Eluana Englaro: giù le mani da me
Da Berlusconi al Vaticano, tutti hanno parlato per Eluana Englaro. Tutte le dichiarazioni di un anno fa, e un'unica risposta. Non la sua: la mia.
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Un anno fa, di questi tempi, tutti parlavano di Eluana Englaro. Tutti parlavano per Eluana Englaro. In sua vece, in sua difesa, in suo nome. Quello che vorrei evitare oggi, a un anno dal giorno in cui se ne è andata in pace, è dire o scrivere un'altra parola per lei. In sua difesa. In suo nome. Potrebbe essere più utile ricordare le parole che sono già state dette, le dichiarazioni già fatte, i verdetti che qualche Detentore della Verità Assoluta andava distribuendo dall'alto della propria carica politica proprio un anno fa. Potrebbe essere più utile ricordare quanto dolore è venuto dal fatto che molte persone abbiano elevato le proprie parole, le proprie convinzioni, il proprio concetto di "vita" a unico modello possibile e a Legge per tutti.
Tutte le parole dette per Eluana e le parole che potrei dire solo per me.
Nei panni di padre...Se uno dei miei figli fosse lì, vivo e, mi dicono, anche con un bell’aspetto e con delle
funzioni come il ciclo mestruale attivo e con la capacità di potersi risvegliare visto che il cervello trasmette ancora segnali elettrici, io non me la sentirei proprio di staccare la spina.
Silvio Berlusconi (QUI)
Eluana non è morta, è stata ammazzata.
Gaetano Quagliariello Pdl (QUI)
Se diventasse legge, l’Italia sarebbe il primo Stato a imporre la vita artificiale.
Umberto Veronesi (QUI)
Non capisco come non si possa sospendere la procedura per Eluana: francamente mi lascia stupito che dei professionisti, dei medici che sono votati a salvare la vita umana, possano invece impegnarsi in una azione che porta sicuramente alla morte, anche attraverso delle crudelta’ come quella di privare ad un organismo umano l’alimentazione e la nutrizione.
Silvio Berlusconi (QUI)
...che nessun cittadino possa essere lasciato morire di fame e di sete.
Maurizio Gasparri (QUI)
Eluana potrebbe essere l’unico cittadino italiano condannato a morte in attesa di una legge che il Parlamento si accinge a votare.
Silvio Berlsuconi (QUI)
Se la vicenda di Eluana Englaro arriverà alla sua conclusione vuol dire che l’Italia sta scivolando verso una deriva eutanasica. è un momento grave e triste tanto più perchè la nostra cultura è impregnata, da sempre, della difesa della vita soprattutto nelle sue forme più fragili, dal suo inizio, il concepimento, alla naturale conclusione.
Cardinale Angelo Bagnasco (QUI)
Bisogna a tutti i costi fermare il boia.
Gabriella Carlucci (QUI)
(è stata) L’unica persona a morire sulla base di una volontà presunta, dal momento che la futura legge non potrà non recepire il principio a proposito di una volontà che deve essere esplicita e certificata, ma che mai può essere indirettamente ricostruita.
Maurizio Sacconi (QUI)
Non capisco come ci possano essere persone che non siano d'accordo con noi. A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità.
Silvio Berlusconi (QUI)
Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, ne’ religiose ne’ scientifiche.
Ho solo dubbi.
Gianfranco Fini (QUI)
E' stato un omicidio.
Cardinale José Saraiva Martins (QUI)
Non è così. Si sta compiendo sulla morte di Eluana l’ennesimo atto di sciacallaggio politico.
Anna Finocchiaro (QUI)
Si è consumato un omicidio vero e proprio.
La mia denuncia sarebbe stata quella di tentato omicidio, ora sara’ diversa, ovvero di omicidio premeditato. E sara’ contro il padre della ragazza Beppino Englaro, contro i medici che la hanno assistita ed anche contro il Procuratore della Repubblica di Udine per abuso di ufficio o per i reati che si ravviseranno.
Per il magistrato di Udine, assolutamente inerte, chiederò l’intervento della Procura della Repubblica di Milano competente per i reati commessi dal giudici di Udine. Questo barbaro omicidio, attentato contro la vita, deve essere colpito e castigato.
Carlo Taormina (QUI)
Peccato, peccato, non ce l'abbiamo fatta. Non siamo arrivati in tempo.
Silvio Berlusconi (QUI)
Che il Signore l’accolga e perdoni chi l’ha portata a questo punto.
Vaticano (QUI)
A un anno di distanza dal 0 febbraio 2009 - il giorno che per alcuni è stato la "sconfitta" per altri la "vittoria" ma che forse è stato semplicemente il giorno della pace - non vorrei parlare a nome di Eluana Englaro, perché già in troppi lo hanno fatto lanciando anatemi e distribuendo certezze e giudizi. Su temi come questo nessun politico e nessuna istituzione possono parlare usurpando un diritto che appartiene solo alle singole coscienze: il diritto alla dignità, di cui l'Uomo ha più fame e più sete che di qualunque altra cosa.
A un anno di distanza ho un'unica risposta che non vale per Eluana, né tantomeno per Berlusconi e per il Vaticano: giù le mani da me.
Silvio Berlusconi ha voluto dire che lui, nella condizione di Beppino Englaro, non potrebbe mai "staccare la spina". Sia risparmiata la prova a lui e a noi. Tuttavia la prova è stata imposta a tanti, e qualunque sia la loro scelta, compresa quella di non rassegnarsi mai al commiato, dev'essere rispettata, amata e sostenuta. Ma provi Berlusconi a immaginare un'altra eventualità: che tocchi a lui di uscire da una rianimazione in una condizione vegetativa irreversibile. Vorrebbe o no poter decidere, finché il senno e la fortuna siano dalla sua, come debba chiudersi la sua esistenza, o preferisce lasciarne il peso ai suoi figli, per giunta votando ad horas l'obbligo a nutrirlo artificialmente senza fine? Questo era già il punto, ora lo è ancora più nitidamente. Mettete via i cartelli opposti che intimano: "Giù le mani da Eluana".
Salutiamola, Eluana, con l'amore che si sapeva riservare alle ragazze perite, tenerelle, pria che l'erbe inaridisse il verno. Quanto a noi, scriviamo ciascuno sul proprio cartello: "Giù le mani da me, per favore".
Adriano Sofri (QUI)

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