La crisi del cattolicesimo: i dati che nessuno rivela in Italia
Sono le generazioni dopo 1982 ad aver un contrasto aperto con gli insegnamenti cattolici anche se frequentano scuole private. I trentenni di oggi daranno la spallata definitiva a una istituzione che pensa solo al potere ?
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I dati che in Italia tutti tacciono sono pubblicati non da qualche associazione relativista e laica ma dalla Associazione delle scuole e università cattoliche e si riferiscono a sondaggi condotti dal centro di ricerca applicata nell'apostolato della Georgetown University.
L'indagine condotta presso studenti di università cattoliche in procinto di laurearsi mette in evidenza come molti smettano di credere dopo una media di quattro anni di educazione cattolica. Sebbene il 45% degli studenti dei college cattolici dica che che le sue idee sul matrimonio gay rimangono in linea con quelle della chiesa, il 39% rivela di aver cambiato idea nel percorso di formazione e di essere a favore delle coppie gay. Una percentuale paragonabile con quella di chi frequenta scuole pubbliche laiche pari al 42%, mentre chi frequenta altre scuole private non cattoliche ha una percentuale di abbandono degli insegnamenti ecclesiali più bassa, il 36%.
Il 32% degli studenti smette di andare a messa finito il college. La generazione nata dopo il 1982, indipendentemente dalla scelta del college, ha idee in aperta opposizione al dettato cattolico per quanto riguarda aborto e unioni gay. Una rivoluzione che parte dai giovani. A questo fenomeno si aggiungono le sempre più riconversioni a altre chiede cristiane.
E' notizia di questi giorni che l'attrice Anne Hathaway e l'intera famiglia si sono convertiti alla religione cristiana episcopale allontantandosi dall chiesa cattolica per solidarietà al fratello di Anne, gay dichiarato. Le chiese protestanti infatti accettano tranquillamente da anni le coppie gay e molte benedicono le loro unioni. Forse in Italia anche il mercato delle religioni dovrebbe avere più concorrenza e più libera scelta.
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