E SE FOSSE SILVIO?
Nel giorno delle consultazioni di Veltroni e Berlusconi con Napolitano all`indomani della debacle del governo Prodi, una domanda sorge spontanea: e se fosse Silvio a fare tutto ciò che non è stato fatto in 2 anni? Cosa cambierebbe?
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AGGIORNAMENTO 1 FEBBRAIO 2008
Nel 2001 la prima storica copertina "Perchè Silvio Berlusconi è inadatto a guidare l'Italia". Cinque anni dopo titolava (in italiano) "Basta. Tempo di licenziare Berlusconi". Oggi l'Economist, autorevole settimanale britannico, non mette Silvio in copertina ma ugualmente non gira troppo intorno alla questione e si chiede: "L'Italia ha già abbastanza problemi: ha veramente bisogno un'altra volta di Silvio Berlusconi?". In sostanza ribadisce le tesi già avanzate precedentemente, e cioè che Berlusconi sia "unfit", inadatto, ad essere il prossimo premier italiano in caso di elezioni anticipate.
Certo la sua guida in passato si è dimostrata più stabile e duratura dei governi successivi, ma proprio in quell'occasione Berlusconi "ha sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche".
Inoltre, prosegue l'Economist, ha lasciato in eredità la "pillola avvelenata" di una legge elettorale che ha solo favorito l'instabilità e la proliferazione di piccoli partiti che lo stesso leader di Forza Italia "ha sempre più difficoltà a controllare nella sua coalizione".
Nessuna speranza, su vari fronti, agli occhi del settimanale inglese: da una parte Prodi, che pure ha ridotto il debito pubblico e migliorato la raccolta fiscale, ma non ha attuato riforme nel settore pubblico o risolto la questione Mezzogiorno; poi Veltroni, la cui capacità di attuare riforme o tenere in piedi una maggioranza non sono mai state testate; e infine appunto, Berlusconi: "non c'è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi. - conclude l'Economist - Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe rivelarsi peggiore e smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell'evasione fiscale. (...) Per quanto successo abbia avuto negli affari, Berlusconi resta inadatto per l'incarico a cui aspira. Povera Italia".
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29 GENNAIO 2008
Tralasciando la finanziaria del nulla di fatto. Tralasciando Pacs, Dico-nondico, Cus, unioni civili e coppie di fatto. Tralasciando il pasticciaccio del decreto anti omofobia. Tralasciando il caso Ratzinger vs La Sapienza e le genuflessioni varie. Tralasciando il Partito Democratico, Uolter, i valori non negoziabili, la Binetti. Tralasciamo pure tutto ciò che c'è stato o non c'è stato tra il 17 maggio 2006 e il 24 gennaio 2008, era del Prodi bis.
Tralasciamo tutto e una domanda comunque sorge spontanea: e se fosse Silvio?
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Oggi Berlusconi e Veltroni saranno a colloquio da Napolitano e probabilmente entro giovedì sapremo tutti di che morte dovremo morire, governo tecnico di transizione o elezioni anticipate. Con Veltroni che spinge per 8-10-12 mesi di riforme (elettorale, istituzionale e dei regolamenti parlamentari) per poter presentare il suo Partito Democratico da solo, come alternativa unica e compatta al centrodestra. E Berlusconi che parla di "offerta tardiva, urne subito, nessun nome che tenga né-Marini-né-Amato, trionfo senza precedenti alle elezioni". Pochi scherzi, persino tutti gli istituti di ricerca snocciolati da Mannheimer ieri sera nel salotto di Bruno Vespa confermavano il 10 % in più di consensi attualmente riscossi dal centrodestra rispetto al centrosinistra. Figurarsi un po'. Al di là del fatto che forse a Roma non ci scenderanno in "milioni" in piazza, come auspica Silvio e probabilmente perchè in tv quella sera ci sarà il Grande Fratello, c'è poco da dissentire da Sergio Romano che ieri sul Corriere ammetteva placidamente che in tutto questo c'è un unico vincitore: Silvio Berlusconi.
Con Napolitano, argomenta Romano, che temeva ciò che poi è regolarmente avvenuto, ossia la caduta di Prodi al Senato, perchè il Presidente ben "sapeva che il duello, in tal caso, avrebbe avuto un vincitore, vale a dire una persona o un partito che possono, grazie alla loro vittoria, chiedere una soluzione della crisi conforme ai propri interessi". Appunto, dicevamo, Silvio. A poco servono le provocazioni e le sfide di Veltroni: "noi del Pd ci candidiamo da soli, Forza Italia faccia altrettanto e vediamo chi vince". Forse davvero è troppo tardi e le elezioni si faranno e vinceranno comunque le solite "coalizioni imperfette, eterogenee e litigiose" perchè il Pd ancora non ha abbastanza peso per candidarsi da solo e vincere, e perchè con FI ci saranno sempre An, Udc, Lega, Mastella e compagnia bella. E se fosse? E se fosse realmente la destra a fare i Pacs? Come ha brillantemente argomentato Pierluigi Battista sul Corriere. Se fosse davvero la destra italiana, come già quella francese di Chirac o quella spagnola pre-Zapatero, a sciogliere il nodo della laicità?
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Gaylib ieri in una lettera aperta di Daniele Priori appoggiava Berlusconi e le elezioni anticipate a patto che "il Cavaliere inserisca tra i punti programmatici della Casa delle Libertà le unioni omoaffettive registrate. Altrimenti GayLib e i circa 600mila elettori gay di centrodestra saranno forzatamente costretti allo sciopero di cittadinanza e al non voto. (...) GayLib a tal proposito ha una ricetta - prosegue Priori - Laica e rispettosa di tutti: dei diritti e doveri della famiglia, delle priorità individuate dalla Chiesa e sottoscritte dal centrodestra. Si tratta, in poche parole, di una proposta di legge esclusivamente mirata a tutelare le unioni omoaffettive che, ovviamente, non possono in nessun modo minare la famiglia tradizionale in quanto si tratterebbe di un istituto nuovo che non inciderebbe affatto sul numero e sulla natura dei matrimoni tra persone eterosessuali italiane e non turberebbe quindi nessuno, andando però finalmente ad aprire un fronte atteso in materia di diritti civili per cittadini e coppie che, ad oggi, ne sono incredibilmente ancora sprovvisti".
Noi rilanciamo. E se fosse Silvio? Cosa cambierebbe?



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