LA BATTAGLIA CONTRO LA PROPOSITION 8 E` LA NUOVA `STONEWALL` - GAY.tv

LA BATTAGLIA CONTRO LA PROPOSITION 8 E` LA NUOVA `STONEWALL`

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LA BATTAGLIA CONTRO LA PROPOSITION 8 E` LA NUOVA `STONEWALL`

Organizzata via web, radicata in ogni città degli States, un milione di persone secondo il sito Join the Impact: la battaglia per l`uguaglianza dei diritti civili non si ferma.

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05 Novembre 2008

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3 GENNAIO 2009


Dopo 6 settimane di indagini della commissione per per l'equità politica della California, la Chiesa Mormone ha dovuto ammettere di aver speso una cifra di 100 volte superiore a quanto dichiarato alla commissione. La cifra è stata poi contabilizzata con pratiche al limite della legalità. La spesa complessiva è stata di 25 milioni di dollari per bloccare i matrimoni gay in California. Irrisoria la multa per la violazione: 5000 dollari. I nomi dei donatori saranno presto resi pubblici.


Giorgio Lazzarini




21 DICEMBRE 2008


Il Procuratore Generale della California Jerry Brown ha chiesto alla Corte Suprema di invalidare la proposition 8, il referendum che ha abolito i matrimoni gay in California. Nella sua esposizione il Procuratore ha stabilito che la prop 8 elimina dei diritti civili acquisiti, che la stessa corte suprema ha stabilito essere integranti al diritto di libertà.

"Non esistono giustificazioni legali impellenti" per limitare un diritto fondamentale, l'unico caso previsto dalla Costituzione.

Per il Procuratore, per ora, rimangono validi i matrimoni celebrati in questi mesi. La Corte Suprema si esprimerà a Marzo 2009.


26 NOVEMBRE 2008


La commissione parlamentare della California che sta esaminando il caso della proposition 8, ha iniziato una inchiesta per vedere se le chiese coinvolte nel finanziamento al referendum hanno agito secondo le leggi vigenti. Oltre al finanziamento, si vuole chiarire quale è stato l'impegno effettivo, e se questo è stato dichiarato secondo la normativa vigente. La chiesa mormone da sola ha versato milioni di dollari contro il matrimonio gay.


Giorgio Lazzarini




21 NOVEMBRE 2008


Dopo al decisione della Corte Suprema di accogliere i ricorsi contro la proposition 8 e il divieto ai matrimoni introdotto dallo stesso, si pone il problema di che fine faranno i 18 mila matrimoni celebrati finora.

Da notare che, tra i giudici supremi, è stato proprio un giudice liberal, da sempre supporter dei diritti gay, a votare contro l'accettazione di tali ricorsi. Questo perché, se la corte dovesse andare contro i risultati della prop 8, si avrebbe un suicidio politico con la popolazione che protesterebbe contro l'esistenza della corte suprema stessa. Forse lasciare la patata bollente ai giudici di centro o destra è sembrata la mossa migliore per non rischiare di prima persona.


Giorgio Lazzarini




20 NOVEMBRE 2008


La Corte Suprema della California  ha acconsentito mercoledì di esaminare alcune cause legali sul divieto introdotto dalla Proposition 8 ai matrimoni omosessuali, ma ha rifiutato di concedere alle coppie gay il diritto di sposarsi fino alla nuova sentenza.

La Corte Suprema ha accettato tre ricorsi incentrati sul fatto che la Proposition 8 annulla i diritti civili di una minoranza. E quindi la modifica costituzionale apportata lede i diritti di uguaglianza . Tra i ricorsi anche quelli del Procuratore generale della California. Le prime udienze ci saranno da marzo in poi. Le tesi saranno raccolte tra dicembre e gennaio.



 




18 NOVEMBRE 2008


E' stato un fine settimana infuocato in molte metropoli degli States, dove migliaia di gay e lesbiche sono scesi in strada per protestare contro il referendum che ha vietato ad una minoranza della popolazione un diritto civile garantito dalla corte costituzionale. Le città con maggiore partecipazione sono state New York, dove una analoga legge sui matrimoni gay è ora in pericolo nonostante l'ampia maggioranza democratica nel parlamento, San Francisco e Chicago, patria del neo eletto presidente Obama.



"Questa è la prima volta che nella storia degli Stati Uniti la maggioranza vota per decidere i diritti che spettano ad una minoranza. Chi saranno i prossimi? - ha chiesto la preseidente del Los Angeles Gay & Lesbian Center CEO Lori Jean, che ha anche confermato che il motore della battaglia sono stati i giovani, dicendo - Ora vi passiamo il testimone!" La protesta è stata infatti coordinata attraverso il sito web Join the Impact e attraverso social network come Facebook, MySpace e Twitter. In ogni città americana, dalla ghiacciata Fairbanks in Alaska all'assolata San Diego, dalla friendly San Francisco al cuore della California Los Angeles, tutta l'America è stata un tripudio di bandiere rainbow: 1 milione secondo Join the Impact.



"I matrimoni civili sono un diritto civile acquisito e combatteremo finchè non otteremo i diritti degli altri americani" "Noi siamo la famiglia americana, insegnamo ai vostri figli e ci prendiamo cura dei vostri vecchi" "Gay is the new black" "Fascisti cattolici fuori dalla politica" recitavano cartelli ovunque: dalle folle di New York ed L.A. agli sparuti gruppi di Nashville. Al momento, sono Massachussets e Connecticut celebrano matrimoni gay, mentre sono 30 gli Stati degli Usa che li vietano espressamente grazie a referndum o leggi popolari promosse dalle chiese cristiane, in primis quella mormone e quella cattolica.

Non si sono registrati incidenti, nonostante i presidi al di fuori di luoghi di culto cristiani e mormoni, rei di aver finanziato in gran parte la battaglia per il SI. Il ponte di Brooklyn è stato invaso di partecipanti in rosa che tenevano alto il simbolo del rainbow.



Intanto, dopo aver invitato a votare No alla propoposition 8 ed aver definito un'incidente di percorso la vittoria dei si, il governatore della California Schwarzenegger non farà ricorso contro i risultati del referendum perchè "non vuole imporre le sue idee a nessuno".

Sono già tre i ricorsi legali presentati presso la corte suprema per invalidare il risultato del referendum. Tutte e tre citano la violazione della norma costituzionale in cui si stabilisce l'eguaglianza per i cittadini. E nonostante Schwarzenegger abbia paragonato la Proposition 8 alla legge che vietava i matrimoni interrazziali, non se l' proprio sentita di schierarsi legalmente a fianco dei tre ricorsi.







Giorgio Lazzarini




11 NOVEMBRE 2008 h.16:00


Di Francesca, una ragazza della nostra community, abbiamo già parlato precedentemente. Oggi pubblichiamo una suo racconto di come ha vissuto i mesi precedenti e i giorni successivi al 4 Novembre, le impressioni, le emozioni, ma soprattutto le reazioni della comunità LGBT Californiana alla notizia della cancellazione dei matrimoni gay.


Prima di arrivare a Los Angeles sapevo che questo autunno sarebbe stato “caldo” per gli Stati Uniti e per la Comunità LGBT californiana: sfide, possibili cambiamenti, ma soprattutto speranze. Speranze per quella parte di Americani che non si riconoscevano più nella logora leadership di Bush e rivolgevano il loro sguardo verso Obama, l’outsider carismatico e dalle grandi promesse; speranze di quella parte di californiani che avevano creduto che l’uguaglianza fosse davvero arrivata all’ordine del giorno nelle aule della Corte Suprema dello Stato e che nessuna Proposition sarebbe riuscita a togliere loro dei diritti acquisiti.



Sapere di essere negli Usa in un momento così cruciale mi ha spinto a interessarmi ancora di più alla campagna elettorale e a sperare vivamente che la Proposition 8, per abolire i matrimoni gay, non passasse. Non si trattava semplicemente di empatia con i californiani e con i loro sforzo di ottenere piena uguaglianza, ma voleva dire qualcosa di più: sarebbe stato un esempio da emulare per quei Paesi, come l’Italia, in cui la sola espressione “unioni civili” suscita attacchi di panico nella quasi totalità della leadership politica.



Mi dicevo che se la California fosse stata capace di affermare con forza la propria apertura, la ricchezza della propria identità, tutte le diverse comunità LGBT sparse per il mondo ne avrebbero in qualche misura giovato. Ed è stato bello vedere quanti ragazzi, molti dei quali etero, hanno per settimane fatto volontariato per promuovere la causa dei matrimoni gay e come persino la Parata per Halloween di West Hollywood si sia trasformata, con decine di cartelloni e slogan, in un forte messaggio di amore e uguaglianza.



E’ stato stimolante sentire che, nel bene o nel male, il dibattito era vivo e fervente e che la democrazia americana non era messa alla prova soltanto dai retaggi della discriminazione razziale, ma anche da quella legata all’orientamento sessuale. Dopo tanta cautela, insomma, mi sono convinta che il clima fosse buono e che i californiani ci avrebbero pensato bene prima di cancellare dei diritti di loro pari.

E poi…è arrivato il fatidico giorno delle elezioni. Incollata per tutto il pomeriggio ai teleschermi ho visto piano piano il vantaggio di Obama crescere ed ero contenta che questo stesse accadendo. Alle otto la proclamazione ufficiale del nuovo Presidente ha fatto piangere molti dei miei amici californiani per la gioia.



Il giorno dopo però è arrivata la doccia fredda : il fronte del SI aveva vinto e il matrimonio gay in California non era più considerato legale. Una grande ondata di rabbia e di delusione ha attraversato Los Angeles e a West Hollywood, tutti si sono riversati in strada per protestare. Leggendo della protesta ho deciso di andare a quella indetta per il giorno successivo davanti al Tempio Mormone. La Chiesa mormone infatti avrebbe finanziato la campagna contro i matrimoni gay per più di 20 milioni di dollari. Quando sono arrivata lì, alle due di un caldissimo pomeriggio, ho visto indignazione e rabbia, colori, cartelli, sorrisi e smorfie di delusione, giovani e anziani che gridavano lo stesso slogan che Obama aveva lanciato: “yes we can”, e chiedevano ad alta voce i propri diritti. E’ stato emozionante vedere questo pezzo di America che protestava, questa America divisa tra la contentezza per il nuovo Presidente e l’amarezza di una sconfitta cocente.



Dopo la protesta sono andata a vedere l’anteprima del film “Milk” sulla vita di Harvey Milk, primo consigliere comunale dichiaratamente gay a San Francisco, ucciso negli anni ’70. Sono rimasta folgorata dalla sconcertante attualità dei discorsi di Milk, quelle stesse parole pronunciate più di venti anni fa erano le stesse che avevo sentito per settimane nelle strade e durante i dibattiti per contrastare la Prop 8: in quel momento ho davvero capito che la lotta per i diritti civili di gay, lesbiche e transgender e contro l’omofobia ha ancora tanta strada da fare e che la sconfitta per la comunità LGBT californiana deve costituire un momento di riflessione per tutti, per poter convogliare energie verso un’unica direzione : la piena uguaglianza formale e sostanziale.



L’America mi ha dato una grande lezione, o forse no…forse quella lezione che tanto aspettavo non è arrivata e il Golden State, dopo il 4 Novembre, sembra più che altro luccicare di luce riflessa.


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E' il quinto giorno di proteste in strada in California. Migliaia di gay e lesbiche protestano contro il referendum che ha tolto loro un diritto Costituzionale, riconosciuto come tale dalla Corte Suprema: quello di sposarsi.

E su tale questione è intervenuto anche il governatore della California, il repubblicano, nonché ex attore, Arnold Schwarzenegger che aveva invitato assieme alla moglie a votare no alla prop 8. Alla CNN il governatore ha detto che è un grave inconveniente il fatto che sia passata la prop 8 ma che questo non chiude la questione. Spera infatti in un intervento risolutivo della Corte Costituzionale affinché la California torni a guidare la strada per il resto del paese.

E intanto i cartelli "you can't vote against civil rights" compaiono a migliaia per le strade di Los Angeles e di San Francisco.


Giorgio Lazzarini




10 NOVEMBRE 2008


Sul fronte delle analisi del risultato elettorale i 600mila voti che hanno provocato la disfatta del movimento gay sono elaborabili.

Partiamo da un dato di fatto. Il 70 per cento della comunità afroamericana ha votato contro il matrimonio gay. Verrebbe facile pensare che si sia trattato di discriminazione alla rovescia, che l'unico gruppo sociale, ora che c'è un presidente di colore, a subire discriminazioni legalizzate sia rimasto quello LGBT. Ma l'analisi del voto è sicuramente più complessa e interessante.

Se si sostituisce all'equazione invece del colore della pelle il livello di istruzione si ottiene una risposta più valida. Infatti, se si usa come discriminante il livello di istruzione scopriamo che i gruppi etnici mediamente più istruiti hanno votato per il matrimonio gay mentre quelli con livelli di istruzione più bassa si sono opposti. Così si spiega per esempio come il 57% delle persone bianche con laurea abbiano votato per il matrimonio e il 58 di quelle sempre bianche ma senza laurea e residenti in zone rurali si siano opposti. I gruppi afroamericani e latini, con livelli di istruzione più bassa sono quindi stati orientati a opporsi al matrimonio gay. Il gruppo asiatico, che fa dell'istruzione uno dei suoi punti di forza, ha invece votato al 51% a favore del matrimonio gay.



Le ragioni profonde sono tutte da individuare.

-Le persone di bassa istruzione, bianche latine o nere, fanno della loro forza fisica il punto di confronto. Hanno una percezione dell'essere gay come di una persona debole e antitetica alla vera virilità. Supportare gay o i loro diritti inoltre li mette in pericolo di essere visti come gay. Al contrario, le persone con livelli di istruzione più elevato affrontano l'avversario battendolo sul piano razionale e non colpendolo fisicamente. Questo permette loro di sostenere i gay senza perdere lo status sociale.

- Le chiese hanno svolto un ruolo fondamentale nel condizionare soprattutto le persone con minore istruzione e quindi minore capacità critica. Le chiese delle comunità nere sono da anni impegnati in una battaglia al contrario. Mentre negli anni 60 erano in prima fila nel rivendicare i diritti delle persone di colore (pensiamo solo al divieto di matrimoni 'misti') dagli anni 90 fanno battaglie di retroguardia contro i diritti di un altro gruppo sociale, quelli della comunità LGBT. Un esempio per tutti è la profonda divisione nella famiglia di Martin Luther King, con la moglie Coretta impegnata a favore di gay e lesbiche e così isolata dalla comunità religiosa nera e dalla stessa figlia, che invece si sono battute attivamente per impedire i matrimoni gay. Tanto che la “proposition 22” , un referendum delle scorse elezioni presidenziali poi abolito dalla corte suprema californiana, che vietava il matrimonio gay, passò con il 22 % di distacco. Ora, 4 anni dopo, la “prop 8” ha visto un margine del 4%.



E' comprensibile che la comunità gay si chieda se la comunità nera abbia imparato poco da anni di discriminazione. Ma ricordiamoci che le persone negli States che non possono pagarsi le scuole non studiano la storia dei movimenti civili e quindi il problema non è il colore, ma l'ignoranza.

La responsabilità di aver lasciato indietro alcuni gruppi sociali, in fin dei conti, discriminandoli in base al reddito e negando alle classi più povere una educazione completa, è solo della cosiddetta razza bianca. Non ci si può arrabbiare se il sistema creato dai bianchi si è rivoltato contro di loro.


Fonte: 365gay.com

Giorgio Lazzarini




7 NOVEMBRE 2008


Francesca è una nostra lettrice che si trova per motivi di studio a Los Angeles e ha scattato queste foto della seconda protesta che ha coinvolto la comunità LGBT losangelina. Stavolta la location prescelta è la Chiesa Mormone, rea di essere stata la maggior finanziatrice della campagna per il 'Non' alla Proposition 8. I dimostranti, tra l'altro, accusano la Chiesa di aver violato le leggi governative che riguardano l'esenzione dal pagamento delle tasse, partecipando finanziariamente ad una battaglia politica. 


Ecco, nelle foto di Francesca, alcuni dei cartelli dei manifestanti.









6 NOVEMBRE 2008  h.18.00


Referendum in più Stati, bocciate le nozze gay. Siete d’accordo? >>>>


Il Corriere della Sera propone un sondaggio sul fallimento dei referendum pro-gay negli Stati Uniti: votate in massa! Ovviamente, votate NO.


CLICCA QUI PER VOTARE >




6 NOVEMBRE 2008  h.16.00


"No On 8!", "Equality! Equality! Equality!" e ovviamente "Yes, we can! Yes, we can! Yes, we can!" Questi i cori che i 5.000 manifestanti hanno intonato durante la protesta a West Hollywood, Los Angeles. Santa Monica Boulevard e San Vicente Boulevard sono state bloccate. Alcuni manifestanti hanno tentato di forzare il cordone della polizia e una decina di persone sono state fermate. Il sindaco di West Hollywood Jeffrey Prang e altri politici hanno parlato sul palco supportando il movimento anti-Proposition 8. Anche l'attrice Rose McGowan e lo sceneggiatore di 'Milk' Dustin Lance Black hanno partecipato alla protesta. Per la giornata di domani è previsto un altro raduno, nei pressi del Tempio Mormone, e probabilmente sarà meno pacifico.  Di seguito le foto della protesta.















6 NOVEMBRE 2008


Fa impressione pensare che dopo una vittoria della democrazia su così larga scala, in California, le 18 mila coppie sposate non riusciranno a festeggiare il loro primo anno di matrimonio. Fa ancora più impressione sapere che le chiese cattolica e mormone hanno versato più di 20 milioni di dollari per finanziare la campagna per abolire il matrimonio gay. Venti milioni di dollari che avrebbero potuto essere usati in modi migliori, piuttosto che per impedire a persone che si amano di sposarsi.



La fiaccolata tenutasi durante la scorsa notte davanti al Municipio di San Francisco:

Tutti abbiamo il diritto di sposarci.






E per 500mila voti la gente della California, il grande bastione della tolleranza liberale, ha deciso di togliere a un gruppo di persone un diritto fondamentale: quello di proteggere la persona che amano.

E anche se Obama è stato eletto, e si potrà finalmente dire addio al regime presidenziale che ha promosso attivamente per otto anni paura e odio verso la comunità LGBT, molto rimane da fare.

La Proposition 8 non è passata solo grazie all'odio nei confronti dei gay. E' passata per l'ignoranza di molti nei confronti dei gay. E l'ignoranza si puo' gestire col tempo. E la pazienza.

Nel frattempo pero' la battaglia legale continua. Intanto i fautori del No on 8 non hanno ancora concesso la vittoria alla parte avversaria. Con 500mila voti di differenza e più di tre milioni di voti ancora da contare per motivi tecnici, il comitato non ha ancora mollato la spugna.

Allo stesso tempo sono pronte tre azioni legali contro i risultati del referendum. Un referendum che va contro i diritti fondamentali di una parte dei cittadini è considerato non costituzionale perchè la legge prevede che quando ci sono in gioco diritti fondamentali il referendum può avere luogo solo dopo l'intervento del Parlamento (e questo non è accaduto). Allo stesso modo limita il potere della Corte Suprema di tutelare i diritti di una minoranza, e lede il principio di eguaglianza negando un diritto fondamentale solo ad un determinato gruppo di persone.

"Se un referendum togliesse il diritto di parola alle donne ma non agli uomini tutti sarebbero d'accordo a definirlo limitativo delle libertà individuali" dicono i sostenitori del No on 8 .

Al momento pero' 30 stati degli Usa hanno introdotto nella loro costituzione tramite referendum o leggi di iniziativa popolare il divieto al matrimonio gay e il vulnus giuridico, in termini di discriminazione, è enorme.


fonte: 365gay

tradotto da Giorgio Lazzarini




5 NOVEMBRE 2008



Ok, Obama ha vinto. Un presidente di colore per la prima volta nella storia della democrazia americana. Una vittoria senza precedenti. Ma non sono tutte rose e fiori. Almeno, per la comunità gay e lesbo oggi c'è poco da festeggiare. In Florida e in Arizona è passato il referendum che vieta i matrimoni gay e il loro riconoscimento a livello statale. In Arkansas il divieto di adozione alle coppie gay è diventato legge grazie ad un referendum popolare.

Ma è la California, il paese in cui tutti speravano non passasse la Proposition 8, a dare la delusione maggiore. La Proposition 8 è un referendum sostenuto dalla chiesa cattolica e mormone per abolire il matrimonio gay reso legale da una sentenza della corte suprema della California lo scorso maggio.

Con il 90% degli scrutini effettuati, la Proposition 8 passa con il 52% dei voti. Questo significa che da domani non sarà più possibile sposarsi in California e che i 18mila matrimoni gay già celebrati torneranno nel limbo legale.

Ma la cosa più amara è quando si guardano i numeri. Sono bastati 4milioni.950mila voti per bloccare i matrimoni gay contro i 4milioni.600mila a favore. Quindi il grosso di questa sconfitta va proprio imputata alla comunità gay che non si è mobilitata a sufficienza per difendere i suoi diritti. Su una popolazione di 40 milioni di individui circa la coalizione dei fondamentalisti cristiani era molto determinata ma numericamente insufficiente rispetto alla maggioranza della popolazione. Ma ancora peggio è stato il comportamento della comunità LGBT che non è riuscita a mobilitare i propri membri in massa per farli partecipare al referendum.

No, oggi non è una bella giornata per la comunità LGBT americana.

E il quesito si ripropone insistentemente: ha un senso legale e ancora prima politico lasciare alla maggioranza il diritto di veto sui diritti di una comunità che sarà sempre una minoranza?


Giorgio Lazzarini

redazione@gay.tv

commenti

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12 di 116 commenti

  • Genoyag

    24 Marzo 2009 - ore 15:11

    Non sono contro le unioni riconosciute legalmente tra gay. Non li chiamo matrimoni, perché i cristiani vogliono a tutti i costi considerarlo un loro sacramento, quindi evito di usare la parola che piace usare a loro per le loro unioni. Per il momento sono contrario alle unioni riconosciute tra gay ed etero, perché mi sembra che a questo mondo nessuno si voglia conoscere veramente per amarsi. La gente non ha voglia di amare, preferisce le cose facili e semplici: scopare e nascondere la voglia di scopare con

    • Genoyag

      24 Marzo 2009 - ore 15:11

      E´orrendo entrare in questo sito, se le prime foto che si vedono sono dei gay che piangono, Berlusconi e Bush che se la ridono per il male altrui, due principi inglesi che fanno pensare alla morte di Diana, Carfagna. Lo dico... perché non so dove scriverlo. Ho voglia di comunicarlo. Lo sbatto qui dentro... visto che non sapevo dove scriverlo.

      • Ninph

        03 Febbraio 2009 - ore 00:00

        25 milioni?
        ECCO A COSA SERVE L´8 PER 1000!!!!
        non ho parole, uno schiaffo alla miseria...
        HA! tanto rido io che loro finiscono all´inferno poi essendo cristiani.

        • sdssds

          03 Febbraio 2009 - ore 00:00

          la chiesa mormona viene multata x 5000 dollari. e sai che danno! rispetto a 25.000.000 sono come se uno di noi fosse multato x un centesimo di euro. ma la mia riflessione è un altra. a quanti barboni dai da mangiare con 25.000.000 di dollari? se Gesù fosse al corrente di come si muovono le varie Sue chiese, che direbbe? forse: in verità, in verità vi dico.... fate schifo. stefano

          • Kasra

            21 Dicembre 2008 - ore 00:00

            Certo che sono un pò indecisetti questi politici, eh!? Ancora non hanno capito che stanno giocando con le teste della gente??? Che qui si tratta di persone??

            • nickleo

              21 Dicembre 2008 - ore 00:00

              invece di esultare o di lamentarvi venite allo scoperto e lottiamo con ogni mezzo lecito ed illecito per ottenimento dello stesso diritto anche in italia.

              • Alexgay

                21 Dicembre 2008 - ore 00:00

                Allez, enfants de la "gayriee", le jour de gloire est arrivé! Armiamoci, compagni, e partite! la "parola d´ordine", è una sola: vincere! E (iostòaccasakemiduoleilcalletto) vinceremo! Evvai!
                Scherzi a parte, sarebbe da fare, prima che i nostri avversari ce lo chiedano in ginocchio, per evitar le "sanzioni economiche" della U.E! Solo quelle, ci mancherebbero... ;-(

                • Giannicolo

                  23 Novembre 2008 - ore 00:00

                  I DIRITTI UMANI FONDAMENTALI posso essere oggetto di un Referendum popolare?!!!
                  rabbrividisco...
                  (pensate un Referendum nell´Italia di Mussolini o la Spagna di Franco o la Germania di Hitler! )
                  il popolo di suo è ignorante e razzista in genere.... migliora solo (a volte peggiora) in vari decenni se non secoli... basta leggere la storia, e a volte ripiomba in poco tempo, in epoche buie, per vari fenomeni sociali concomitanti...
                  passando da democrazie o governi liberali, a vere dittature antidemocratiche e illiberali...
                  dove i capri espiatori (in genere i deboli e i percepiti come "diversi" o devianti) hanno la peggio!
                  IN AMERICA, GLI USA DEI DIRITTI CIVILI FANNO UN REFERENDUM ED I NERI E GLI ISPANICI (ancora oggetto di discriminazioni e usciti ieri dal ghetto con Martin Luther King ) BOCCIANO IL MATRIMONIO GAY!
                  che contraddizione!
                  PENSATE ALL´ITALIA...
                  la nostra Italietta: se facessero anche soltanto una leggina per le coppie gay:
                  IL VATICANO E LE DESTRE SI UNIREBBERO PER FARE REFERENDUM E ABROGARLA SUBITO!....
                  monterebbero una guerra ideologica e fanatica, piena di pregiudizio e di ostilità per raccogliere milioni di firme e fare un referendum...
                  e il guaio è che lo vincerebbero!
                  (come quello sulla legge 40 della procreazione assistita!)
                  ormai populismo, destra becera (sinistra codarda e inesistente) e integralismo vaticano clericale hanno saldato insieme tutta la società italiana...
                  e le loro colonne portanti sono i vecchi, le beghine di parrocchia, i moralisti e i benpensanti (che pensano sempre male degli altri! ) e i giovani idioti cresciuti a telefonini ultima generazione, video games, reality, pane e figa...e qualche droga e pasticca che il rimbecillisce del tutto, mentre girano con le braghe abbassate e le mutande di fuori...
                  VIVA l´ITALIA!

                  • Jonnydepp1967

                    23 Novembre 2008 - ore 00:00

                    "E sta bene marcosex saranno contrari entrambi ma ripeto che a me risulta che Schwarzy ha invitato a votare pubblicamente contro, Omaba invece è stato zitto sapendo che ""i suoi"" avrebbero come hanno votato 2 contro 1 a favore dell´abolizione dei matrimoni.
                    Resta il fatto che è piuttosto grave che la base elettorale democratica nera e ispanica abbia dichiarato guerra ai gay, con episodi gravissimi come gli articoli su giornali in cui una giornalista nera scriveva che ""non vedeva nessun vantaggio per le

                    • marcosex

                      23 Novembre 2008 - ore 00:00

                      Jonnydepp1967,
                      A me non sembra che ci sia stata tutta sta differenza tra Obama e Schwarzenegger nell´atteggiarsi in pubblico contro la Proposition 8. Nessuno dei due si è veramente battuto contro... Per dirla tutta, io mi attendevo un atteggiamento di gran lunga più incisivo da parte di entrambi, invece sono stati entrambi molto in disparte e giustamente si sono beccati le critiche bypartizan di uno che invece si può veramente definire progressista e dalla parte dei gay: il sindaco di San Francisco Gavin Newsom.
                      Vedi questo articolo
                      www.washblade.com/2008/11-21/news/national/13641.cfm

                      E´ indubbio poi che c´è un problema tra alcune minoranze (neri, ispanici) e diritti lgbt... tuttavia non si può ignorare che anche tra i bianchi ci sia una netta divisione in proposito e che grandi organizzazioni nere (vedi la NAACP California) hanno preso una forte posizione contro la Proposition 8, e ora la stanno combattendo davanti alla Corte Suprema dello Stato (al contrario di Schwarzenegger che per sua personale scelta sta fuori dalla causa legale al contrario di come aveva fatto, da anti-matrimoni gay, mesi fa quando la Corte si trovava a decidere se dare ragione agli attivisti gay, quindi legalizzare i matrimoni omosex, o dare ragione al Procuratore Generale dello Stato e alle associazioni omofobiche, quindi lasciare tutto così com´era).

                      Sinceramente, non ce lo vedo il Congresso democratico votare le unioni registrate... molti Stati (Florida, Texas, ecc) hanno nelle loro Costituzioni il no alle unioni similmatrimoniali. Già per la banale cancellazione del Don´t Ask Don´t Tell si vocifera che non se ne farà nulla fino al 2010 figuriamoci per quelle cose là.
                      Vedi articolo www.advocate.com/news_detail_ektid66782.asp

                      • marcosex

                        20 Novembre 2008 - ore 00:00

                        Jonnydepp1967,
                        Io nel mio messaggio mi riferivo all´insieme dei messaggi che hai scritto in questi giorni, compreso se non ricordo male quello in cui definivi Obama un fondamentalista anti-gay.
                        Riguardo a quello che mi scrivi raffrontando Obama e Schwarzenegger, io credo che entrambi si possano definire contrari (in linea di principio) ai matrimoni omosex: entrambi infatti dicono, in data odierna!, che per loro il matrimonio è solo quello tra uomo e donna. Di fatto, però, entrambi sono a favore dei matrimoni omosex, in quanto sia Obama sia Schwarzenegger sono dichiaratamente contrari alla Proposition 8. Obama, poi, siccome si è trovato a doversi esprimere sulle politiche federali, è andato oltre... schierandosi contro l´eventuale inserimento di un emendamento anti-matrimoni gay nella Costituzione USA e promette l´abolizione del Federal DOMA.
                        Sono insomma entrambi contro ma, di fatto, pro.

                        • Jnlmn88na

                          20 Novembre 2008 - ore 00:00

                          "Sono insomma entrambi contro ma, di fatto, pro."

                          rispetto ai nostri che non sono neanche a favore :P