa devo fare? La posta di Mirella Izzo.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
30 Gennaio 2006

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Cara Mirella,
Innanzitutto i miei complimenti per la tua rubrica, che trovo molto interessante per le tue risposte chiare e intelligenti e per la tua esperienza. Sento spesso sentir parlare di omosessualità con frasi come "è una sua scelta" e da quando l'ho visto estendere anche al mondo trans, ho iniziato a pensare che sia una concezione generalmente diffusa. Questa cosa mi ha lasciata sempre a dir poco perplessa e contrariata: com'è possibile scegliere il proprio orientamento sessuale o addirittura la propria identità di genere? Avevo sempre pensato che non fossero cose che si potessero scegliere e comunque, considerati i problemi legati a queste condizioni, in particolare quella della transessualità, ho sempre pensato che potendo scegliere, ce li si risparmierebbe volentieri. O al massimo che si potesse scegliere fra il nascondere la propria realtà o manifestarla. Io non conosco molto bene l'universo gay, per cui chiedo scusa per la mia ignoranza, ma parlando con un mio conoscente, che ha svolto qualche ricerca sulla omosessualità, mi ha detto che i gay stessi (o alcuni di loro, forse) sostengono che ci sia una omosessualità predeterminata e una come scelta, intellettuale o che dir si voglia. Mi ha lasciata un po' spiazzata. Si è sbagliato? O è davvero una scelta per alcuni? Per l'identità di genere invece non penso proprio o almeno guardano me non mi pare possibile: son così e basta, non è che ho scelto una cosa o un'altra.
Nadia, Rimini


Cara Mirella,
sono un ragazzo di 16 anni e da un anno non riesco più a guardarmi allo specchio. Ho sempre pensato di essere gay, sin dalle elementari, ma ora inizio a non riuscire più ad accettare il mio corpo. Insomma, quello che sento dentro è diverso da ciò che vedo davanti allo specchio. Odio i miei genitali, le mie spalle larghe e la mia barba. Da tempo non riesco più a vedermi cosi e sto male. Cosa mi consigli? La mia intenzione è di fare l’operazione ma in un futuro lontano. Ora per stare meglio cosa posso fare?
Grazie Andrea


Cara Nadia, car* Andrea,
Inizio anche io con un "innanzi tutto" questa volta per ringraziare chi ha scritto e non ha ancora avuto risposta. Nadia mi chiede fondamentalmente se "orientamento sessuale" ma soprattutto "identità di genere" (ovvero tutte le varianti di genere che vanno dal cosiddetto transessualismo, al transgender) siano frutto di scelta o di natura. La lettera di Andrea credo sia un buon esempio di una fra le diverse tipologie di risposta possibile. Cosa ci racconta Andrea? Che sentendosi attratt* dagli uomini, ha pensato, in primis, di essere omosessuale. Se questa fosse stata la sua realtà, ora - pur affrontando tutte le difficoltà di un coming out - si sentirebbe in pace con se stess* almeno per quanto riguarda la consapevolezza di una parte importante che costituisce l'identità di ogni persona. Eppure, nel suo caso, questa consapevolezza non è stata sufficiente. Ed il problema è diventato lo specchio. Lo specchio che rimanda una immagine corporea di sé che non corrisponde alla percezione interiore del proprio sé fisico. Usa l'espressione "odio" verso tutti quegli indicatori che costituiscono differenziazione fisica fra maschi e femmine: struttura ossea, barba e genitali. Ha 16 anni e pertanto è da poco che sta affrontando i segni di un dimorfismo sessuale che avanza e che ancora non è terminato, rispetto alla quasi indifferenziazione sessuale dell'età pre puberale (dove i genitali e ben poco altro esprimono una marcata differenza corporea).


Natura o scelta? Nel caso di Andrea tutto fa pensare a natura. Spesso però si confonde "scelta" con "decisione". Nessuna persona che è oggi transessuale/transgender può essere scappata (o scappato) da una decisione. E che decisione! Non il cambiare abitudini o - appunto - scelte, ma il "ristrutturare" il proprio corpo con abiti, trucco, farmacologia e chirurgia che la rendano anche esternamente, rassomigliante alla propria immagine del sé fisico interiore. Ma la decisione di transizionare, spesso non è una libera scelta. E' una decisione molto coraggiosa che si fa per seguire la propria vera natura. Ed è evidente che quando parlo di natura umana, non mi riferisco ad una mera osservazione cromosomica (e di quel che i cromosomi fanno conseguire), ma ad una natura che include - come è ovvio fare - la "coscienza di sé".


Potrei citare studi che sembrano sempre più dimostrare che questa "distonia" fra sesso biologico e identità cosciente di sé come essere umano sessuato, sia tutt'altro che una sorta di strano disturbo psichiatrico che non si cura con psicofarmaci ma con l'endocrinologia e la chirugia, ma mi limiterò, in calce, a darvi qualche link utile per non togliere spazio alle risposte ai vostri quesiti.


Per quanto riguarda i concetti di "scelta" o "natura", c'è da dire che il Movimento Transgender mondiale, da tempo rivendica il diritto di scelta rispetto alla propria identità di genere ed è questa istanza che probabilmente ha ingenerato confusione. Con "diritto di scelta" il movimento transgender indica proprio il diritto a seguire la propria natura e scegliere per la propria identità di genere piuttosto che accettare il sesso cromosomico quando esso è distonico con il nostro intimo sentire. La traduzione di questo "diritto di scelta" in "scelta" della singola persona transgender, come fosse un'opzione fra tante, quasi un gioco, è una delle tante semplificazioni errate (e spesso volutamente tali) per ridurre a "vizio" qualcosa di decisamente più profondo, come ci fa capire anche la mail piena di dubbi e sofferenza di Andrea. Spero di aver spiegato all'amica Nadia dove nasce l''inghippo che mette in falsa alternativa "scelta" e "natura". In realtà la "scelta" di cui si parla è quella di seguire o meno la propria identità di genere interiore e renderla manifesta a sé e agli altri, alla società tutta.


Non dimentico la domanda di Andrea. Domanda esistenziale che ho lasciato per ultima proprio perché entra nel merito della qualità di vita di una persona reale e non è quindi una congettura filosofica di vita, ma cruda realtà esistenziale. Andrea mi chiede consiglio sul che fare a 16 anni rispetto ad un corpo che si è sviluppato e si sta sviluppando in un modo che non riconosce. Purtroppo in Italia prima dei 18 anni la libertà di decidere anche sul proprio corpo è estremamente limitata.


Peraltro posso garantire ad Andrea che - se è vero che prima si inizia e migliori risultati si avranno nella qualità di conversione fisica con le adeguate terapie - anche iniziare a 18 anni, con un paio di anni in più di riflessione, magari sostenuta dai gruppi di auto aiuto che varie associazioni transgender organizzano in varie parti d'Italia (in questo senso posso garantire che i gruppi organizzati da Crisalide AzioneTrans sono sempre facilitati da persone transgender che l'Associazione provvede a far formare con corsi specifici per l'auto aiuto. Delle altre associazioni  non so dire ma mi informerò) non metterà a rischio la buona riuscita della transizione, con l'eccezione del sistema osseo, immodificabile dopo lo sviluppo. A questo proposito, in un paese mille anni avanti al nostro (non che ci voglia molto!), ovvero in Inghilterra, uno scienziato italiano, il prof. Di Ceglie, ha una clinica (purtroppo ad uso esclusivo degli iscritti al SSN inglese) che tratta esclusivamente l'infanzia e l'adolescenza trans. Cosa consiglia in genere il prof. Di Ceglie in casi come il tuo?


Con l'ovvio consenso dei genitori è possibile utilizzare dei farmaci che semplicemente "bloccano" lo sviluppo differenziato sessuale proprio nell'adolescenza. Non femminilizzano ma neppure mascolinizzano: semplicemente ritardano ogni cosa, in attesa che la persona sia pronta a prendere la propria decisione sulla propria vita, ovviamente seguendo gli iter diagnostici internazionali. Questi farmaci che sono della categoria degli "Analoghi dell'LHRH", semplicemente bloccano le "gonadotropine", senza comprometterne la ripresa della funzionalità per ogni futura possibile decisione.


Teoricamente, con il consenso dei genitori, con una diagnosi di "Disturbo dell'Identità di Genere" o di "Disforia di Genere" (due nomi per la stessa cosa) fatta da uno psichiatra, un centro che segue le persone transgender potrebbe tranquillamente proporti questo percorso in attesa che tu raggiunga una certezza sul futuro che vuoi nella tua vita. Percorso purtroppo poco diffuso anche perché non è facile trovare genitori consenzienti. Inoltre questi farmaci sono costosissimi e, ovviamente, in fascia C, ovvero a totale carico della persona.


Anche in questa direzione, per la parte che compete il mio impegno politico, mi sono mossa in passato e spero di poterlo fare anche in futuro con il Ministero della Salute. Ovvero affinché tutti i farmaci che possono essere utili alle transizioni di genere o alla riduzione del danno o all'attesa dello sviluppo sessuale di una persona, nei casi di identità di genere non chiarita, siano a carico del SSN.


In privato potrò volentieri darti suggerimenti maggiori sempre se mi potrai garantire il consenso di almeno uno dei tuoi genitori.
Mirella Izzo


Un paio di link interessanti sulle possibili origini della distonia fra identità di genere e sesso biologico:
http://www.crisalide-azionetrans.it/transgenetica.html
(l'ipotesi di predisposizione genetica secondo uno studio svedese).


http://www.crisalide-azionetrans.it/sessocervello.html
(uno studio raccolto dalla BBC sulle malattie "maschili" e "femminili" che introduce il concetto di sviluppo fetale differenziato fra genitali e cervello e quindi psiche).









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9 di 9 commenti

  • WestPark

    24 Marzo 2009 - ore 15:11

    Bha . . caro Andrea. a Me é successa una cosa molto simile alla tua età, ovvero il non voler più il mio corpo da maschio, e ci stavo male esattamente come ci stai male tu ora. Però é successo che un amico (con cui ero per inciso stato assieme) mi ha fatto notare che nella mia contorta psicologia di maschio, non volevo il mio corpo perché agli altri non piacevo, e in una inconscia convinzione infantile mi son detto "allora se divento ragazza piacerò".
    Una volta che ho analizzato la questione mi sono liber

    • mirella

      24 Novembre 2006 - ore 00:00

      Bene Andrea, sono felice di rileggerti.
      E´ davvero importante che tu in realtà stia ad ascoltare poco i consigli e molto il tuo sentire più intimo.
      Non ti dico di ignorare le mie parole e quelle dei ragazzi che sono intervenuti qui, tutt´altro. Dico solo che io e chiunque altro dica la propria, possiamo arrivare solo fino alla porta... ti possiamo accompagnare fino ad un certo punto ma poi il viaggio verso la pienezza del tuo maschile o quello della transizione verso il femminile, sarà una cosa che sicuramente ad un certo punto della vita capirai con certezza. Sei giovanissimo e non ha senso mettersi fretta. Con questo però ti invito anche a non "far finta di niente" perché fino a che non ti sarai chiarito su questa cosa così importante, la tua vita sarà sempre un po´ condizionata a non essere al 100%.
      E tu, tutt* ne abbiamo diritto, almeno in partenza.
      Come vedi alcuni ragazzi non accettavano il proprio corpo ma non erano transgender. Altri invece si. Ebbene questa differenza, dentro questa profondità troverai la risposta e quando la troverai ti sarà chiara come la luce abbagliante di un giorno d´agosto.
      Chiunque tu sia, chiunque tu sarai, ti auguro tanta felicità che sicuramente troverai nella sua pienezza quando avrai trovato una risposta a questa tua domanda esistenziale così profonda.
      Un piccolo "tip" aggiuntivo. Cerca di capire in che senso rifiuti il tuo corpo. Perché non è il corpo maschile che desidereresti avere o perché dentro di te, ad occhi chiusi direi quasi, la tua immagine interiore è femminile?
      Potrebbe essere un piccolo aiuto in più per capire. Certo da solo non è sufficiente ma è un esercizio che non può che aiutarti. Sicuramente male non ti farà.
      E concediti tutte le pause di cui hai bisogno se senti che la tensione si alza troppo.
      Ti abbraccio dal cuore
      Mirella

      • yola

        23 Novembre 2006 - ore 00:00

        grazie mille per i vostri consigli e per la risposta di mirella...cercherò di vivere in serenità la mia vita e deciderò il da farsi quando sarà il momento, anche se il mio corpo ormai me lo impedirà...grazie mille, il vostro Andrea...

        • MAXIMINO87

          21 Novembre 2006 - ore 00:00

          beh caro andre...voglio dirti anche io la mia...anche io come te...e come tanti altri credo...sono passato in qeusto periodo molto brutto...dove guardandomi allo specchi vedevo solo uno schifo...e mai la vera persona che sono...poi con il tempo...e con le persone giuste al proprio fianco (che queste contano molto credimi)...sono riuscito pian piano ad accettarmi come sono...poi trovando il mio attuale ragazzo...a cui piace praticamente tutto di me...sono finite le mie mille paranoie inutili...(xke infine capirai che tutto questo è inutile)...o forse..magari mi sbaglio...e per te sarà diverso...ma credimi...non prendere male questa cosa...liberati..esci...svagati con amiche e amici...sii più sereno...e vedrai che tutto qeusto cambia...non preoccuparti di quel che è il tuo futuro..pensa ad oggi...vedrai che qualcosa cambierà...

          • nicopeg

            19 Novembre 2006 - ore 00:00

            Caro amico, anch´io ho vissuto come te le stesse paure e gli stessi timori che hai avuto tu e che forse hai tuttora. Ma stai tranquillo, quando sarai un po´ più grande e quindi maturo, quando vedrai le cose sotto un altro punto di vista, quando avrai raggiunto l´età della giovinezza più bella e felice, tutto questo tuo periodo sarà solo un ricordo. Basta saper aspettare, e quando troverai una persona che apprezzerà le tue spalle, i tuoi genitali o anche solo la tua barba, che, da quanto dici, odi, vedrai che dopo tutto questo sarà come un sogno passato. Aspetta, aspetta, carissimo amico mio!!! tuo Nico, sempre disposto ad aiutarti!!

            • xKrisx

              16 Novembre 2006 - ore 00:00

              E´ vero che a 16 anni si è giovani..e che si ha ancora molto tempo per decidere cosa fare di sè stessi sotto tutti i punti di vista, corpo compreso, ma è anche vero che spesso i primi segnali che indicano che una persona probabilmente è affetta da DIG, si riscontrano fin nei primi anni di vita..all´età dell´asilo, per intenderci.
              Il problema è, non solo che si tende sempre a minimizzare, ma spesso nemmeno vengono presi in considerazione..anzi..vengono loro imposti i clichè tipici del sesso di appartenenza.
              Ma un bambino può avere una percezione di sè ben piu precisa di quanto si pensi..e quando dice che non si sente maschio/femmina ed è convinto di essere del sesso opposto e rimane sconvolto quando scopre che non ha pene/vagina e si chiede perchè..un motivo presumo ci sia.

              A 16 anni si è giovani..è vero..ma posso garantire, essendo io stesso un transessuale Female To Male, che le sensazioni che si sentono riguardo il proprio corpo e le proprie percezioni spesso parlano chiaro. E poter bloccare a 16 anni il baratro del dimorfismo sessuale, in attesa, per molti sarebbe una manna dal cielo.
              Io stesso, se ci penso, se avessi avuto coscienza di questa cosa a 16 anni avrei preteso il blocco...perchè avrei come seno una seconda scarsa..e non una terza abbondante ..avrei forme piu acerbe e non un corpo quasi tipicamente femminile..cose che, durante la transizione, sia a livello chirurgico che ormonale (dato che gli ormoni modellano il corpo), sono piu impegnative da sistemare..

              Con questo, come Mirella dice (un saluto intanto a mirella :D) non voglio dire che Andrea soffra di DIG..questo lo deve capire lui..e ha ancora tutto il tempo che vuole per ragionarci..ma che non sempre, solo perchè si è giovani, bisogna essere presi poco in considerazione e liquidati con banali "è l´età, passerà", perchè ogni giorno che passa dentro un corpo che non si sente come proprio, è una sofferenza maggiore di quanti molti di voi possano anche solo lontanamente immaginare.
              Ci sono 16 enni cosinderati/e maturi pe

              • almagro38

                14 Novembre 2006 - ore 00:00

                più che omosessuale, mi sembra che il tizio in questione si senta donna eterosessuale... il percorso è un po´ più lungo.
                auguri!
                (p.s. io amo le mie spalle larghe, la mia barba, eccetera eccetera. a scanso di equivoci)

                • almagro38

                  14 Novembre 2006 - ore 00:00

                  poi il fatto di sentirsi uno schifo alla sua età è normalissimo! non è solo una questione di orientamento sessuale... poi passa...

                  • mirella

                    14 Novembre 2006 - ore 00:00

                    Credo che la questione posta da Andrea troverà una risposta finale nello stesso Andrea. E´ vero che esistono crisi transessuali infantili e preadolescenziali che "rientrano" dopo la pubertà, ma non sono molti. Inoltre la motivazione posta West Park per la sua convinzione di voler transizionare, poi rivista dopo il consiglio di un amico, si basava effettivamente su motivazioni "futili". Per questa ragione chi intraprende una transizione spesso affronta percorsi psicoterapeutici. Perché molte frustrazioni, specie adolescenziali, portano ad uno pseudotransessualismo per sfuggire ad un ruolo e ad una identità che non si è saputo costruire.
                    Altrettanto vero è però che io, fossi in te, non mi riterrei totalmente "fuori dal rischio" perché io ho avuto un percorso simile al tuo (ma non ero e non sono attratta dagli uomini) e mi sono data per un certo periodo risposta analoga alla tua e poi a 39 anni l´è sciupà tutto. Per carità prendila come una battuta. Ti auguro invece felicità nella tua identità di uomo gay. Ma Andrea parla di cose diverse: non dice che non gli piace la sua barba, ma che non riconosce la barba come "giusta" sul suo corpo. Non rifiuta le sue spalle perché magari piccole e cadenti ma proprio perché belle grandi come stanno bene ad un uomo. Ad un uomo appunto. Insomma ci andrei cauta con il mettere insieme il tuo caso con il suo. Il rifiuto del proprio corpo perché maschile è cosa diversa dal non piacersi come uomo... Non che io voglia spingere Andrea alla transizione. Semplicemente desidero che possa trovare la sua vera identità, qualunque essa sia, perché altrimenti vivrà una vita davvero difficile. Quindi SE e QUANDO dovesse avere la certezza di sentirsi donna, andrà semplicemente aiutat* nell´affrontare questo difficile percorso senza metter davanti il fantasma per il quale per quanto donna ti possa sentire puoi essere felice anche da uomo: questo non è vero.
                    Mirella Izzo