Shock Chiesa: niente Comunione ai gay
L’ex vescovo di Pistoia Simone Scatizzi sulle pagine di un sito cattolico: l’omosessualità è disordine, i gay non devono ricevere l’ostia durante la messa.
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Pistoia - «L’omosessualità è disordine, non è possibile accettarla oggettivamente». Pertanto la «dichiarata e ostentata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione». È quanto ha dichiarato l’ex vescovo di Pistoia Simone Scatizzi ad un sito cattolico (pontifex.roma.it) , facendo intendere che i gay non possono in nessuna maniera ricevere il sacramento della comunione durante la messa. Poi esplicita: «La pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l’amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente è in grado di contraddire questo precetto».
Il sacerdote 79enne, alla guida della comunità di Pistoia fino al 2006, ha affermato anche a voce, dopo il polverone smosso dal sito cattolico, che: «La comunione non può essere data né ai divorziati riaccompagnati, né agli omosessuali. E’ la dottrina a dirlo». Continua: «tutto dipende da come un gay vive la sua condizione. Se lotta, cerca di cambiare tornando a una vita normale, e quindi non ostenta, il problema non si pone. Alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla terra nessuno è autorizzato a emettere sentenze. Certo, se si presentano davanti a me non posso dire di no. E non per buonismo ma perché non so se questi possano essersi confessati, pentiti o aver cambiato vita».
Subito il commento di Bert D’Arragon, già presidente di Arcigay Toscana: «Scatizzi torna ad usare un linguaggio volutamente identico a quello utilizzato in ambito medico a proposito di Aids dimostrando una volta di più che da parte della Chiesa si pensa all’omosessualità come ad una malattia. Lo stesso verbo ‘ostentata’ è mutuato dal Codice Rocco. Quelle dell’ex vescovo sono parole di una gravità inaudita che riportano indietro nel tempo».
L’attuale vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi non rilascia dichiarazioni. L’Unione cattolica stampa italiana invece si espone attraverso la voce del presidente Mauro Bianchini: «Dobbiamo anche, per onestà, riflettere sulla distinzione dei piani praticata da Scatizzi. Quello dei principi generali (‘da pastore sono obbligato, sempre in linea generale, a rifiutare la comunione...’) e il piano dei comportamenti pastorali (’in ogni caso con gli omosessuali è necessario usare delicatezza e misericordia...’). Avendo apprezzato monsignor Scatizzi anche per certe aperture sul piano sociale e su quello pastorale, compreso il bel lavoro a servizio dei credenti separati o divorziati, mi dispiacerebbe se il suo pensiero venisse tradito o fosse stato strumentalizzato».
Fonte: la Nazione
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