UN MURO ANTIGAY IN VENETO
Dopo la pulizia etnica di Gentilini continua in Veneto la crociata contro i gay. A Thiene il sindaco Maria Rita Busetti vuole innalzare un muro contro il battuage gay.
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THIENE – Dopo Gentilini, Busetti. Tutti e due veneti, vice sindaco e sindaco e capi di giunte leghiste. E come migliaia di altri veneti pervasi da un sano odio verso tutto quello che è diverso dall'essere bianco, cattolico sposato in chiesa, possibilmente di sesso maschile (le donne stanno bene in casa, nascoste).
GENTILINI: PULIAZIA ETNICA CONTRO I GAY >>>
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Oggi tocca a Thiene, piccolo comune sopra Vicenza e al suo sindaco donna, Maria Rita Busetti, farsi carico dell'ennesima campagna di intolleranza e violenza verbale contro i gay. Motivo del pretesto, un parcheggio dell'autostrada, punto di ritrovo da decenni dei busoni veneti più o meno velati (essenzialmente padri di famiglia in trasferta che non frequentano locali per finocchi) e molto simile al parcheggio dell'ospedale di Treviso. Solo che qui in autostrada si consuma, all'ospedale ci si conosce e basta. Entrambi i posti sono noti da decenni, prego notare il termine temporale, alle forze dell'ordine che se volessero potrebbero pattugliare la zona facendo fuggire a gambe levate con la loro semplice presenza le centinaia di automobilisti repressi che cercano sollievo carnale nei cespugli del parcheggio. Omosessuale ovviamente. Ora il sindaco si indigna e chiede la costruzione di un muro di contenimento. Non dal lato autostrada che non permette nessun tipo di visione grazie alle siepi. Ma dalla aperta campagna retrostante, dove le case più vicine sono a chilometri di distanza. Vedere per credere.
Ma tant'è. Basta annunciare alla stampa l'ennesima crociata contro i finocchi per galvanizzare la base veneta che i recioni li ha sullo stomaco come esseri inutili per non dire dannosi al buon essere della società. Tanto che qui in Veneto persino i gay dichiarati sono molto meno visibili che nel resto di Italia. Per paura delle conseguenze. E così "dagli al gay " è diventata la parola d'ordine non solo di Forza Nuova che qui è rampante, ma ora di leghisti e di gran parte della casa delle Libertà. Con la notevole eccezione del Presidente Galan, che infatti viene additato in complicità da parte della sana cittadinanza veneta. Forse un po' sbeccato lo è pure lui, dicono. Solo per non essersi unito al coro di "chi non salta sè recion".
GALAN FAVOREVOLE ALLE ADOZIONI GAY >>>
Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

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