Militari gay ammessi nell'esercito USA
Barack Obama all'attacco, il "Don't ask, don't tell" si sta indebolendo.
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Barack Obama mette a segno un altro obiettivo. L’ormai triste e nota politica del “Don’t ask, don’t tell” (Non chiedere, non dire), che impediva agli omosessuali di dichiarare il proprio orientamento all’interno dell’esercito degli Stati Uniti, sta per essere finalmente abolita (segnali positivi erano già visibili non troppo tempo fa). Il ministro della Difesa Robert Gates e il capo degli Stati maggiori riuniti, l’ammiraglio Michael Mullen, hanno affermato che d’ora in poi non saranno sanzionati in nessun modo i soldati la cui omosessualità venga dichiarata da terzi contro le loro intenzioni. Inoltre, un gruppo di addetti specializzati si impegnerà a costituire un gruppo di studio guidato da un consigliere militare e uno civile, con l’obiettivo di integrare progressivamente gay e lesbiche tra le fila dell’esercito.
Naturalmente questo processo di apertura alle diversità sarà lento e graduale, considerato che la precedente legge del silenzio, voluta da Bill Clinton nel 1993, è tuttora ardua da debellare, soprattutto dalla coscienza collettiva. Lo scorso anno ben 428 sono stati i soldati espulsi dall’esercito a causa della loro palesata omosessualità, 619 nel 2008. E, nonostante l’ottimismo che oramai si respira tra le organizzazioni gay e lesbiche americane, dei dubbi permangono: fino a che punto i gay potranno affermare il proprio orientamento sessuale ai commilitoni? I soldati eterosessuali come prenderanno tali innovazioni? Riusciranno a condividere gli alloggi con i colleghi omosessuali? E l’assistenza medica militare sarà estesa anche ai compagni dei soldati gay? Del timore ancora c’è, poiché i vertici militari sicuramente osteggeranno la riforma.
Quel che resta da fare è aggrapparsi alle parole del Presidente USA che solo qualche mese fa aveva confermato: "Quest'anno lavorerò con il Congresso e i militari per superare finalmente la legge che nega agli americani gay il diritto di servire il paese che amano a causa di quello che sono". Nel frattempo, in attesa di altre news, vi suggeriamo un'ironica serie web dal titolo "Fighting Frankie", che racconta guarda caso la storia di un ex soldato messo alla berlina proprio dalla politica del Don't ask, don't tell. Ridiamoci su, per il momento.
Fonte: AffariItaliani.it
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