RATZINGER, IL PARTITO DEMOCRATICO E LA SINISTRA RADICALE: TUTTI A BRACCETTO ALLA SAPIENZA
Giovedì 17 il Papa sarà accompagnato da Veltroni e Mussi all`inaugurazione dell`Università più pubblica e statale che ci sia in Italia. Un manipolo di coraggiosi intorno a Facciamobreccia organizza una `Frocessione` di resistenza. In seguito il Vaticano h
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ADERISCI ALLA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DEI 67 'CATTIVI MAESTRI' DOCENTI DI FISICA DELL'UNIVERSITA' DI ROMA.
AGGIORNAMENTO 20 GENNAIO
Il quotidiano Liberazione ha pubblicato oggi domenica 20 gennaio una "Lettera aperta al Presidente Napolitano" di Paolo Flores d'Arcais, sulle scuse incomprensibili rivolte a Papa Benedetto XVI. Ne pubblichiamo l'inizio e vi rimandiamo a Dagospia per la versione integrale.
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Caro Presidente,
tempo fa, dovendo scriverti per invitarti ad una iniziativa di MicroMega, chiesi tramite il tuo addetto stampa se dovevo continuare ad usare il “tu” della consuetudine precedente la tua elezione, o se era più consono che usassi il “lei”, per rispetto alla carica istituzionale. Poiché, tramite il tuo addetto stampa, mi facesti sapere che preferivi che continuassi a scriverti con il “tu”, è in questo modo che mi rivolgo a te in questa lettera aperta, tanto più che, essendo una lettera critica, mi sembrerebbe ipocrisia inzuccherare la critica con la deferenza del “lei”.
Il mio dissenso, ma si tratta piuttosto di stupore e di amarezza, riguarda la lettera di scuse che in qualità di Presidente, dunque di rappresentante dell’unità della nazione, hai inviato al Sommo Pontefice per l’intolleranza di cui sarebbe stato vittima. E’ verissimo che di tale intolleranza, di una azione che avrebbe addirittura impedito al Papa di parlare nell’aula magna della Sapienza, anzi perfino di muoversi liberamente nella sua città, hanno vociato e scritto tutti i media, spesso con toni parossistici.
Ma è altrettanto vero che di tali azioni non c’è traccia alcuna nei fatti. La modesta verità dei fatti è che il magnifico rettore (senza consultare preventivamente il senato accademico, ma mettendolo di fronte al fatto compiuto, come riconosciuto dallo stesso ex-portavoce della Santa Sede Navarro-Vals in un articolo su Re-pubblica) ha invitato il Papa come ospite unico in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico (a cui partecipano in nome della Repubblica italiana il ministro dell’università e il sindaco di Roma), e che, avutane notizia dalla agenzia Apcom il professor Marcello Cini (già dallo scorso novembre) e alcune decine di suoi colleghi (più di recente) hanno espresso per lettera al rettore un loro civilissimo dissenso.
AGGIORNAMENTO 18 GENNAIO
Domenica mezza classe politica sarà all'angelus in Vaticano. Stando a quanto ha dichiarato il cardinal Ruini all'Osservatore Romano "sarà un gesto d’affetto e di serenità, espressione della gioia che proviamo nell’avere Benedetto XVI come nostro vescovo e nostro Papa. Quindi non è rivolta assolutamente contro nessuno, non è una manifestazione di protesta per la mancata accoglienza alla Sapienza. È un gesto che vuole esprimere l'animo profondo dei romani e anche della grandissima maggioranza della comunità universitaria di Roma,della Sapienza, delle altre università, che ben sappiamo essere vicine al Papa ed essere molto aperte alla pastorale universitaria".
All'appello di Ruini hanno risposto di si Rosy Bindi, che tanto già "ci va tutte le domeniche"; tutti i teodem del Pd da Enzo Carra a Luigi Bobba, da Paola Binetti a Emanuela Baio Dossi; Livia Turco ha dato picche; Francesco Rutelli invece sarà a San Pietro " da credente e da cittadino romano"; Veltroni pare di no; i cattolici di centrodestra tutti compatti; tutto lo stato maggiore di An Andrea Ronchi, Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno sarà presente ma "senza strumentalizzazioni politiche"; per FI si del cattolico Sandro Bondi e del laico Fabrizio Cicchitto; tutto l'Udc, Casini, Cesa e Buttiglione; Cossiga, che chiede ai giovani che saranno presenti di organizzare "ronde anche armate di bastoni e impedite l’accesso alla piazza e cacciate via da essa, se si presentano, gli ipocriti cattolici democratici Rosy Bindi e Renzo Lusetti"; e, dulcis in fundo, la Cisl con il segretario Raffaele Bonanni che dichiara: "abbiamo accolto con gioia l’invito del cardinale Ruini, noi siamo un baluardo contro l’intolleranza".
Gli unici che non ci andranno sono i Radicali: la questura ha vietato loro l'accesso in piazza San Pietro. Pubblichiamo il comunicato stampa con le dichiarazioni di Rita Bernardini, segretaria Radicali Italiani e Marco Cappato, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni.
"Da radicali, laici, liberali, nonviolenti quali siamo, intendevamo onorare nella giornata di domenica prossima, in occasione dell' angelus, a piazza Pio XII, la realtà del Vaticano in Italia, manifestando e distribuendo ai cittadini i dati raccolti dal Centro d'Ascolto sull'informazione radiotelevisiva sulle presenze – o per meglio dire, letteralmente e incontestabilmente, sull'occupazione – del sistema dell'informazione da parte di esponenti del clero. La Questura centrale di Roma, dobbiamo presumere nella veste di facente funzioni delle Guardie Svizzere, ha negato l'autorizzazione necessaria, con la motivazione, a quanto ne sappiamo – non avendo ancora ricevuto la comunicazione scritta che pure abbiamo sollecitato – che nell'attigua piazza San Pietro sarà contemporaneamente in corso un'altra "manifestazione." Si conferma quindi il diktat per cui deve essere impedito ai cittadini – e innanzitutto a coloro che si recheranno domenica prossima in piazza San Pietro per ascoltare Benedetto XVI – di conoscere i dati documentati e verificati della realtà".
Le cifre del Centro d'Ascolto televisivo dei radicali sulle presenze in Tv del Vaticano e del Papa dimostrano il vero e proprio assedio clericale all'informazione pubblica, fenomeno esclusivamente italiano. Altro che censura!
La stessa scelta del Vaticano di non partecipare all'iniziativa dell'Università di Roma La Sapienza è stata fatta passare su quegli stessi mezzi tv come una censura o addirittura un impedimento a intervenire, nonostante le rassicurazioni che ne garantivano la sicurezza del Governo italiano.
La verità è che non si tollera che un Capo di Stato teocratico venga contestato da chicchessia. Vale la pena di ricordare che lo stesso Presidente dello Stato teocratico iraniano nei mesi scorsi fu contestato alla Columbia Università di New York sia dentro che fuori l'Università e nessuno gridò allo scandalo, semmai ciò avvenne dai nostri 'Voltairiani alla matriciana' perchè lo si faceva parlare".
AGGIORNAMENTO 17 GENNAIO Repubblica ha reso noto il discorso che Ratzinger avrebbe dovuto pronunciare nella sua lezione all'Università la Sapienza. Ne pubblichiamo un estratto e vi rimandiamo al sito di Repubblica per la lettura integrale.
"Mi è caro, in questa circostanza, esprimere la mia gratitudine per l'invito che mi è stato rivolto a venire nella vostra università per tenervi una lezione. In questa prospettiva mi sono posto innanzitutto la domanda: che cosa può e deve dire un Papa in un'occasione come questa? (...) Certo, la "Sapienza" era un tempo l'università del Papa, ma oggi è un'università laica con quell'autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all'autorità della verità. Nella sua libertà da autorità politiche ed ecclesiastiche l'università trova la sua funzione particolare, proprio anche per la società moderna, che ha bisogno di un'istituzione del genere".
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LA LETTERA
AGGIORNAMENTO ORE 23 DEL 15 GENNAIO 2008
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto una 'lettera personale' (repubblica.it) al Papa. Sarebbe interessante sapere cosa ci sia scritto. Perché se è una lettera personale, allora non si capisce perché sia stato reso pubblico l'atto di invio. Se invece la lettera del Presidente della Repubblica Italiana, massima istituzione e garanzia dello Stato, riguardasse la comunicazione di una manifestazione di scuse di natura pubblica verso lo stato Vaticano, allora è bene che quel testo sia reso pubblico.
Silvio Berlusconi (Forza Italia)
Questa vicenda "ferisce e umilia l'Università italiana e in generale lo Stato", "non in grado di garantire la libertà d'espressione alla massima autorità religiosa". Secondo il leader del centrodestra la sinistra ""dovrebbe fare un severo esame di coscienza: l'alleanza con frange intolleranti e la campagna di anticlericalismo fomentata da alcuni partiti della maggioranza hanno creato il clima nel quale è maturata questa pagina vergognosa". Una "grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un'ideologia settaria e faziosa".
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AGGIORNAMENTO ORE 18.47 DEL 15 GENNAIO 2008
Alle 17.11 di oggi 15 Gennaio il Vaticano ha comunicato che la visita di Ratzinger alla Sapienza è annullata.
Alle 17.13 il Vaticano ha così motivato: il Vaticano ha "ritenuto opportuno soprassedere" alla visita del Papa all'università la Sapienza "a seguito delle ben note vicende di questi giorni".
La redazione di GAY.tv aveva nel suo piccolo suggerito un atteggiamento più furbo e responsabile (nelle righe di fondo di questa pagina) come del resto era stato fatto tra ieri e oggi da autorevoli intellettuali d'ogni sponda, ma non è servito. In questo paese pare che come al solito quel che conta è fare baccano e avere visibilità, piuttosto che dire e fare le cose.
Alle parole misurate e pacate del Vaticano hanno fatto eco subito le reazioni dei politici, sempre incapaci di mantenere un atteggiamento decoroso quando si parla di Papa, Cardinali eccetera. Eccone alcune:
Casini (UDC)
"Complimenti ai 67 firmatari del documento contro la visita del Papa all'Ateneo di Roma, che con la loro intolleranza hanno dimostrato lo stato di desolazione dell'Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del '68. Se questi sono i maestri dei nostri figli, c'è da aver paura per il nostro futuro".
Cesa (UDC)
"L'aver costretto il Santo Padre ad annullare la sua visita rappresenta la vittoria dell'intolleranza violenta"
Enrico La Loggia (Forza Italia)
"Provo vergogna per l'università italiana"
Fioroni (Margherita)
"Tappare la bocca, a chiunque, non è mai una vittoria per nessuno"
Mussi (Sinistra Democratica)
"Sono sinceramente rammaricato. E' uno sbaglio aver creato le condizioni per cui il Papa abbia dovuto rinunciare alla sua visita all'Università La Sapienza. L'Università deve essere un luogo che accoglie e non respinge"
Prodi (Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana)
"Condanno chi ha provocato tensioni inaccettabili. Provo profondo rammarico per la decisione del Pontefice"
Veltroni (sindaco di Roma)
"E' una sconfitta della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il confronto delle idee ed il rispetto delle istituzioni"
Enrico Boselli (Socialisti)
”Quella di annullare la visita credo sia una scelta opportunità”. ha detto il leader del Ps “Bisogna ricordare che il clero in questi mesi ha contestato leggi in vigore, penso alla 194, e ha ammonito a non fare altre leggi, penso a quella sulle unioni civili. Per questo quando entrano fortemente nel dibattito politico devono attendersi che qualcuno risponda”.
COMUNICATO STAMPA DI FACCIAMO BRECCIA
Giovedì 17 gennaio Walter Veltroni, sindaco di Roma e leader del Partito Democratico e Fabio Mussi, ministro dell'Università e della Ricerca accompagneranno Joseph Ratzinger, papa della chiesa cattolica, all'inaugurazione dell'Università La Sapienza.
CONTRO QUESTA INTOLLERABILE VIA CRUCIS...LA FROCESSIONE dei diritti negati! Attenzione frocessione NON processione!
Ritroviamoci alle 12 in piazzale Aldo Moro (San Lorenzo). Contro l'ennesima ingerenza delle gerarchie vaticane nella sfera pubblica, per denunciare la sudditanza della politica istituzionale alle istanze clericali, contro la recrudescenza della violenza misogina e omofoba, per una scuola ed un'università laiche, pubbliche e di massa.
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redazione@gay.tv
La redazione esprime solidarietà a chi protesta e tuttavia si sente, nel suo piccolo, di ricordare a tutti, che sarebbe un grandissimo errore non permettere a Ratzinger di parlare alla Sapienza. Molto più grave del fatto che un libero cittadino parli in una libera Università, è semmai il fatto che un Ministro della Repubblica (Mussi) e il Sindaco della Capitale (Veltroni), si prestino a fare da cerimonieri d'occasione, come cortigiani vogliosi di porre enfasi ad un evento normalissimo, come è il fatto che un fine teologo come Ratzinger faccia un suo intervento verbale nella più grande università italiana. La nostra redazione invita lettori e cittadini a pensare con il proprio cervello e a cercare di capire qual è il vero scandalo: un Papa che dice quel che pensa o i politici che fanno quel che dice il Papa? Prendersela sempre e solo con la Chiesa Cattolica significa offrire a questa l'occasione di farsi martire e ai politici l'alibi per continuare a non difendere la laicità dello Stato. Meditate!


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