SAN FRANCISCO: NIENTE PIU`SESSO SULLA CARTA D`IDENTITA` - GAY.tv

SAN FRANCISCO: NIENTE PIU`SESSO SULLA CARTA D`IDENTITA`

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SAN FRANCISCO: NIENTE PIU`SESSO SULLA CARTA D`IDENTITA`

Sul documento d`identità solo nome, cognome, data di nascita e fotografia. Per rendere finalmente la questione sesso un non-problema.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
07 Febbraio 2007

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Uomo o donna, a San Francisco non fa più differenza. E' stata infatti approvata ieri in Comune la legge per cui sulle nuove carte di identità, e su tutti i documenti di riconoscimento, verranno eliminate le voci relative al sesso del possessore. Il provvedimento, volto a fronteggiare la discriminazione sessuale verso le persone transgenere, consentirà di rendere noti come dati solo nome, data di nascita e fotografia. Aspettando ansiosamente il momento in cui, per non discriminare sull'età, si eliminerà anche la voce data di nascita (o almeno l'anno) non possiamo che accogliere con piacere la notizia. In realtò la legge non rappresenta una vera e propria novità: la stessa regola è stata adottata già da qualche mese a New Haven, nel Connecticut. A partire da luglio sono state rilasciate 4.650 carte d'identità asessuate agli abitanti della città. "La carta - spiega Kristina Wertz, responsabile del centro legale per transgender di San Francisco - finalmente rende la questione del sesso un non-problema".

Nel frattempo evitate di dare la notizia ad Elisabetta Gardini.


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12 di 25 commenti

  • impatience

    16 Marzo 2008 - ore 00:00

    appunto che se frega del sesso!!!!.....se uomo o donna o chi!!!!

    • jennyles

      15 Febbraio 2008 - ore 00:00

      Bene bene, a SAN FRANCISCO non si mette più il SESSO sui documenti.
      QUI in IALIA sui documenti dell TRANS si segna SEMBIANZE FEMMINILI.
      AI AI QUANTO SIAMO LONTANI COME PAESE PER ESSERE CIVILE!!!!!!!!!!!

      • Alexgay

        02 Febbraio 2008 - ore 00:00

        Hoy-Hotoh!

        • Alexgay

          13 Dicembre 2007 - ore 00:00

          A questo punto, quasi quasi...
          Solo che, lì, negli "States", già da sempre, il matrimonio essendo istituto regolato dal diritto privato (contratto privato, tra 2 cittadini, e basta), per arrivare a questo, il passo è breve, sicché, fattibile.
          Da noi, contrariamente, ci s´ha prima, davanti, l´enorme "scoglio" di una "tradizion giuridica" diametralmente opposta, & contraria, di contratto matrimoniale di diritto pubblico.
          Gestire quindi, di pubblico diritto, matrimoni di "cose ignote", di per sé, così poste, per cui, ingestibili, risulterebbe, per "incoerenza interna", in una c.d. "contraddizion in termini", ossia, logicamente, impossibile.
          Sicché, chi si trovi ad esser attratto da siffata, non lo nego, affascinante possibilità giuridica, francamente, farebbe molto prima a tentare d´emigrare là, anziché lottare qua, poco utilmente, temo, contro secoli e secoli di giuridica tradizione, fondata nell´antico "diritto romano", e via dicendo...
          Per fortuna, che, sposarmi, giammai fu il mio scopo, nella vita (e, nella morte, meno).
          Ovviamente, per lo meno in questo discorso, è chiaro che:
          1) Religione, spirito, e opinione privata, c´entrano poco.
          2) Il sesso, si, perché, quello matrimoniale, è, comunque, l´unico istituto di diritto ove, il sesso dei contraenti, è, per definizione, giuridicamente rilevante.
          Dipendesse da me, chiederei, per semplificar la vita, l´abolizione, in toto, di codesto, a mio personal giudizio, ormai obsoleto, istituto...

          • FreeFeeeee

            26 Novembre 2007 - ore 00:00

            Ok chiudo per sfinimento. Nessuno vuole tappare la bocca agli altri, cercate di non darvi troppa importanza. Semmai era avvenuto proprio il contrario. Vecchia abitudine del gioco delle 3 carte. Le diatribe personali sono sterili, servono solo a distogliere l´attenzione dall´argomento della discussione. Conta la qualità dei commenti e non la quantità, e chi legge i forum se ne accorge e riflette di conseguenza.

            • Only

              24 Novembre 2007 - ore 00:00

              E´ un atto di civiltà che non pregiudica l´identificazione dell´individuo e ne sancisce l´autodeterminazione sessuale (il sesso non è solo avere il pene o la vagina, ma corrisponde anche a uno stato mentale: spesso si parla di identità percepita vs identità di genere effettiva, facendo esplicito riferimento ad "alcune" tipologie di omosessuali):siamo a un vero e proprio superamento della discriminazione omofobica. Non credo che a San Francisco si siano svegliati una mattina e abbiano "dato di matto", come qualcuno -in modo molto superficiale- quì afferma; bensì, data la nota e decennale esperienza nel campo dei diritti dei gay della comunità che abita questa metropoli (libri e libri sono stati scritti in proposito), è lecito pensare che si sia giunti con travaglio e fatica a questa equa e civile legge (dopo anni e anni di discriminazione provata sulla pelle dei gay, diretti interessati, che evidentemente hanno fatto pressione perchè si agisse in tal senso). Grazie San Francisco. Una iniziativa di simile ed evoluta portata "civile" non è ancora possibile nel nostro retrogrado e profondamente bigotto paese, dove si fa fatica persino a far rispettare i più elementari e primitivi diritti civili: per rendersi conto di ciò basta leggere quì alcuni commenti di quelli che potrebbero essere addirittura i diretti beneficiari di un tanto lodevole diritto alla non discriminazione.

              • FreeFeeeee

                24 Novembre 2007 - ore 00:00

                Mi fa ridere che c´è qualcuno qui dentro che dice "voi fate come vi pare ma lasciate in pace chi la pensa diversamente". Forse non stiamo dicendo anche noi quello che pensiamo? Perché dovremmo evitare di scrivere che la nostra opinione è differente?
                Ci sono persone che ha molto fastidio quando legge pareri discordanti dai propri e subito vorrebbe metterli a tacere. Magari ricorrendo ai soliti vecchi mezzi spicci di chi non ha abbastanza argomentazioni in saccoccia: prendere in giro con l´ironia o accusare senza neanche leggere cosa l´altro ha scritto.
                Ma qui non si tratta di dire "è giusto" o "è sbagliato", o fare a gara a chi dice l´ultima parola come i bambini di 4 anni. Prego rileggere gli interventi precedenti prima di scrivere assurdità sul mio presunto desiderio di essere catalogato. Sono piuttosto chiari. E sono semplici opinioni personali, proprio come quelle di chi si ritiene nel giusto a prescindere.

                • Only

                  24 Novembre 2007 - ore 00:00

                  Freefeeeee la tua risposta è scontata e l´avevo prevista: ti faccio notare che tu ed altri state criticando un elemento di novità al fine di preservare lo status quo, ergo, siete voi che volete mettere a zittire chi la pensa diversamente, ma non ci riuscirete (almeno con me). Parlo e scrivo fino a che ne ho voglia e se vorrete impedirmelo dovrete solo ammazzarmi (mi auguro per lo stato della tua salute mentale e per il mio benessere, che non arriverete a tanto!).

                  • erotemi

                    24 Novembre 2007 - ore 00:00

                    Sono d´accordo con FreeFeeeee e Victor_1988, mi sembra una sciocchezza liberal californiana. Si vede proprio che non hanno problemi laggiù. Quanto alle discriminazioni per chi lavora e soprattutto prima per chi cerca un lavoro, una carta d´identità senza sesso non cambierà nulla. Servono semmai leggi che identifichino (sottolineo, identifichino), chiaramente il destinatario potenziale e la causa specifica della discriminazione, la quale peraltro sussiste solitamente dopo un colloquio con chi domanda lavoro e non certo leggendo qualche curriculum gender-unspecific per assunzione.

                    • Only

                      24 Novembre 2007 - ore 00:00

                      erotemi concordo pienamente con te sul fatto che ci vogliano leggi specifiche contro la discriminazione e mi auguro che combattendo insieme per i nostri diritti, qualche risultato riusciremo a raggiungerlo. L´iniziativa di San Francisco, a parer mio pone il problema della discriminazione e la volontà di superarlo: io lo trovo ammirevole! Si pensi che noi gay prima del Gay-Pride del 2000, e cioè solo 7 anni fa, eravamo considerati inesistenti dai più o eravamo fatti oggetti di violenza discriminatoria sobillata da retrograda mentalità religiosa (oltre che da generale ignoranza della nostra condizione e dei nostri diritti fondamentali). Adesso a un gay naturalmente "visibile" (non perchè vada in giro con le piume o perchè voglia dare spettacolo) va di lusso se non si toccano l´orecchio per indicare che è "frocio" (argh!) quando va anche semplicemente a fare la spesa. Il mio entusismo nasce dal fatto che almeno oggi pare che si provi a porsi il problema dei diritti, ma in quanto a vederli inclusi nel diritto positivo dispero!

                      • Only

                        24 Novembre 2007 - ore 00:00

                        P.S.
                        A New Haven, nel Connecticut, sono onorato di esserci vissuto per un mese: ho dei cugini là. Non sarà che dove arrivo io, porto il sole dei diritti? EHehheheheheh, scherzo: sono fiero di essere gay comunque ... : bacio forte, smack!

                        • victor_1988

                          23 Novembre 2007 - ore 00:00

                          sono daccordissimo sull´ultima affermazione di Freefeeee ... e cioè invece di cancellare alcune peculiarità dell´individuo sarebbe stato molto meglio aggiungerle...