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EMANUELA TI HANNO UCCISA TRE VOLTE

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EMANUELA TI HANNO UCCISA TRE VOLTE

Dopo la riconversione sessuale non era uscita dal tunnel della prostituzione. Uccisa a Pescara. La lettera di M.Izzo.

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06 Giugno 2006

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Emanuela Di Cesare è stata uccisa a soli 38 anni. Dopo l’operazione di riconversione sessuale non era riuscita ad uscire dal tunnel della prostituzione nonostante l’aiuto di Criasalide. Mirella Izzo, presidente onoraria dell’associazione, le ha scritto una lettera.


Genova, 23 aprile 2007


Cara Emanuela,
non bastava l'uomo che ti ha fracassato il volto mentre gli preparavi il caffé per essere sufficientemente punita dalla vita a soli a 38 anni. Questa sfortuna, quella di essere vittima di un omicidio, ma di essere almeno rispettata nella memoria, non era cosa per te. E' un diritto per gli altri e le altre. Per i "gentili", come San Paolo chiamava i "non cristiani" in un periodo in cui esserlo era pericoloso come lo è oggi essere o essere state transgender. Come lo è far parte di una minoranza fastidiosa per lo "status quo", del moralismo corrente.


Sei stata uccisa la seconda volta dal tuo assassino che spero verrà presto catturato e consegnato alla giustizia. Si, la seconda volta, perché la prima sei stata già uccisa nella tua dignità che ti ha costretta a vivere di prostituzione quando non ne potevi più. Quando ti sei iscritta a Crisalide con tanta voglia di "volontariato" ma con un problema gigante che ti impediva di farlo come volevi. Il problema del lavoro. Ci hai chiesto di aiutarti ad uscire dalla prostituzione. Forse se fossi stata a Milano chissà.. Ma vivevi in provincia.. e non ce l'abbiamo fatta ad aiutarti. E, diciamolo, il dovere di favorire le "pari opportunità" per le minoranze discriminate è dello Stato, del governo, come stabilito dalla Corte di Giustizia Europea per noi transgender o ex tali. Ciononostante, col senno del poi, mi viene da pensare se non abbiamo fatto abbastanza, se non avremmo dovuto fare di più, se, da oggi in poi, non dovremo temere, ogni volta che una ragazza come te ci chiederà di uscire dalla prostituzione, che il non riuscirci potrebbe avere come conseguenza un prezzo impossibile da accettare: la morte.
Potrebbe bastare, mi sembra, essere stata uccisa due volte. E invece non basta. Ci voleva una terza volta, ed è accaduto non appena hanno scoperto il tuo corpo esanime. Per la pur fatiscente legge 164/82 che tratta il cosiddetto "cambio di sesso" tu sei diventata donna a tutti gli effetti per lo Stato Italiano dal giorno in cui il tribunale ha emesso la sentenza di cui all'articolo 5 del dispositivo di legge. Successive norme di applicazione, relative al diritto alla privacy, hanno determinato che i dati della tua transizione, il tuo precedente sesso, il tuo precedente nome, debbano scomparire da tutti i documenti con le eccezioni del Casellario Giudiziario e del Certificato Integrale di Nascita, due documenti richiedibili solo dalla persona stessa e dalle autorità giudiziarie e civili. Nessun altro deve sapere: neppure i giornali. Si chiama "privacy". Quella privacy che per noi transgender non è mai entrata in vigore. Mai per chi non sente o non può operarsi ai genitali ed è costretto/a a vivere per sempre con documenti difformi dal proprio aspetto, dal proprio ruolo di genere assunto in società, dalla propria verità interiore. Troppo spesso anche per chi, come te, almeno in teoria, dovrebbe essere protetta dalla legge.
Per lo Stato Italiano, quindi per tutti, nessuno escluso, tu sei una donna. Puoi dichiarare che sei un ex uomo o non farlo. Tu hai scelto di farlo perché - costretta al mercato della prostituzione - il dirlo, è un modo per pubblicizzare il proprio lavoro presso clienti in cerca dello "strano", della "cosa esotica". Si, cosa, una cosa. Lo hai anche scritto: "ex uomo". L'italiano è chiaro... "ex" ovvero "fu", si parla di passato. Perché ora sei donna e tutti i cittadini italiani avevano ed hanno il dovere di trattarti come tale. Ma io lo so cara, che tu non sei stupita, che ti saresti immaginata tutto questo e ancora di più.. Sapevi come funziona questo mondo infame che morirà di ipocrisia ancor prima che di inquinamento ambientale.. Dovevano ucciderti una terza volta.


"Trans ucciso in casa" titola il quotidiano più letto d'Italia, il Corriere della Sera. "Trans"? Sei donna ora, anche se morta, sei donna... Come può una donna essere stata ucciso? Potrebbe bastare a infangarti quando non hai più diritto di replica? Ma figuriamoci!. Bisogna anche leggerli gli articoli dei giornali. E il "Corriere" cosa scrive?
Un transessuale di 37 anni è stato ucciso la scorsa notte a Pescara, nella sua abitazione, presumibilmente con dei colpi alla testa. La vittima è Emanuela Di Cesare, Marco prima del cambio di nome. Ancora "un transessuale"? Non bastava nei titoloni? No, non bastava. Il "Corrierone" ci informa anche di un dato sensibile di cui neppure dovrebbe essere a conoscenza. Ci informa che ti chiamavi "Marco prima del cambio di nome". Marco? Cambio di nome? Ma in che paese viviamo? I giornalisti sono svincolati dalle leggi italiane? Crisalide ha l'onore di averti fra i suoi soci. Abbiamo l'obbligo di raccogliere i dati anagrafici di tutti e l'altrettanto importante obbligo della privacy sui dati raccolti: ebbene a noi questo "Marco" non risulta. Non c'è sui tuoi documenti. Fino a che non ce li cambiano (e siamo volenti o nolenti obbligate a metterci sotto i ferri per 6 ore per averli) siamo costrette a ricoverarci nei reparti maschili degli Ospedali e ad essere trattate da uomini in tutti gli ambiti legali. Ma se e quando lo Stato ci concede, in cambio del nostro glande, i documenti, essi non servono a nulla per questi quotidiani del nostro paese, il Vaticano. Lapsus, l'Italia. Per i "gentili" i giornali usano ormai le iniziali, perché il "garante" si incazza per costoro. Per noi non dice mai una sola parola, sebbene più volte interrogato. Emanuela... glielo dico io per te: tu non hai cambiato nome, hai cambiato "sesso", per l'esattezza hai cambiato "identificativo di Genere". Il cambio di nome è una semplice conseguenza.
Per dare un senso alla tua vita e per "perdonarmi" di non avere fatto abbastanza per tirarti fuori dalla prostituzione, ti faccio una promessa: se vi sono state violazioni di legge, qualcuno pagherà. Per te, per le prossime sicure vittime di questa multiforme transfobia imperante. Signor Garante della Privacy, signor Garante delle Comunicazioni, interverrete per Daniela come avete fatto per mr. Elkann e per il portavoce del Primo Ministro, il dottor Sìrcana? Perché se non lo fate i casi sono due: o noi transgender non siamo cittadini italiani o voi applicate le vostre leggi come Hitler con gli Ebrei, prima delle "leggi razziali". Allora siate coerenti come lui, scrivetelo: in Italia le leggi sulla privacy non si applicano per le persone che siano in percorso di transizione o l'abbiano già compiuta. Oppure datele "'ste multe". Datele per difendere il nome di una "puttana con l'aggravante di non essere nata donna" . Forse potrò tornare a guardare quella scritta... quella della "legge uguale per tutti", senza sentire una voglia fisica di vomitare. Datele anche per lei, "neodonna e puttana" per voi, donna nobilissima (come chiunque altra) per noi che ci ha onorate della sua adesione.


Per noi, saresti stata Emanuela anche solo sentendoti tale, senza bisogno di sentenze e tributi organici da offire ai giudici. Per lo Stato Italiano dovresti essere Emanuela comunque, anche se hai dichiarato o scritto di essere "ex uomo". Ex uomo ok, ma non "Marco". Emanuela, ex uomo... E' una verità incontestabile. Marco è un abuso, un'abnorme quanto inutile violazione della privacy. Ma a chi interesserà sapere che ti era stato dato il nome di Marco? Cosa hanno guadagnato gli articoli che ti riguardano con questa notizia? Niente di niente. Solo quell'irresistibile bisogno di dare il massimo risalto alla "tua differenza"... Anzi.. che differenza e differenza; alla tua diversità infame . Diversa sempre e comunque, a dispetto di leggi e della tua morte così brutale. L'importante è nutrire contro di noi il senso del "perverso", dello "strano", stimolare la morbosità che appartiene a chi il "morbo" lo ha e non alle sue vittime e mettere in secondo piano l'unica vera notizia: hanno ammazzato Emanuela, una donna, una socia di Crisalide (magari non sarà una grande notizia, ma certo più del nome a cui hanno avuto accesso arbitrariamente e pubblicato illegalmente), una che per vivere faceva le "marchette" ma cercava di uscirne e chiedeva aiuto e per me ed altre/altri, un'amica di "lista di discussione" con cui si parlava insieme di un futuro migliore per noi tutte e tutti. Al tuo futuro hanno scritto la parola fine e l'hanno trascritta nel peggior modo che potessimo immaginarci.


Ti ricorderemo sempre, Emanuela, come ricorderemmo un "premio Nobel" perché tutto quel che prima o poi scriveranno o sussurreranno di te, non è stata una tua scelta. Alla prostituzione sei stata costretta. Questo di te lo sappiamo. Questo ce lo hai detto a chiare lettere. Chissà, magari se i "gentili" ti avessero concesso le stesse opportunità concesse a loro, forse davvero potresti essere in corsa per un Nobel. Sfido chiunque a provare che non sarebbe stato possibile. Ma se ti abbiamo persa, sappi che ci lasci in eredità il dovere di tutelarti per la donna che eri, per l'essere umano a cui è stata tranciata di netto la speranza di un futuro migliore per te e anche per noi, noi di Crisalide che avremmo avuto tanto bisogno anche del tuo volontariato non appena ti fossi liberata dalla prigione cui ti hanno costretta.
Ti ho conosciuta e ti ho letta: la tua anima è pura e ovunque sia ora, certamente mi aiuterà a guidare le mie parole, le mie azioni, fino a che avrò fiato. Oggi, 23 aprile è il mio compleanno. Ho compiuto 48 anni. Posso dirlo con certezza: il peggiore della mia vita. Ma, nella tragedia, tu mi hai lasciato un dono di responsabilità: far tutto il possibile affinché tu non venga gettata nella spazzatura, anche se avrei preferito leggerti in una mail di auguri reciproci per una vita serena.


Tua Mirella


Mirella Izzo
presidente onoraria Crisalide AzioneTrans onlus

commenti

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1 di 1 commenti

  • xKrisx

    24 Aprile 2007 - ore 00:00

    Penso che commentare ulteriormente le parole di Mirella sia inutile, oltre che totalmente superfluo..ha già detto tutto lei. Mi rimetterò solo ad una frase, che il buon Orwell, in uno dei suoi libri piu famosi ha messo...e che purtroppo è attuale ora tanto quanto lo era quando il libro è stato scritto.

    "Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)"