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UGANDA: I GAY ESCONO ALLO SCOPERTO

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UGANDA: I GAY ESCONO ALLO SCOPERTO

Per la prima volta la comunità LGBT del paese convoca una conferenza per denunciare le gravi violazioni umane del regime di Museveni.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
25 Ottobre 2006

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Kampala. Per la prima volta i gay dell'Uganda sono usciti allo 
scoperto per denunciare in una conferenza stampa il regime omicida in Uganda e chiedere elementari diritti civili. La conferenza si è tenuta allo Spekey Hotel di Kampala, capitale del paese centroafricano, all'insegna di un inequivocabile e rabbioso slogan 'Let us leave in peace'.





Alcuni rappresentanti delle organizzazioni LGBT hanno indossato maschere di carta e di cuoio per nascondere il volto ed evitare dunque l'arresto. Si trattava all'incirca di una trentina di persone, guidate da Victor Juliet Mukasa, leader transessuale del Sexual Minorities Uganda (SMUG), un coordinamento che comprende altre organizzazioni (clandestine) come Freedom & Roam, Spectrum Uganda, Integrity Uganda e Icebreakers Uganda. "La polizia picchia e arresta le persone sospettate di omosessualità" ha spiegato uno dei rappresentanti.

Il codice penale dell'Uganda punisce con la reclusione qualsiasi atto sessuale considerato contro natura, dove per natura si intende un rapporto sessuale non procreativo (articoli 145 e 146, che prevede 7 anni di reclusione), e qualsiasi incitamento e invito a compiere tali atti (articolo 148, che prevede 5 anni di reclusione.

Per i recidivi è addirittura previsto l'ergastolo.

Sulla costituzione ugandese (redatta nel 2005) è esplicitamente vietato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, caso unico al mondo (di solito si specifica che il matrimonio è tra un uomo e una donna).

Durante la conferenza un altro oratore, Paul Semugona, medico, ha denunciato la grave situazione dell'assistenza sanitaria in Uganda per le persone omosessuali, abbandonate, oltreché al disprezzo sociale, anche ad una totale ignoranza su sessualità e rischi sanitari. Secondo il medico in Uganda ci sono circa mezzo milione di persone LGBT (su una popolazione di 7 milioni di persone).





"Nel 2005 - raconta Mukasa - alcuni poliziotti vennero a casa mia, arrestarono me e i miei ospiti, mi denudarono obbligandomi a dimostrare la mia identità sessuale". "Io sono stata picchiata a sangue fino a rompermi i denti" spiega Kizza mostrando i denti finti alla stampa.

Contro le dittature insediate dai bianchi occidentali in Africa si è pronunciato Laurence Misedah, kenoyta giunto a solidarizzare con i fratelli ugandesi "Prima delle colonizzazioni in Africa le persone omosessuali erano accettate. Noi chiediamo che in Africa torni quell'accettazione che faceva parte della cultura africana prima che essa fosse distrutta dall'Occidente".

In Uganda la legislazione repressiva nei confronti dell'omosessualità fa da sfondo e incoraggia un forte stigma sociale verso le persone LGBT da parte della popolazione, soprattutto nelle aree rurali. Il governo si rifiuta inoltre di promuovere persino campagne informative sull'HIV. Il direttore dell'agenzia ONU per la lotta all'HIV è stato espulso dal presidente Museveni. Il ministro dell'Etica e dell'Integrità Buturo ha ribadito che l'omosessualità è illegale e che non è da considerarsi come un diritto umano.

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Giorgio Lazzarini
Giuliano Federico

redazione@gay.tv

commenti

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3 di 3 commenti

  • erotemi

    25 Agosto 2007 - ore 00:00

    Lo slogan ´Let us leave in peace´ tanto inquivocabile non sembra (anzi, è preoccupante...). Non sarà invece ´Let us live in peace´, come si legge sull´immaggine della conferenza? Saluti.

    • detax

      25 Agosto 2007 - ore 00:00

      in effetti...

      • almagro38

        26 Ottobre 2006 - ore 00:00

        vive la france! vive segolene!