QUANDO UNA LEGGE PER LE PERSONE TRANS? - GAY.tv

QUANDO UNA LEGGE PER LE PERSONE TRANS?

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QUANDO UNA LEGGE PER LE PERSONE TRANS?

La RnP e Grillini hanno già presentato un disegno di legge. Vladimir Luxuria lo annuncia da tempo. Ma quando arriverà una legge per noi trans – chiede Viola a Mirella Izzo – C’è la speranza che questi progetti diventino leggi? LA POSTA DI MIRELLA >

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
27 Luglio 2006

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Chi è Mirella Izzo?


Cara Mirella,
sto seguendo con attenzione quel poco che si riesce a leggere su una nuova legge anche per noi trans. Ho visto che La Rosa nel Pugno ha presentato un progetto di legge e ho anche sentito che Grillini ne ha presentato uno. Inoltre leggo e sento da tempo Luxuria che preannuncia una legge "ad hoc" per le persone trans. Ma a parte il progetto della Rosa nel Pugno, non riesco a trovare nulla su questi testi pur preannunciati sul sito della Camera dei Deputati. Tu cosa ne pensi? Ne sai di più di quello che posso trovare io da povera cittadina? E' meglio fare come i radicali che vogliono intervenire cambiando solo alcuni passaggi della vecchia legge per consentire il cambio anagrafico anche in assenza di intervento sui genitali o scriverne una totalmente nuova? Quante speranze hanno questi progetti di diventare legge? Troppe domande, mi scuso, ma per me che sono vicina a terminare il mio iter è importante capire cosa aspetterà a chi viene dopo di me.
Ciao e buon lavoro


Viola, Milano






Cara Viola, a prescindere da quel che io possa sapere in più di te, sarebbe un terreno davvero scivoloso anticipare documenti che gli stessi parlamentari hanno deciso di non rendere ancora pubblici. Se lo fanno un motivo c'è. Spesso perché fra l'annuncio e un progetto di legge finito ci vogliono anche dei tempi tecnici di affinamento di ogni proposta. Poi esistono parlamentari che pensano di fare tutto da soli e altri che consultano le categorie interessate dai loro progetti di legge e questo può cambiare anche i tempi di presentazione. Certo posso confermarti che allo stato attuale solo il pdl dela Rosa nel Pugno è fruibile alla lettura di tutti. Del testo di Grillini non so nulla se non pettegolezzi che riguarderebbero una sorta di traduzione della legge spagnola in italiano. Ma è un pettegolezzo che cito si, ma noninandolo come tale. Luxuria invece ha preanunciato qualcosa di diverso: una legge quadro, ovvero che non si occupi soltanto delle norme che regolano il cambio di sesso, ma che segua tutte le questioni di carenza di diritti delle persone Trans.


Meglio una legge che intervenga solo sul cambio anagrafico e poi si occupi delle altre carenze di diritti in altre leggi o meglio una legge quadro? Ci sono pro e contro per entrambe. La legge quadro, se passa, e se è fatta bene, "sistema una volta per tutte" una categoria carente di diritti, ma è più difficile sia da scrivere sia da fare approvare perché magari un gruppo parlamentare è d'accordo su x capitoli della legge ma non su uno e vota contro. Inoltre più scrivi e più rischi che il testo venga emendato. La legge singola invece risolve solo UN problema per volta. Ha un iter più veloce ma alla fine è difficile affrontare tutti i temi di carenza su tante leggi diverse. Inoltre la legge quadro è un po' una "legge ad hoc", quasi "speciale"... che può essere letta sia in un'accezioe positiva sia negativa. Una che lo Stato si renda conto di essere stato carente sulla nostra realtà in genere e vuole provvedere in un'unica legge a rimediare, l'altra quella di sentirsi come una sorta di "specie protetta" o "sfigata" che merita una legge tutta per sé e che mantiene intatte alcune differenze. La legge per i normali e la legge per i/le trans.


Personalmente, se fatta bene, io opto per la legge quadro in prima battuta perché la mia esperienza militante mi porta a pensare che il solo intervenire sulla questione del cambio anagrafico non sia sufficiente a coprire il "gap" di diritti che ci separa dal resto dei cittadini italiani. Sostanzialmente appoggerei qualsiasi buona legge (e magari un giorno spiegherò cosa intendo io per buona). Credo di aver capito che solo Luxuria sia orientata verso la legge quadro e penso che vorrà seguire le rivendicazioni che tutte le Ass.ni trans italiane hanno presentato alla Ministra Pollastrini qualche mese fa. La lettera è pubblica ma sinteticamente chiede:
• Revisione della legge 164/82 nella direzione delle leggi Spagnole e Britanniche che consentono il cambio dei documenti (nome e sesso) a prescindere dall'intervento di rettificazione dei genitali
• Garanzia del Diritto alla Salute, quindi più Centri e soprattutto che i costi medici della transizione siano a carico del SSN
• Difesa dei Diritti e Pari Opportunità che soprattutto tenga conto nella prossima legge che implementerà la nuova Direttiva Eu della specifica che le Pari Opportunità non debbano essere applicate solo a chi appartiene ad un sesso o ad un altro ma anche a chi intenda o abbia inteso intraprendere il percorso di transizione
 Sensibilizzazione, quindi campagne sia pubblicitarie sia attraverso ogni forma comunicativa della realtà trans al fine di ridurre lo stato di stigma sociale che subiamo
• Lavoro, ovvero, in attesa che le Pari Opportunità divengano realtà, azioni positive e facilitazioni specifiche per le persone trans nel trovare impiego


Possono tutte queste cose stare in un'unica legge? Credo di si, a parte la questione relativa alla Direttiva Europea. Queste ed anche altre, di pari importanza ma non citate nel documento. Una su tutte che ho a cuore da anni: la questione intersessuata. Potrebbe contenere vaghe indicazioni o norme molto precise perché si ponga un limite anche agli abusi di medici senza scrupolo che offrono o terapie ormonali troppo facilmente o ti tengono in cura psicologica all'infinito senza mai darti l'ok alla terapia ormonale.
Non so quale sarà la scelta finale del progetto di legge quadro dell'on. Luxuria. Certo è che è una norma più complessa di un semplice cambiamento su come si possano cambiare le disposizioni per concedere il cambio anagrafico di sesso.


La norma radicale ha il vantaggio di essere semplice e di impiantarsi su un paio di leggi già esistenti. Fondamentalmente consentirebbero sia il solo cambio di nome con una revisione del DPR 396/2000 che norma l'anagrafe e il cambio di nome e di cognome, sia il cambio di sesso, che verrebbe consentito anche senza rettificazione chirurgica sui genitali. Questa semplicità ha però un prezzo: resta la vaghezza di quella legge in molti ambiti di applicazione che poi determina comportamenti estremamente differenti da giudcie a giudice nella concessione dei diritti. Inoltre la 164/82 mantiene uno status di "contenzioso" con tanto di Pubblico Ministero quasi come se lo Stato rappresentasse interessi opposti alla persona trans. Inoltre non direbbe una parola sulle tante cose lasciate scoperte, come ad esempio gli allucinanti "standard diagnostici" attualmente in uso in Italia. Una legge quadro invece potrebbe farlo.


Anche il vantaggio di essere più facilmente convertito in legge è relativo. Talvolta non è la complessità o la lunghezza di una legge a renderla approvabile o meno, ma gli effetti che essa determina. Ed è su questo che si giocherà la vera partita, per tutti e tre i progetti di legge. Il parlamento italiano, così sensibile alle inflenze vaticane, potrà accettare che una donna non sia operata ai genitali e viceversa? Una partita difficile che però potrà essere più facilmente essere vinta o persa seguendo le motivazioni che accompagneranno i testi di legge ancor di più che le singole norme. Scegliere o non scegliere di considerare (come lo è ufficialmente) la nostra condizione una patologia? Se lo accettiamo potrebbe essere più facile che il Parlamento demandi alla medicina, ad altri esperti - magari includendo le Associazioni nel processo decisionale - cosa sia più opportuno fare. Se invece se ne fa una questione di "diritto di scelta": una rivendicazione secondo la quale essere di un  genere sessuale o l'altro appartiene all'espressione del libero arbitrio della persona, allora gli ostacoli - con questa maggioranza - credo sarebbero insormontabili.


Siamo disposte e disposti a presentarci come persone malate che invece di essere curate e assistite per la propria sofferenza, vengono emarginate e costrette ad interventi chirurgici non sempre desiderati o praticabili? Sarà su questo che si giocherà il discrimine fra una maggiore facilità a far passare una legge per le persone trans piuttosto che una legge sulle coppie di fatto omosessuali (anche se poi include gli etero, il no arriva perché è aperta alle coppie gay). Penso che presto una qualche legge - probabilmente brutta - sulle coppie di fatto passerà. Nel nostro caso invece sono convinta che o passerà una legge tanto buona quanto riusciremo a scriverla o verrà rigettata in toto e non cambierà nulla.


Quale dei tre progetti di legge mi piace di più? Beh dovrei averli letti tutti e tre per esprimere la mia opinione, ma ti prometto che, quando saranno tutti presentati, esprimerò la mia opinione a riguardo. Spero di averti dato una risposta esauriente, visto che la tua domanda riguarda un argomento su cui si sa davvero ancora troppo poco. E se pensi o insinui che io debba saperne di più a causa del mio ruolo beh, ti risponderei che sbagli anche se avessi ragione :) In natura, senza interventi chimici, se tagli un frutto ancora acerbo e lo apri, esso non maturerà: marcirà senza mai maturare. Anche i tempi fanno parte della politica e delle chance che ci possiamo "giocare".


Mirella Izzo


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