IL DOMANI DI UNA PERSONA TRANSGENDER - GAY.tv

IL DOMANI DI UNA PERSONA TRANSGENDER

Leggi anche

IL DOMANI DI UNA PERSONA TRANSGENDER

Briee sarà mai una stilista, una cantante lirica, una ragazza? E i transgender saranno sempre vist* come "semidonne che battono"? Saranno ancora uccis*, compatit* o capit*? La posta di Mirella Izzo.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
28 Febbraio 2006

viste
2926
commenti
5
rating
0












Chi è Mirella Izzo?


 Scrivi a Mirella »







Ciao ho 17 anni (...)  ho sempre desiderato diventare donna, purtroppo non so come fare perche oltre che non ho amici, e quei pochi amici che ho ci disprezzano, e inoltre abito in sardegna che è un isola bella ma è antica mentalmente, io studio ai geometri pero da grande vorrei fare la stilita o sarta, cantante lirica o l´architetto, pero ho paura che dopo che prendo la laurea, e cambio sesso, non mi riconoscono la laurea, che non trovi lavoro, purtroppo dovrò scappare da qui, quando avro 25 anni all´incirca, e voglio andare a milano, (...)  non sono capace di andare avanti da solo perchè mio padre se lo sapesse mi ucciderebbe, quindi meglio lontano, tu sai se a milano ci sono associazioni che ti aiutano anche a trovare lavoro, se per caso ci sono altre trans, che come me sono andate a milano, e siccome hanno paura dell´affitto alto, vogliono vivere con altre per dividere le spese (...)
BRIEE

 
Cara Mirella,
grazie a una preziosa segnalazione, ho avuto modo di leggere ed apprezzare il tuo "angolo" sul sito di Gay tv. Parlo del sito perche' abitando all'estero (sono inglese) non ho accesso che al sito. Ho pensato di farti una domanda, per quando hai voglia di rispondere. Sappiamo che il mondo e' diviso un po' a meta' tra l'ammirare,l'accettare, lo scandalizzarsi, l'avere paura delle persone transessuali.


1. Sappiamo che chi ammira le persone transessuali (come me) lo fa perche' ha capito che sono persone che hanno la forza di non rinnegare se stesse e che con coerenza seguino il cammino che sentono proprio.
2. chi le accetta, di solito lo fa perche' pur non condividendo magari la scelta, capisce che il mondo e' bello perche' vario e magari e' anche felice di imparare qualcosa da loro, come da tutte le persone che si incrociano nella vita, come diceva il buon vecchio Ptahnotep 5000 anni fa circa.
3. Chi si scandalizza, di solito e' vittima dei paraocchi, e probabilmente di repressioni radicate da generazioni, spesso legate a desiderio latente.
4. Chi ne ha paura, di solito e' una persona molto insicura...


Sto generalizzando, cosi' come molta gente generalizza pensando che col termine transessuale si descriva, in modo molto superficiale, la persona "semidonna che batte" (quanto odio questa espressione, ma la sento tanto spesso quando vengo in Italia).
Alla luce di questo... come vedi la situazione in futuro?
se per prendere queste quattro fette del cerchio ne immaginassimo un diagramma con le percentuali... pensi che queste cresceranno o diminuiranno o rimarranno stabili, in futuro, e quali?
Insomma... come lo vedi il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto in futuro?
Ti abbraccio
Maeth



Anche questa volta due domande apparentemente lontane fra loro. Credo però che la mail di Briee risponda parzialmente a Maeth. Sebbene questa sia una rubrica di discussioni è utile dare qualche informazione concreta a chi è transgender come Briee e si trova di fronte e contemporaneamente, ad una marea di problemi da risolvere. A Briee mi permetto di dare un consiglio generale che, in tanti anni di primo ascolto e di osservazione dell'evoluzione dei percorsi di transizione di centinaia di ragazze e ragazzi, ha quasi sempre funzionato. La transizione ti pone, come detto, di fronte a decine di problemi - e tutti "urgenti" - in contemporanea. Questo spesso spezza la volontà se non il sistema nervoso di chi deve affrontare questo passo senza alcun supporto. Ebbene la regola è: Un problema alla volta. Concentrarsi su quello che si ritiene più difficile o pesante o urgente e dimenticare il resto anche se questo "resto" preme. Che aspetti.


Briee mi pone alcune domande a cui rispondo sinteticamente:
• no, non esistono associazioni in Sardegna e la tua regione, per la mia esperienza personale, è quella con la maggiore emigrazione di persone transgender rispetto a tutta Italia. Purtroppo la costante emigrazione di persone trans rende quasi impossibile il formarsi di aggregazioni sull'isola;
• Sì, esistono varie associazioni in diverse città d'Italia e in calce ti lascio una serie di siti web affinché tu possa contattarle quando sarai maggiorenne;
• Le Associazioni fanno quel che possono rispetto all'aiutare a "trovare lavoro", in regime di puro volontariato, agendo sulle Amministrazioni locali. I risultati variano purtroppo da città a città e da caso a caso. Diciamo che fino ad ora le Ass.ni sono quasi sempre riuscite a non fare morire di fame le persone che si sono loro rivolte, ma non è una garanzia;
• per la casa da dividere, non ti so rispondere. Logica vorrebbe che le città a più altra concentrazione di persone transgender offrano anche una maggiore probabiltà di trovare una casa da dividere. Quindi: Milano, Bologna, Roma;
• Un consiglio: frequenta le community transgender in Italia dove potrai fare conoscenze dirette con altre persone trans e dove potrai esporre i tuoi problemi. Come in tutte le comunità di persone emarginate socialmente, spesso vi è più solidarietà che in altri tipi di comunità. In calce ti lascio anche qualche link per le comunità virtuali on line.


Spero per ora di averti risposto, Briee. In ogni caso la miglior cosa da fare è rivolgersi direttamente ad una associazione quando verrà il momento. Intanto vedi se riesci ad avere già in Sardegna, attraverso i Centri di Salute Mentale, almeno una diagnosi di "Disturbo dell'Identità di Genere" o di "Disforia di Genere".


E ora vengo alla seconda lettera. Ebbene cara Maeth, io questo diagramma non lo posso fare. O se lo dovessi fare, sarebbe come quello di un terremoto violento. I segni sono assolutamente contraddittori. Da una parte Parlamento Europeo, alcuni Governi nazionali, Tribunali Internazionale, e soprattutto coscienza di massa, sembrano tutte puntare verso l'alto. La maggior parte delle persone è passata dallo "scandalo" alla "pietas". Non è ancora la "comprensione" di una realtà ma non posso non considerarlo un passo avanti anche perché a volte questa "pietas" non è tanto per la nostra condizione umana quanto per la mancanza di diritti  che iniziano a vedere, grazie alle campagne delle Associaizoni e anche dall'elezione dell'on. Luxuria. Fatto che inizia a scandalizzare sempre più persone. In tal caso è una pietas che ha anche un valore di coscienza politica e mi sta bene.
Persino il Governo Italiano, sembra fare passi avanti con noi transgender. Luxuria ma anche le presidenti delle Ass.ni trans convocate dalla Ministra per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini - e ancora di più l'esito di questo incontro improntato alla massima disponibilità (e se son rose fioriranno) - sembrano segnali positivi. Addirittura in misura maggiore di quanto non avvenga per la principale istanza delle persone omosessuali (Pacs o matrimonio). Questo probabilmente a causa sia di questo sentimento di "pietas" per la nostra condizione,  sia per la più alta percentuale di gay e lesbiche integrate nel mondo del lavoro.


Se quindi per gay e lesbiche oggi vi è un'Italia spaccata a metà fra chi comprende e chi rifiuta, conoscendo abbastanza cosa sia l'omosessualità, per le condizioni trasngender vi è più ignoranza, le discriminazioni sono estremamente più brutali e ciò crea una certa distanza di "percezione" fra omosessuali e transgender. Per noi c'è la "pietas" che è - come tale - meno "politica" e produce meno scontro. Che sia un sentimento nato dal considerarci "povere malate" o coscienza di quanto siamo pesantemente emarginate, è comunque il sentimento a "vincere" sulla politica (anche se Banfi ha riportato sulla "pietas" anche la condizione omosessuale).


Dovrei quindi vedere il bicchiere mezzo pieno. Peccato che è cronaca del 26 u.s. l'assassinio di un'altra trans a Novara, che la pressione del bullismo giovanile, se non quello di una estrema destra in crescita e cruenta, predilige, fra le persone LGBT, i soggetti più deboli e soprattutto decisamente più visibili sempre e comunque: le trans. E non inganni il fatto che recentemente vi siano stati casi di ragazze lesbiche stuprate o molestate per le quali sono state fatte anche grandi manifestazioni. Il 99% delle violenze su persone transgender non viene neppure denunciata perché spesso riguarda ragazze extracomunitarie ed anche perché dover affrontare per una persona che per lo Stato è ancora un uomo, l'esposizione pubblica di una violenza subita, provoca spesso il terrore di essere due volte punita: dall'aggressore e da una opinione pubblica, che comunque pensa che se una è trans sia automaticamente una che il sesso "se lo va a cercare". Una paura forse non più così realistica oggi, ma estremamente persistente. Il tutto condito dal fatto che in Italia ci saranno al massimo 10.000 persone transgender (comprese le immigrate) e che pertanto le percentuali di violenza fanno presto a diventare alte rispetto alla "popolazione" lesbica. Ed infine l'Italia è un paese in cui fai pochi chilometri e cambi completamente "mondo". L'accettazione della realtà transgender è assolutamente a "macchia di leopardo".


Quindi il grafico è un grafico impazzito di segni contrastanti. Ciononostante il "bicchiere" io lo vedo comunque mezzo pieno.  Esso non è solo l'analisi di tante realtà: è anche la visione politica, personale che ci mettiamo dentro, sommando e mixando i segni ottimistici con quelli pessimistici. Per la realtà transgender in realtà è pieno al massimo per un dito, ma ciò me lo fa vedere più in riempimento che come un avanzo residuale. Peraltro non è difficile vederlo mezzo pieno perché più in basso di così nella scala sociale è difficile andarci e qualsiasi segnale di apertura politica (le convocazioni ministeriali ma anche l'ultima Direttiva Europea sulle Pari Opportunità) non può che essere vissuto come una chance che fino a ieri neppure ci concedevamo di immaginare.


Grazie per la domanda, Maeth e ti anticipo che se dovesse passare in Italia (dopo gli acquisiti diritti di omosessuali e transgender al diritto di Asilo e l'inserimento nella legge Mancino) una legge che consenta il cambio di genere e nome a prescindere dal pegno da pagare allo stato della rimozione dei genitali, allora quel bicchiere inizierà ad essere davvero mezzo pieno, se non di più!
 
Link utili a Briee e a chi si trova nella sua situazione
Associazioni:

www.crisalide-azionetrans.it Crisalide AzioneTrans con sedi a Milano e Genova, Pisa, Piacenza, regione Marche, Roma (coming soon)
http://www.mit-italia.it Movimento Identità Transessuale con sede a Bologna e referenze in Toscana e Lazio
http://www.cgil.it/org.diritti/homepage2003/transgender.htm C.G.I.L. Settore Nuovi Diritti (utile per le questioni di lavoro)
http://www.libellula2001.it/ Libellula 2001: a Roma e Napoli (coming soon)
http://www.gruppoluna.net/ Gruppo Luna Transessuali (Circolo GLBT Maurice) a Torino
http://www.circolopink.it/transessuali.htm Pink Transessuali a Verona
http://freeweb.supereva.com/aitfirenze/index.html A.I.T a Firenze
Community transgender:
http://www.crisalide-azionetrans.it/phpbb/index.php Forum "Transgender ma non solo"
http://it.groups.yahoo.com/group/disforia/ Lista "Disforia"








Chi è Mirella Izzo?


 Scrivi a Mirella »

commenti

Devi essere loggato per poter lasciare un commento.

5 di 5 commenti

  • mirella

    02 Febbraio 2007 - ore 00:00

    Caro Fante, scusa il ritardo con il quale ti rispondo ma la questione è complicata. Una trans (ma tutto il discorso vale invertito per i trans) come me che non è operata, non ha per ora diritto ai documenti modificati. Per lo stato sono un uomo. Per cui io posso sposarmi si ma con una donna! Praticamente a me è consentito un matrimonio lesbico.
    Se invece una trans si opera dopo sentenza del tribunale MA non fa la seconda istanza per la rettifica anagrafica, allora è anche operata ma resta maschio per lo stato italiano: per cui anche in questo caso potrà avere un matrimonio civile lesbico.
    Se invece si opera e fa la seconda istanza per la rettifica anagrafica può sposarsi con un uomo come qualsiasi altra donna.
    In tutti i casi elencati si parla di matrimonio civile.
    Per la chiesa le persone trans sono da considerarsi malate psichiatriche gravi e sono state allontanate dalla vita della Chiesa con un documento dell´allora Cardinale Ratzinger inequivocabile.
    Quindi non ci sposa se non abbiamo cambiato genitali con le donne, non ci sposa se abbiamo cambiato i genitali con gli uomini. Dolcissima e amorevole chiesa cattolica romana e apostolica (pure!).
    Spero di averti dato una risposta esauriente.
    Ciao
    Mirella

    • valentinaf

      30 Novembre 2006 - ore 00:00

      Mirella che senso ha scrivere o essere accolte in un luogo dove due trans uccise, accoltelate vengono definite DUE UOMINI
      Rifletti bene su questo luogo che ti ospita!
      Certo ...noi siamo poverette, ma abbiamo una dignità e un rispetto verso tutti che questi qua...non sanno neanche cosa sia!
      valentina

      • mirella

        30 Novembre 2006 - ore 00:00

        Vedi Valentina,
        anche sul sito di Crisalide è capitato di scrivere in questi termini. Il punto è che se riprendi un articolo di un giornale, lo devi riportare così come è. Oppure fai una ribattuta e una sintesi (ma che fonte citi?).
        In ogni caso io credo che sia sufficiente che tu - invece che a me - scriva alla redazione, per avere sicuramente una risposta che rimedia alle tue, peraltro giustificatissime, ragioni.
        A volte si lavora di fretta e si copiano e incollano le notizie così come arrivano. Credo proprio si sia trattato di questo perché conosco gli amici della redazione di Gay.tv e proprio non ci considerano uomini e - con questa rubrica e con il Gender Channel - stanno invece cercando di portare le info riguardanti il transgender ben al di fuori delle logiche di mercato (siamo poche persone e non so se e quanti gay e lesbiche seguano gender channel e la mia rubrica).
        A volte, prima di indignarsi, è sufficiente chiedere una rettifica.
        Un caro saluto
        Mirella
        Ciao
        Mirella

        • fante

          30 Novembre 2006 - ore 00:00

          In Italia le persone transessuali possono sposarsi?
          Soltanto in comune o anche in chiesa?

          • giacomo

            30 Novembre 2006 - ore 00:00

            Ho corretto e mi scuso per l´errore. Credo eccessiva l´accusa che ci viene rivolta. Il lavoro che stiamo portando avanti dimostra il nostro quotidiano impegno per la dignità e l´uguaglianza di qualsiasi Persona.