BULLISMO VERSO I GIOVANI OMOSESSUALI: 6 STORIE DA GAY.tv COMMUNITY - GAY.tv

BULLISMO VERSO I GIOVANI OMOSESSUALI: 6 STORIE DA GAY.tv COMMUNITY

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BULLISMO VERSO I GIOVANI OMOSESSUALI: 6 STORIE DA GAY.tv COMMUNITY

Non si parla mai dell’inferno cui sono sottoposti molti giovani gay: scherniti, derisi, molestati e persino picchiati dai propri coetenaie.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
15 Febbraio 2006

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Sei stato vittima recentemente o in passato di episodi di bullismo legati alla tua omosessualità? raccontaci la tua storia, GAY.tv ti garantisce l'anonimato, manda un'email a redazione@gay.tv


 Hai mai pensato al suicidio? SONDAGGIO >






Nella nostra società dove può capitare l’eccezionale orrore di un gruppo di adolescenti che schernisce, deride e picchia un coetaneo down, vige una normalità scontata, che non fa notizia, che non viene mai raccontata. Il bullismo verso i teenager gay è coperto da una coltre spessa, troppo densa perché un 15enne brufoloso, impiacciato ed effeminato possa uscirne con le sue sole forze. Una coltre di fango viscoso, vomitato da coetanei cinici, sbruffoni e di cui magari il 15enne è persino invaghito, fango vomitato da adulti spesso compiacenti, come i tanti professori capaci di unirsi agli scherni, come raccontato in molte delle email prevenute in redazione. Un fango vomitato infine anche da famiglie indifferenti, stizzite, incapaci di gestire davanti alla società e alle sue durezze un figlio debole e finocchio.
Non si parla mai dei suicidi degli adolescenti: eppure il suicidio è la prima causa di morte nella fascia di età tra i 15 e i 25 anni. In Italia l’8% delle cause di morte nei giovani di età tra i 10 e i 25 anni è il suicidio.
E non si parla mai del bullismo di cui sono vittime decine di migliaia di adolescenti omosessuali. Di seguito 6 storie di bullismo raccontate dai nostri iscritti a
GAY.tv COMMUNITY.






SONO STATO OBBLIGATO A FARE SESSO ORALE DI GRUPPO
Avevo 13 anni compiuti e frequentavo il primo superiore di una scuola a Napoli e fino al quinto anno ho subito le prepotenze e violenze anche fisiche da parte di "amici" di classe, e spesso anch altri quando si riunivano a fare casino durante l'intervallo o le ore di laboratorio o educazione fisica. Ore per me d'inferno perche' si univano due classi e mi prendevano in giro tutti a volte anche per 8 ore consecutive tutti i giorni... Il professore mi diceva di non pensarli e di non dare soddisfazione solo cosi' si sarebbero stancati, ma niente le cose peggiorarono sempre di piu'; io tendevo ad isolarmi da tutti, la professoressa mi chiamava il piccolo d'annunzio moderno perchè ero sempre solo e triste e facevo solo pensieri brutti.
 
Una volta ho avuto una pistola puntata alla tempia, senza contare le minaccie giornaliere di vario genere e gli insuliti, qualsiasi cosa facevo dovevo chiedere il permesso e il cambio di professori era un inferno per me, sono stato obbligato molte volte a fare sesso orale di gruppo cosa che non avevo mai fatto essendo un ragazzino casa e scuola. Si alternavano ad andare in bagno e guai se dopo un po' non uscivo anche io per farli sfogare sessualmente. Alcuni professori erano a conoscenza di questo, ma non fecero nulla per intervenire anzi si intimorirono anche loro essendo la mia classe vittima di bulli che appartenevano a giri malavitosi, una volta un professore fu picchiato in classe da due ragazzi sui 25-30 anni che fecero irruzione durante la lezione e lo pestarono perche' prese dei provvedimenti a loro carico.
Ho troppi brutti ricordi legati alla mia scuola, molti li ho cancellati, altri a volte riaffiornao nei miei incubi... Vorrei semplicemente non aver vissuto quelle esperienze che hanno seriamente cambiato la mia vita, all'epoca ero un bambino, tante cose non le conoscevo, venivo da un infanzia molto negativa da un padre violento che oggi a 55 anni è diventato una pecora. Vivevo spesso dai miei nonni e con loro tutte è sempre stato rosa grazie a loro riuscivo a saltare la scuola perche' intuivano che c'era qualkosa che non andava, avevo spesso pensato al suicidio, ero un ragazzo chiuso non avevo amici tranne la musica e i libri, e non riuscivo a socializzare con nessuno la mia vita era solo casa e scuola.
 
Oggi a 28 anni soffro di depressione, d'insonnia, ho incubi continui, e soprattutto non ho autostima di me stesso, non ho una sessualità ben definita. Sono molto femminile, un giorno voglio diventare trans, un giorno uomo, mi arrendo facilmente davanti alle difficolta' a volte mi manca la forza di combattere perche' vedo tutto nero e penso spesso di farla finita. Per me è stata una brutta infanzia soprattutto a scuola ho subito delle umiliazioni per tanti anni, ora sto cercando di dimenticare tutto ma queste cose sono dentro di me fanno parte di me, ancora oggi non so sorridere e non mi fido di nessuno, preferisco stare solo e non tollero nulla. Molte volte quando mi capita qualcosa o conosco quache ragazzo per strada che fa delle battute mi pietrifico perche' è come se rivivessi delle esperienze passate... In macchina sono sempre chiuso dentro con l'aria condizionata accessa e ho la sensazione che tutto il mondo sia interessato a quello che faccio, che tutti mi fissino e mi criticano per come mi vesto e per quello che faccio.. Prendo perennemente gocce per l'ansia e per dormire e quando mi sento fragile trovo rifugio nell'alcol che mi scioglie e mi fa uscire fuori quello che realmente sono.
 
Io non volevo frequantarla piu quella scuola, dio come vorrei ancora oggi non averlo fatto, mentre scrivo ho gli occhi lucidi e rancore verso i miei genitori per avermi costretto ad andarci... Quell'angoscia è sempre dentro di me e mi perseguita.... Quella scuola è ed era il mio incubo! Un altro ragazzo veniva picchiato tutti i giorni perchè era ritardato e la madre si accorse dei lividi alla testa e questo ebbe il coraggio di fare i nomi di chi lo molestava, subito ci fu una denuncia alla preside, quest'ultima ci obbligo' a firmare un foglio che attestava che nella nostra classe non si erano mai verificati atti di violenza da parte di quelle persone, anch'io firmai! Io con lui ci andavo veramente daccordo era il mio miglior amico, era di una dolcezza unica e stavamo sempre insieme ma poi la madre lo tolse dalla scuola (fortunatamente per lui), ed io rimasi solo e anche deluso per aver tradito il mio amico mettendo una firma su quel foglio... non avevo il coraggio di fare nulla perchè all'epoca ero indeciso confuso circa la mia sessualita', ero terrorizzato e mi mancava il coraggio di parlare, questo è accaduto solo qualche anno fa con un mio ex e sono poche le persone a sapere l'inferno che ho subito di cui ancora ho delle ferite che hanno compromesso seriamente quello sono oggi.
 
Potrei raccontare episodi per ore però mi sono agitato abbastanza riaprendo questa piccola parentesi, adesso anche io parlarei come fece il mio amico non subirei nulla, si è facile a dirlo ma se riguardo le mie foto dell'epoca vedo solo un ragazzino spaventato e tradito troppo presto dalla realtà. Ora voglio solo ricominciare... e soprattutto dimenticare gli anni piu orribili della mia vita. E' dal 1998 anno in cui mi sono diplomato che cerco di ricominciare a vivere...il mio consiglio a chiunque si trovi nella mia stessa situazione e di raccogliere tutte le forze e di parlare, non accettate assolutamente situazioni ambigue per nessun motivo ognuno ha diritto di vivere la propria vita... quindi parlate e non abbiate timore.
Antonio 28 anni, Napoli


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SEI GHEI
Mi chiamo Giuseppe ho 14 anni e sono Calabrese.
Sono cresciuto in fretta! Forse perchè ho sofferto tanto! E la sofferenza mi ha fatto maturare! Il mio carattere?! Forgiato dal fuoco di mille battaglie! Sono stato sempre una persona sensibile e ne ho pagato le conseguenze! Nel mio cammino ho incontrato sempre le persone sbagliate! ma non voglio piangere sul passato. Se sono ciò che sono, lo devo soprattutto alle cadute, alle sconfitte. In prima media, ricevetti la prima batosta! Per me le scuole medie erano l'occasione per conoscere nuove persone, per fare nuove esperienze e purtroppo non fu così! I miei compagni di classe cominciarono a prendermi di mira, ero solo, solo contro tutti! Nessuno con cui sfogarmi, nessuno che prendesse le mie difese. Ricchione, Frocio ed altri epiteti che non sto qui ad elencare. Tutto il santo giorno, ogni minuto dovevo sentirmelo ripetere. Alla fine devo ringraziare queste persone perchè mi hanno reso cosciente della mia omosessualità. Benchè io l'abbia sempre saputo. Ben presto si passò ai fatti! Minacce di ogni tipo, ovviamente anche botte e ogni tipo di  scherzo di cattivo gusto! Mi ricordo che un giorno arrivai un pò in ritardo in classe. Giunto al mio banco, lo trovai ricoperto da ogni tipo di insulti e sulla mia sedia una scritta a caratteri cubitali "GEI" (si scrive gay coglioni) Io non mi scomposi più di tanto,presi subito la gomma dal borsellino e cancellai tutto. Il secondo anno fù peggio del primo , di nuovo insulti e oltraggi! Si ho pianto! Ho sofferto! Ma mi è servito! Ho capito tante cose e sono diventato una persona meno superficiale. Al terzo anno le cose sono migliorate tanto e comunque oramai avevo imparato a "destreggiarmi". E' passato del tempo,ora sono alle superiori e ripensando al passato mi viene da sorridere! Si sembrerà strano ma pensando a ciò che ho passato non provo nè rabbia, odio o rancore verso nessuno. Anche perchè ovviamente ci sono state anche molte cose positive.
Vorrei solo GRIDARE A TUTTO IL MONDO CHE CHIUNQUE HA IL DIRITTO DI ESSERE ACCETTATO PER QUELLO CHE E'!E NESSUNO PUO' PERMETTERSI DI PRIVARE UNA PERSONA DELLA COSA PIU' IMPORTANTE CHE ESISTA:LA LIBERTA' DI ESSERE SE STESSI.
Ora le cose vanno meglio,ormai sò come rispondere a qualsiasi cosa! le parole non mi feriscono più!e dai miei occhi non voglio che esca più nessuna lacrima! Semmai voglio piangere di gioia! Sorridere alla vita. Nessuno fino ad ora è stato capace a farmi diventare veramente triste e nessuno ci riuscirà mai!Ho affrontato tutto a testa alta! E Dio mi è stato vicino!Sono gay e felice di esserlo! Perchè gli altri devono farmene un peso?! Non siamo noi che non ci accettiamo, il più delle volte sono gli altri. Non so il futuro cosa mi riserberà, probabilmente delusioni o altre cadute! Non lo so. So solo che io ce la metterò tutta! "Non abbiate timore,io ho vinto il mondo!"
Giuseppe 14 anni


 






NON RITORNO PIU' NELLA MIA CITTA'
Scrivo per dare la mia testimonianza per quanto superflua possa essere. Non sono mai stato molto effeminato, anche se il mio essere magro, mansueto e riservato ha più volte destato qualche sospetto. I problemi più seri sono iniziati al liceo, quando confidandomi con la persona sbagliata presto sono iniziate le classiche voci di corridoio che si son fatte sempre più insistenti fino a sfociare in atti di volgarità e bullismo; diciamo che era diventata cronaca giornaliera l'essere deriso, insultato pubblicamente o comunque guardato in modo strano, sentire un ronzio di voci e ridolini accompagnati da sguardi maliziosi. Sono uno di quelli che aspira ad un corpo maschile, ma il fatto di non rispecchiare purtroppo determinati canoni estetici virili, tipo quelli del palestrato bullo mezzo cafone, che a Napoli vanno forte, mi ha procurato ancora più problemi. La voce si è sparsa in tutto il paese benchè io non abbia molti amici ne conosca chissà quanta gente, ed ecco che per strada capita che dalla macchina qualcuno urli frocio, culattone, ricchione e via discorrendo. Questi episodi mi hanno segnato e traumatizzato, e nonostante siano passati 2 anni dal diploma non sono più riuscito a prendere le redini della mia vita sociale che anzi si è dissolta, un emarginazione che è iniziata a scuola forse anche a causa mia; più passava il tempo più aumentava la paura di essere deriso e frainteso, mi sentivo osservato, mi vergognavo e mi sono allontanato da tutti. La mia non è più una vita normale, non so come descriverla ma non è la vita dei giovani della mia età, ormai non frequento più la mia città e ho timore anche solo di fare 4 passi per non dover avvertire quello sguardo pesante che a volte dice più delle parole. Ognuno la prende in un modo, io l'ho presa male e diciamo che ormai sono diventato paranoico, prevenuto e diffidente verso tutti, ho smesso di vedere quel poco di bello che c'era nelle persone.
Anonimo, Napoli


 


Racconto la mia vicenda a coloro che oggi vivono il timore, l'insofferenza di essere se stessi in questo mondo oscuro. 9 MESI  fa mi dichiarai ad alcuni della mia famiglia perchè nascondevo dentro me per oltre la mia adolescenza un dolore e la paura di non essere me stesso, non riuscivo più a comunicare, a mettermi in gioco con il mondo non facevo altro che versare lacrime inutili e sofferenti... Ad un tratto in un momento della mia 1 storia durata 2 mesi andammo a vedere un film di 2 cow boy gay . Il GIORNO DOPO MI ALZAI DAL LETTO CON LACRIME E PIANGEVO PER TANTO DOLORE. QUELLA MATTINA MI DICHIARAI A MIA SORELLA perché nel mio incoscio speravo un aiuto invece mi sentii dire cose brutte che ancora oggi nn scendono dalla mente. E’ brutto essere chiamati malato, meglio un fratello tossico che gay... La mia più grande paura è che oggi sn fidanzato con un ragazzo da 9 mesi i loro genitori sanno tutto e a passar dei giorni hanno capito e lo amano con tutto l'amore. Con lui nn ci faccio l'amore dall'inizio della nostra storia per il solo fatto che sono stato martoriato psicologicamente da quelle parole che oggi mi fanno vivere tanto per vivere.. AMO moltissimo quel ragazzo e vorrei dare tutto me stesso, cm lui lo da me.. ma ho tantissima paura ...


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GRAZIE ALLA MUSICA HO VINTO
La mia storia è simile alle altre che ho letto nel sito. Ho 21 anni e sono qui a riprendermi il tempo perso e raccontare cosa mi è capitato. Non è stato facile vivere come sono, la mia personalità e il mio modo d’essere sono state vittima di scherni e battute che spesso non sono riuscito a combattere. Io nasco come un omosessuale biologico il 19/01/1986 e da allora la mia vita è sarà un calvario. Sono stato sempre molto attratto da bambole e abiti femminili. Amavo molto le gonne ed ho sempre sognato di indossarle. Solo che in famiglia, soprattutto tra i miei cugini ero la vittima del gioco. Ero deriso sempre, perché per me era normale comportarsi com’ero, non vedevo la differenza. Ero una ragazzina con l’armatura da ragazzo. Tutto ciò rifletteva male in alcuni dei miei parenti. Andando avanti, ero sempre più ragazzina e meno ragazzino e le scuole elementari sono state per me un incubo. "FEMMINA FEMMINUCCIA; FINOCCHIO…" la classica colazione. Io ne parlavo anche a casa, ma tutti mi dicevano di non prenderne atto. Saltate le scuole elementari, eccomi alle medie. L’aria era ben tesa, tutti sapevano, compreso io, la differenza tra eterosessuale e omosessuale, ma nessuno capiva nulla. Sono stato sempre vittima d’insulti, anche da ragazze. Ogni volta erano coltelli nel cuore che facevano male. Durante i 3 anni ho conosciuto un amico, anche lui effeminato e deriso da tutti. Ora è il mio migliore amico, non abbiamo mai avuto una relazione, siamo come Will e Jack della serie 'Will & Grace'. Abbiamo imparato a conoscerci e ad accettarci. Poi le scuole superiori. I primi due anni, un vero inferno. Ero un fenomeno da baraccone ed ero preso di mira, ma la mia indifferenza a messo a tacere tutto e ho vissuto poi 3 anni bellissimi. Una cosa ricordo e mi tormenterà per sempre. Un ragazzo del mio paese, mi chiedeva perché non parlassi in dialetto, perché non ero mai duro, non capivo cosa volesse. M’insulto e poi mi diede un calcio dicendomi "Va FINOCCHIO". Sarà l’esperienza più brutta, perché è lì che ho scoperto cosa vuol dire essere ignoranti, stupidi e cretini. Come un mio professore che mi chiese perché avessi una voce molto femminile, stampandosi un sorriso ironico sulla faccia! C’è ancora gente che insulta. Io mi chiusi dentro e mi AMMALAI DI DEPRESSIONE con la conseguenza che ebbi paura del mondo esterno. Ora sto bene, ho delle persone che mi amano e mi accettano per quel che sono. Vivo la mia sessualità con orgoglio e non permetto più a nessuno di insultarmi. L’ignoranza e la scarsità di conoscenza la vedo anche nelle istituzioni sia religiose sia semi – religiose. Se non si rompono queste mura e se non si zittisce la chiesa, allora ci saranno altre vittime d’omofobia e pedofilia. La chiesa deve essere scalpita pezzo per pezzo, affinché possa rinascere come il Cristo ha sancito. La mia depressione è stata un vero male, non vedevo nessuno ed avevo paura di mostrarmi. Io ero totalmente fuori dal mondo che mi circondava, vedevo nero! Non auguro a nessuno tutto ciò. Oggi la vita mi sorride, con la musica riesco a trovare una via di fuga, ma ho sempre paura per come si sta andando avanti. Io voglio fratellanza e uguaglianza che al mondo non esiste più.
Simone 21


 






IL CALVARIO DI UN GIOVANE GAY
Il mio calvario è iniziato all'età di tredici anni, prima, in maniera ossessiva, durante le medie e poi, in modo sempre più violento, alle superiori. Non potevo frequentare i ragazzi del paese, io ero quello effemminato, che non parlava in dialetto, che si curava e per loro ero, a seconda dei casi, la "checca", "il frocio", il "finocchio". Non ci si rivolgeva mai a me in modo diverso. I professori delle medie si rendevano conto del mio disagio ma mai nessuno ha mosso un dito per difendermi. Il peggio è arrivato alle superiori, ero innamorato di un mio compagno di classe, ripetente, il quale, insieme ai maschi più grandi non perdeva mai occasione di prendermi in giro. Ormai ero arrivato al punto di desiderare la morte ogni giorno, non potevo uscire per il paese, non potevo parlare con i miei genitori, ero terrorizzato a salire sull'autobus della scuola. L'idea che io fossi gay si era diffusa anche in un'altro istituto vicino al mio così, oltre agli insulti dei compagni maschi di classe, dovevo sopportare anche quello di gente che nemmeno conoscevo. L'unico amico che avevo era additato come il mio ragazzo, gli altri gli chiedevano "ma come fai a uscire con quel finocchio?", poi, per proteggerlo, ho smesso di frequentarlo e mi sono chiuso nel mio silenzio, stavo tutto il giorno in camera mia a leggere e ad ascoltare musica. Non facevo mai ginnastica con gli altri perché appena entravo negli spogliatoio subito i ragazzi cominciavano a offendermi e a farmi vedere i loro attributi. Una volta, costretto da un professore che non aveva capito nulla di me e della situazione, sono stato costretto a giocare a calcio. Gli altri mi hanno messo in porta e hanno fatto a gara a chi tirava più forte la palla. Mi sono fatto male a una mano ma sono stato zitto perché non volevo dargliela vinta. Potrei continuare a raccontare cose del genere per ore ma, oggi, a trentuno anni sono felice di quello che sono e quando penso a quei momenti provo solo un'infinita tristezza per quei ragazzi. Ogni volta che accendo la televisione e sento la chiesa che ci offende e ci odia penso a quanto questi falsi pastori di Cristo siano lontani dall'amore di Dio. Oggi ho letto questa terribile notizia di questo ragazzo che si è suicidato. Queste cose avvengono ogni giorno e nessuno fa niente, forse se qualcuno avesse detto a questo ragazzo che era una persona splendida e che non c'era nulla di sbagliato in lui la tragedia non sarebbe successa. Voglio esprimere tutto il mio dolore alla madre, l'unica che, probabilmente, sapeva quanto fosse bello suo figlio.


 







TENTATO SUICIDIO
3 anni fa in un istituto della mia città è successo un fatto di omofobia molto grave. Un ragazzo di 14 anni preso ripetutamente in giro dai coetanei perché gay si gettò dalla finestra della scuola, fortunatamente non morì anche se non so quali furono le conseguenze del suo gesto.
Anonimo, Aversa (CE)


SCHERNI DA COMPAGNI E INSEGNANTI
Mi chiamo Stefano e sono di Imola. Ho 21 anni. Alle medie avevo una situazione invivibile, sono sempre stato un ragazzo effeminato e questo mi ha causato parecchi problemi. Sia dentro la classe sia fuori i compagni mi prendevano continuamente in giro "frocio, culattone, busone di merda". Ero ogni giorno umiliato e durante le lezioni, lacerato dal nervoso, pensavo a quello che avrei potuto rispondergli e che non ho MAI risposto. Ebbene sì, sono sempre stato zitto. Alla fine ho perso un anno scolastico, sono stato bocciato, perché non studiavo più e durante le interrogazioni facevo scena muta, avevo paura di parlare, di far sentire agli altri la mia voce, avevo paura ogni giorno di ritornare a scuola. A volte si scendeva anche sul pesante: ho ricevuto molte volte degli sputi. Per fortuna mai in faccia, ma sempre sui vestiti, sul giubbotto e una volta mi hanno pure preso a calci nel sedere al grido di battaglia "Frocio del cazzo". Le offese nei corridoi erano ancora più brutte rispetto a quelle dei compagni di classe.
È successo che anche gli insegnanti hanno ironizzato (forse non pensando di farmi del male) sulla mia voce e sui miei atteggiamenti (professoressa di Italiano 1volta e professore di Educazione Fisica più volte). Poi alle superiori tutto è cambiato, la mia autostima è migliorata, gli episodi sono stati pochi alle superiori e quei pochi li ho gestiti molto bene, i voti sono migliorati (tutti 8 e 9) e ora sono iscritto al secondo anno di scienze etno-antropologiche a Bologna. E lo dico senza rancore alla faccia dei professori delle medie che dicevano che ero un fallito che non avrei mai concluso niente nella vita.
Stefano, Imola

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ALLA SERA MI VENIVANO I GOCCIOLONI AGLI OCCHI
Mi sono diplomato quest'estate (luglio 2006/07) e vi devo dire che il mio percorso scolastico ha iniziato a diventare molto duro quando decisi di fare il mio coming out pubblicamente, a 14 anni. È stata una tragedia, ovunque mi giravo ero assediato da commenti fatti sottovoce, da sguardi di sdegno, di cattiveria, battutine di basso tenore ed insulti ignoranti....vi confesso che soprattutto nei primi tempi, quando io stesso mi sentivo molto insicuro per quello che mi ero accorto di essere, la cosa non faceva altro che peggiorare il mio stato d'animo. Per fortuna a scuola con me c'erano alcune ragazze che mi volevano molto molto bene ed essendo affezionate a me, mi proteggevano dagli ignoranti e mi facevano da scorta nel vero senso della parola! che fortuna ad avere avuto loro vicino. Violenza fisica non me ne hanno mai fatta, anche perché andando avanti con gli anni, già in terza superiore ero diventato più sicuro di me e, nonostante la gente rimanesse ignorante e continuasse ad offendermi pesantemente, o a sparlarmi dietro, non me ne importava ed anzi, avevo iniziato a rispondere alle prese in giro e a far vedere agli altri che non ero poi così debole e che quindi non me ne importava nulla né di loro né delle loro stupide prese in giro. Fino alla fine della quinta ci sono state molte sere che arrivavo a letto coi goccioloni agli occhi perché mi chiedevo cosa avessi fatto di male per essere preso così di mira da gente che con me non aveva nulla a che fare.
Anonimo


 







FROCIO CI FAI SCHIFO
Per motivi che non sto qui a spiegarvi all'inizio dell'anno mi ritrovai così in una nuova classe, circondato da persone nuove, ero molto felice di ciò dato che sono una persona socievole, ma lo stesso non posso dire dei miei compagni. Sono stato letteralmente preso di mira. Venivo chiamato "frocio" e venivo totalmente deriso...ed il mio farmi valere serviva a poco, è difficile fare valere i propri diritti quando hai un'intera classe contro. Un giorno entrato in classe dopo la ricreazione trovai sul mio banco, scritto con cancellino a lettere cubitali, la frase "FROCIO CI FAI SCHIFO".
Più di una volta ho ricacciato le lacrime indietro, non avrei mai permesso loro di vedermi piangere, avrei fatto il loro gioco. Così tornavo a casa e stampavo sul mio volto un sorriso che non permettesse a mia madre di capire che la scuola per me era un inferno.
Oltre agli insulti dovevo subire le mani addosso, perché i miei compagni credevano che a un frocio piacesse essere toccato. Mi alzavo dal banco e mano morte mi toccavano, mi vedevo arrivare letteralmente addosso compagni di classe spinti da altri dicendo "scusa ho sbattuto". Ridendo e  guardandosi contenti di quello che avevano e che stavano facendo.  A rendere le mie giornate un inferno non erano solo i miei compagni di classe, ma anche i miei professori (due con esattezza) che facevano volgari allusioni, che mi guardavano dall'alto in basso con uno stupido sorriso sulle labbra. A volte le stesse interrogazioni era un incubo e non certo perché non sapessi la lezione. Ma perché si dava il via ad un crudele teatrino dove compagni e professori si sfogavano nel massimo delle loro crudeltà. Sono stato anche picchiato, solo perché io stavo difendendo i miei diritti.
Io non sono effeminato ( niente da dire per chi lo è) e quindi non riuscivo a capire come facessero a dare per scontato che io fossi gay. Ho scoperto poi che i primi giorni di scuola avevano preso il mio cellulare e avevano letto alcuni messaggi.
Adesso vivo apertamente il mio essere gay, sono felice di esserlo e non permetto più a nessuno di giudicarmi o deridermi. Non auguro a nessuno di passare il mio stesso inferno, ma so che purtroppo sono in tanti a vivere le mie stesse esperienza. Spero che questo assurdo scempio cessi una volta per tutte d'esistere.
Francesco


 







MI COMPLESSAVO SEMPRE PIU'
Nella mia classe legai con un mio amico che aveva il mio stesso nome, noi 2 eravamo molto simili, io ero sicuro che anche lui fosse gay e lui lo pensava di me, ma mai  ci dicevamo queste cose perché avevamo paura. Io passavo molto tempo con questo mio amico. Beh a molti non faceva piacere questo e venimmo presi di mira da un bulletto stupido della scuola che per giunta si trovava in classe mia. Ogni volta che ci vedeva, ci veniva vicino e si metteva davanti per non farci passare. Ci faceva mille domande, se mi piaceva il cazzo o robba varia. Ovviamente io rispondevo di no, ma non bastava, lui doveva sempre rompere le palle e allora  ci nascondeva la roba, lo zaino, i giacconi e tutto ciò che era nostro. Se noi ci ribellavamo, cosa che facevo sempre io, lui  mi prendeva per la maglia e mi alzava, minacciandomi di spararmi ..... bhe hahahah!! Allora ci credevo ma ora. ahahah so che non era così. Ma a quei tempi  mi faceva molta paura e io davvero tremavo.


In seguito la voce si diffuse per tutta la scuola e quell'anno fu un inferno per me. Non potevo più prendere mezzi pubblici, perché o non mi facevano scendere alla mia fermata o mi spingevano o di tutto. Sono arrivati a farmi mille dispetti, uno dei tanti era quello dello shampoo. Mentre ero seduto mi riempivano la testa di shampoo io me ne accorgevo soltanto dopo per via dei un po’ lunghetti. Fu un anno davvero traumatico. Io mi complessavo sempre di più.
Solo dopo 4 anni cominciarono a parlarmi normalmente. Ora a qualcuno di loro lo incontro per strada ma non gli rivolgo nemmeno la parola, e so che mi invidiano molto perché ho tante amiche che loro vorrebbero TROMBARSI ahahah!!  e io godo ahahahahaa. La mia felicità è che sono fidanzato da 5 mesi con un ragazzo, lo amo tanto e lui credo che  provi lo stesso. Ora
vedo  più limpido il mio futuro e spero di restare tutta la vita con lui e magari sposarlo. Visto che è spagnolo. Grazie per avermi dato questa opportunità, non l'avevo mai raccontato a nessuno. Ora mi sento più libero.
Paolo


GLI FECI UNA SEGA, SENZA SAPERE DI COSA SI TRATTASSE
Accadeva sotto casa di mia nonna, giocavo con dei ragazzi. Era un quartiere poco raccomandabile quello e quando giocavamo a calcio ad una porta sola, io venivo sempre messo in porta, così da poter esser preso a pallonate. Capitava addirittura che più che cercare di fare goal, tentassero di colpirmi gridando ‘ricchiò piglia questa’. Mi chiamavano anche ‘dai frocetto’. Tiravano fortissimo, ma io mi sentivo fico perché erano tutti più grandi di me e nessuno dei mie coetanei riusciva ad essere inserito in quel gruppo di ‘grandi’. Io non ci facevo troppo caso, non sapevo neanche il significato di ‘ricchione’ ed io non sapevo assolutamente di esserlo. Avevo dieci anni, tutti gli altri invece ne avevano 14 o 15. E prendevano a giocare solo me dei piccoli, forse perché ero e sono alto, mi trattavano malissimo, ma io ero contento di essere ammesso. (…) fino a quando un giorno uno cominciò a dirmi che doveva fargli una sega. (…) Mi portò nel sottoscala del condominio e gli feci una sega, senza sapere minimamente cosa fosse quell’atto. Ricordo solo che andai a lavarmi subito le mani. Non ho mai capito se quell’atto in un certo senso abbia mai lasciato il segno su di me. Né se quel modo di essere trattato male da loro, che io quasi cerca

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