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IL CORAGGIO DI UNA GIOVANE TRANSGENDER

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IL CORAGGIO DI UNA GIOVANE TRANSGENDER

Era sola e infelice, ora Clarissa ha deciso di cambiare "per un bene più grande. E se la felicità costerà rinunce e umiliazioni sono disposta a pagarne il prezzo".

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
09 Maggio 2006

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Chi è Mirella Izzo?


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Chi si ricorda di Clarissa? Scrisse a questa rubrica a dicembre con una lettera piena di dubbi e con un'angoscia interiore profonda rispetto alla sua identità di genere. Per chi voglia rinfrescarsi la memoria (e lo consiglio) è possibile rileggere quel che scrisse, la mia risposta e anche alcuni commenti qui


Ora ci scrive di nuovo per raccontarci le novità. Ho deciso di pubblicare ancora lei perché dal confronto fra quel che ci raccontò a dicembre, sola, isolata e senza aiuto, e quanto ci racconta oggi, si può evincere come la vita possa cambiare in meglio anche quando ci sembra di trovarci dentro un mare di sabbie mobili. Un pizzico di informazione, l'uscita dall'isolamento ed il sapere quali sono le giuste domande a cui darsi risposta per capire meglio la propria identità quando essa è in una fase di confusione, sono la chiave del cambiamento di Clarissa che ci scrive:
 


Cara Mirella, sono di nuovo io, Clarissa.
Ma stavolta è una Clarissa diversa, più forte, più sicura di sè, forse anche troppo.
Ho seguito il tuo consiglio ed ho divorato letteralmente tutto il possibile, informandomi, chiedendo, cercando, confrontandomi, ma sopratutto analizzando me stessa e le mie aspettative, ricercando in me prima che negli altri quello che davvero sono e che cercherò adesso, di essere.
Non è stato facile e so bene che da oggi in poi sarà sempre più dura, ma ho imparato che bisogna fare delle scelte "per un bene più grande". E se la mia felicità costerà delle rinunce, delle umiliazioni... sono disposta a pagarne il prezzo.


Ho vissuto 20 anni di "non vita", credendo che fossi solo un errore della natura, ed invece è bello scoprire che il cambiamento può avvenire se lo si desidera davvero. Ed io Mirella, lo voglio più d'ogni altra cosa. Adesso mi sento solo Clarissa a metà.
E' una sensazione indescrivibile il poter essere ammirata anche adesso che non ho iniziato nessuna cura. Quest'essere vive dentro di me, ne ha sempre fatto parte, è solo cresciuto nel corpo sbagliato.
Conto i giorni per la maturità e poi, vorrei poter andarmene via di casa per iniziare la mia nuova vita. Una vita di solitudine (forse), ma che comunque voglio avere, ad ogni costo.
Non è un nome, nè tanto meno il riflesso d'uno specchio a rivelare il nostro vero io. Clarissa c'è sempre stata, è stata solo costretta a rinunciare alla sua parte biologica. Se avessi ignorato le sue urla sarei ancora il ragazzo depresso e solo che tutti volevano vedere, invece oggi sono una ragazza che rivive la sua adolescenza, per essere, prima o poi, la donna che desidero.
Grazie per avermi fatto capire.
Clarissa



 
Ancora prima di iniziare a rispondere già sento un fischio nelle orecchie che dice: "ma come puoi dar credito ad un ragazzo di 17-18 anni che in un mese prende decisioni così significative, non credi che dovrebbero decidere i genitori o i medici?"
Ed è su questo aspetto, l'età della presa di coscienza, su cui vorrei concentrare l'attenzione in questa chiacchierata. Cosa si può rispondere ad un'obiezione che pare dettata solo dal buon senso? Che, al contrario dell'orientamento sessuale, il senso di distonia fra identità di genere e sesso di nascita ha spesso origini fin dalla prima infanzia e che quindi, al momento dell'arrivo dell'adolescenza il problema diventa improvvisamente lancinante? Credo di si.. che sia l'inizio della giusta risposta.


Fino a che si è bambini il dimorfismo sessuale del corpo è poco e ci si può sentire bambine anche se si è maschietti (o viceversa), ma quando inizia ad arrivare la barba, le polluzioni, i peli nel corpo, la voce che si abbassa, i lineamenti che si induriscono, improvvisamente la bolla esplode, il sogno svanisce, la dura realtà assume un contorno reale e guardarsi allo specchio diventa ogni giorno più drammatico nell'osservare una sorta di "alieno" che si sviluppa e cresce e che quell'alieno, quel corpo alieno, sei proprio tu, irrimediabilmente tu.
E' vero che una percentuale (piccola) di bambini transessuali, con lo sviluppo, "guarisce" da questo senso di disagio e torna in sintonia con il proprio sesso di nascita, ma è altrettanto vero che quasi mai il processo si inverte dopo l'insorgere della pubertà... In quell'età, se non "guarisci" allora peggiori drammaticamente per via dello "sviluppo".
Per questo Clarissa potrebbe essere assolutamente certa della sua realtà e per questa ragione sono rarissimi i casi di "ripensamento" quando la consapevolezza di non appartenere al sesso biologico, nasce nell'infanzia e si conferma nell'adolescenza.


Altre volte questa consapevolezza giunge proprio nell'adolescenza perché prima si è vissuto in una sorta di limbo asessuato... Altre volte ancora giunge in età adulta, quando, pur di non affrontare la realtà, si opera una rimozione psicologica in cui si arriva a cancellare i ricordi infantili... e ancora può giungere sempre in età adulta quando si  è sempre percepito di essere profondamente divers"i" rispetto agli altri uomini, ma non si riesce ad accettare che questa differenza, nel proprio caso specifico, trova le radici nell'identità di genere...
Comunque sorga, ovunque sorga, in qualsiasi età sorga, questo disagio è difficilmente comprensibile a chi non lo sperimenta. E' qualcosa che strazia l'anima e mina le fondamenta stesse del riconoscersi come persona. E nei casi in cui si è operata una rimozione psicologica per tanti anni, allora è la consapevolezza che diventa straziante, perché capire improvvisamente di avere buttato via 10-20-30 anni della propria vita adulta genera un rammarico profondo e una grave colpevolizzazione per non "avere capito prima"...
Ma in ognuno di questi casi così diversi fra loro ed ognuno dei quali con un margine di rischio di "errore", esiste un momento in cui tutto si chiarisce. Tutto lo strazio scompare e la "disforia" (così viene definita la condizione transgender: "disforia di genere") si trasforma in "euforia" (che è il termine contrario di "disforia").


Ci si può interrogare per anni, ci si può sottoporre ad ogni sorta di supporto psicologico, si possono fare le più disparate ipotesi, ma il momento della conferma della propria verità interiore, avviene dopo che si inizia la terapia ormonale e si comincia a vedere i suoi effetti sul corpo...  Si possono essere superati tutti i test psichiatrici del mondo, ma è solo quando il corpo cambia che si realizza la vera prova finale.
Certo sono importanti anche le "uscite en femme", il cosiddetto Test della Vita Reale, o i gruppi di sostegno... ma è proprio il cambiamento del corpo a darci la conferma di ogni congettura, pensiero, emozione riguardo il proprio sé. E dato che per circa 6 mesi la reversibilità degli effetti prodotti dalla terapia ormonale è quasi totale, io consiglierei sempre, a chi vive il disagio dell'identità di genere, di fare l'inizio del proprio percorso a tappe (senza dirlo agli specialisti altrimenti non la fanno proprio iniziare): tre mesi di ormoni e fai il punto.. altri tre e fai ancora il punto, con la consapevolezza che dopo, tornare indietro comporterà qualche problema in più. Ma di solito sono sufficienti 3 mesi per capire.


Quello che sembra difficile far comprendere alla cosiddetta (nel nostro caso) scienza è che i primi mesi di terapia ormonale non sono solo l'inizio della cura, ma soprattutto la fine, la conferma della "diagnosi"!
Dopodiché, superati i primi sei mesi, la prospettiva è solo quella di uscire dal buio per trovare la luce, scongelare il dolore e scioglierlo ai raggi del sole. Ovviamente tutto questo vale in caso di assenza di psicopatologie psichiatriche che rendano le persone incapaci di "intendere e volere".. ed è per questo che una indagine psichiatrica è sempre utile, prima di iniziare, giusto per avere una certezza in più che il proprio disagio non possa essere dovuto ad altro.


I protocolli italiani per la terapia ormonale sostitutiva per le persone transgender sono assolutamente eccessivi. Non basta l'indagine psichiatrica ma ci si deve sottoporre ad una psicoterapia coatta (sic!) - spesso a tempi indeterminati - che serve a convincere l'operatore più che se stess*. Clarissa, se accederà alla terapia ormonale, lo farà dopo fin troppi controlli, durante i quali si chiederà come sia possibile che siano altri a dire cosa sei... Se un gay o una lesbica dovessero farsi dare l'ok rispetto al proprio essere omosessuale da un medico, non credo la prenderebbe bene. Ma noi accediamo a terapie mediche con un certo grado di rischio e chi intraprende la transizione deve saperlo e controllarsi frequentemente per ridurre questi rischi a poco o quasi nulla.


Clarissa ha capito. Si è data delle risposte. Altre ancora dovrà darsene prima di essere certa... Non bisogna mai mettere fretta ma neppure spaventare. Bisognerebbe sempre, in questi casi, ridurre al minimo le pressioni esterne in una direzione o nell'altra (e di norma sono quasi sempre tutte nella direzione di "lasciar perdere") e, in assenza di schizofrenia, di personalità multipla, lasciare il più possibile la decisione alla persona. Chi si trova nella situazione di Clarissa più che di indicazioni e consigli, ha un grande bisogno di affetto, di calore, di accettazione incondizionata. Chi sta fuori, lo capisco, si preoccupa... ma chi ci passa attraverso sa quanto devastante sia vivere nel genere sbagliato e capisce abbastanza velocemente se la transizione è la sua via. Lo capirà perché cambiando sentirà di vivere, dopo anni di buio, la più grande felicità possibile: trovare se stessa.
Mirella Izzo










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2 di 2 commenti

  • sdssds

    03 Aprile 2007 - ore 00:00

    clarissa era solo nascosta, doveva sviluppare come un bozzolo in farfalla, e ora è giunto il momento. ho seguito da vicino due amiche nella loro evoluzione e ne sono uscite splendide, felici, realizzate e ora anche felicemente sposate. noi siamo quello che vogliamo essere e non quello che dobbiamo. auguri a clarissa ciao stefano

    • demetrio73

      15 Giugno 2006 - ore 00:00

      perche non fallo anche qui?