Ivan Scalfarotto candidato con il Partito Democratico alle prossime elezioni europee. L’INTERVISTA> - GAY.tv

Ivan Scalfarotto candidato con il Partito Democratico alle prossime elezioni europee. L’INTERVISTA>

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Ivan Scalfarotto candidato con il Partito Democratico alle prossime elezioni europee. L’INTERVISTA>

Alle prossime elezioni, candidato al Nord-Ovest nel PD di Franceschini, ci sarà Ivan Scalfarotto. Sognando un’Europa che si faccia promotrice della tolleranza e della modernità con un occhio di riguardo per le unioni civili, Scalfarotto ci spiega perché l

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
18 Maggio 2009

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In vista delle prossime elezioni europee, Ivan Scalfarotto, iscritto alla Circoscrizione Nord-Ovest per il Partito Democratico, risponde in un’intervista esclusiva del direttore editoriale GAY.tv, Giuliano Federico. Scalfarotto spera in prima persona che l’Europa renda più incisivi gli strumenti di persuasione verso tutti gli Stati membri, a cominciare dall’ostica questione delle unioni civili, con un occhio di riguardo ai Paesi dell’est, che dopo aver fatto passi da giganti per permettersi di entrare nell’UE, ora si trovano piuttosto indietro sul tema dei diritti delle persone LGBT. Dice di volere un'Europa roccaforte della tolleranza, della modernità e dello sviluppo sostenibile, della libertà e dei diritti civili. Un'Europa di cui andare orgogliosi. E un’Italia alla quale insegnare il valore e la necessità dell’applicazione della meritocrazia.


Pubblichiamo di seguito l’intervista rilasciata in esclusiva a GAY.tv.



Perché una persona gay non dovrebbe votare Sinistra e Libertà con segretario un personaggio come Niki Vendola e invece votare il Partito Democratico di Franceschini?

Per due motivi. Primo: perché per cambiare le cose bisogna essere incisivi. Guardiamoci in faccia: nessun progetto di riforma della società italiana potrà concretizzarsi se non attraverso l'impegno del partito architrave del centrosinistra italiano. Non so voi, ma a me le battaglie di testimonianza non bastano e non interessano più. Se più persone di vedute laiche votassero il Pd, si iscrivessero al Pd e "invadessero" il Pd, facendosi contare e facendo sentire la loro voce, non credete che sarebbe più facile spostare l'asse del partito su determinate questioni, o quantomeno migliorare la qualità del dibattito interno e delle voci che lo compongono? In qualsiasi partito di grandi dimensioni esistono sensibilità diverse sui temi più svariati. Se però su un determinato tema una parte in causa decide di mollare il campo, allora è un suicidio: l'altra parte la farà da padrona, perché in politica i vuoti non esistono. Secondo motivo: io ho molta stima di Nichi Vendola, ma in queste elezioni europee lui è un candidato che non esiste per un partito che non esiste. E' un candidato che non esiste perché non metterà mai piede in parlamento europeo, considerato il ruolo istituzionale che oggi ricopre. Il suo partito non esiste perché Sinistra e Libertà è l'ennesimo cartello elettorale che si scioglierà un secondo dopo il voto, composto da forze politiche di dimensioni infinitesimali che si guardano in cagnesco per mesi e poi a poche settimane dalle elezioni si uniscono in queste alleanze improvvisate ed estemporanee. Alleanze che anche questa volta, come alle politiche, non sorpasseranno lo sbarramento e renderanno inutile ogni voto a loro attribuito. Pensiamola come la si vuole sullo sbarramento - secondo me era evitabilissimo - ma se un cartello composto da cinque partiti diversi non riesce ad arrivare nemmeno al 4%, di cosa stiamo parlando? Anche qui, si tratta di scegliere tra ininfluenti candidature di bandiera, e la possibilità di premiare - attraverso le preferenze - le persone che dentro il Pd si distinguono per il loro punto di vista aperto e laico, perché la loro voce conti di più nel più grande partito del centrosinistra. L'unico che può cambiare le cose.


Morte le ipotesi Dico e Didorè, in Italia è sceso il silenzio sulla questione delle unioni civili. Lei è candidato per il Parlamento Europeo. Può arrivare da lì una pressione sull’Italia per indurla a legiferare in materia di coppie di fatto?

Certamente sì, e questo sarà uno dei miei impegni a Bruxelles. L'Europa deve rendere più incisivi i suoi strumenti di persuasione nei confronti dei paesi membri che non concedono ai loro cittadini la possibilità di usufruire dei più elementari diritti civili.


Quali sono i paesi dell’Unione Europea su cui più va fatto un lavoro di tutela per i cittadini LGBT e cosa pensa di proporre?

Si deve fare ancora molto lavoro negli ultimi paesi entrati nell'Unione. Penso ai paesi dell'est, che hanno rivoluzionato i loro sistemi economici pur di entrare a far parte dell'Ue ma devono ancora fare grandi passi avanti nella tutela dei cittadini LGBT. Riguardo il cosa fare, vedi la domanda precedente: rendere più incisivi ed efficaci gli strumenti di pressione e persuasione già esistenti nell'Unione, elaborare un sistema di incentivi che dia premialità e vantaggi economici ai paesi con le legislazioni più avanzate sul fronte della lotta alle discriminazioni e dell'effettiva uguaglianza nei diritti di cittadinanza.


Qual è la sua posizione rispetto alla pressione politica dei vescovi e del Vaticano sulla vita pubblica italiana?

Penso che in democrazia qualsiasi gruppo di interesse debba avere piena facoltà di esercitare pressione e influenza nella vita pubblica, attraverso la stampa, il proselitismo, l'organizzazione. Sta ai gruppi che hanno interessi opposti cercare di arginarli e combatterli sul terreno delle idee, della strategia, della mobilitazione. Quello che non sopporto, piuttosto, è il clericalismo dei politici proni al Vaticano, la bieca ipocrisia di chi se ne serve esclusivamente a fini elettorali predicando i valori cattolici e tenendo comportamenti assolutamente incoerenti. Non sopporto i politici incapaci di prendere posizioni autonome, dimentichi del fatto che sono stati eletti a rappresentare i cittadini italiani e non i vescovi. Il problema non è il Vaticano, che fa in qualche modo il suo mestiere. Il problema è avere politici migliori. Sapete come fanno negli altri paesi ad avere politici migliori? Li votano.



Il segretario generale della Cgil Epifani ha risollevato la proposta di tassare maggiormente i redditi oltre i 150mila euro annui. È una misura che davvero potrebbe arginare la crisi?

Di certo non basterebbe da sola ad arginare la crisi ma può essere utile, soprattutto per garantire un'entrata minima a chi perde il lavoro e non possiede nemmeno i requisiti per la cassa integrazione.


Cosa c’è secondo lei che non va nel sistema economico mondiale? Quali misure dovrebbero adattare i governi dal punto di vista di occupazione, servizi, interazione tra le Nazioni per aumentare lo stato di benessere di tutti, garantire i diritti e gestire la globalizzazione? Insomma qual è la sua visione del mondo in breve?

Impegnativa eh? Sono quelle domande che assurdamente in questo paese non si fanno mai ad un politico. Ma le pare normale?Quanto tempo abbiamo? Non mi va di prendervi in giro: potrei rispondervi in trenta pagine o elencare tre o quattro slogan e comunque non vi soddisferei, giustamente. Quindi rimando chi ha tempo e voglia di approfondire questioni così articolate al mio programma, ad alcune cose che penso dell'Europa e - soprattutto - a quattro anni di riflessioni politiche fatte sul mio blog, insieme a migliaia di lettori. La mia visione del mondo è tutta lì.


Sembra quasi che si stia vivendo in un’epoca mal funzionante nella quale l’insieme di problemi definisce una situazione talvolta senza via d’uscita: riscaldamento globale, disboscamento, terrorismo, omofobia, abuso di potere ‘nucleare’. Lei ha ancora fiducia nell’uomo?

Altroché. Credo che l'impostazione di questa domanda vada completamente ribaltata: siamo nell'epoca migliore che l'uomo abbia mai attraversato. Ovviamente non è la migliore possibile, anzi: ci sono ancora tantissime cose che non vanno. Ma guardiamoci intorno, con uno sguardo che sappia osservare oltre il nostro naso: inquinamento dell'aria e dei cibi, attenzione alla tutela dell'ambiente, guerre e terrorismo, diritti civili e omofobia, politiche energetiche, informazione, eccetera. Ma davvero qualcuno ha un solo dubbio sul fatto che su ognuno di questi frangenti le cose non abbiano mai funzionato meglio di ora? Confrontate l'attuale situazione con quella di cinquant'anni fa (per non dire di cento o duecento anni fa) e ditemi. Abbiamo ancora enormi margini di miglioramento, in diverse zone del mondo le cose migliorano molto più lentamente di quanto non lo facciano altrove e servirà dare battaglia per sbloccare situazioni che sembrano paralizzate. Ma ce la faremo. Non potrei fare il politico se non avessi fiducia nell'uomo, nel suo desiderio di libertà, nella sua curiosità, nel suo coraggio.



Esiste secondo lei oggi un problema legato alle forme di rappresentanza?

Sì, in Italia più che mai, dato che uno dei meccanismi che regola la rappresentanza è una legge elettorale balorda che non conosce paragoni nel mondo occidentale. La democrazia non è un sistema perfetto, e le sue regole di funzionamento devono e possono essere aggiornate e modificate per adeguarle alle sfide del presente e del futuro. In Italia abbiamo fatto il contrario, modificando le regole allo scopo di far sì che la volontà popolare non si trasformasse in rappresentanza.


Quali sono le urgenze dell’Europa?

Il primo impegno non può non riguardare la crisi economica che stiamo attraversando. Una crisi dalla quale riusciremo a uscire solo grazie a uno sforzo comune: dobbiamo fare della nostra unione monetaria il trampolino da cui ripartire per lasciarci indietro le secche di questi mesi. Come? Tre esempi: un miglior utilizzo dei cosiddetti Fondi Strutturali, una rimodulazione drastica dei finanziamenti all’agricoltura che permetta di destinare nuovi fondi alle energie rinnovabili, l’istituzione di uno standard minimo di diritti per lavoratori europei. Sistemato il presente, toccherà poi guardare al futuro: per questo credo che un'altra urgenza sia l'impegno nel campo dell'università e della ricerca. Credo che un sistema integrato di università e ricerca sia l'unica strada per rendere il lavoro dei nostri ricercatori competitivo con quello dei loro omologhi d'oltreoceano. Per questo servono legislazioni omogenee da paese a paese, la valorizzazione dei progetti internazionali come il progetto Erasmus, progetti per la creazione di poli d'eccellenza europei e incentivi perché paesi come l'Italia si spendano nel migliorare il trattamento economico dei loro ricercatori. Terza urgenza: restituire spazio e influenza alla politica. Dopo anni di aggregazioni basate solo su criteri tecnici ed economici, ora è tempo di scegliere che Europa vogliamo, quale stato sociale, quali strategie energetiche, quali politiche sull'immigrazione. Voglio un'Europa roccaforte della tolleranza e dell'inclusività, della modernità e dello sviluppo sostenibile, della libertà e dei diritti civili. Un'Europa di cui andare orgogliosi.


Fatta l’Europa monetaria, dobbiamo solo aspettare pazientemente che passi del tempo prima di avere un’Europa politica oppure istituzioni come Parlamento e Commissione possono imprimere un’accelerazione e come secondo lei?

Niente succede da solo, semplicemente aspettando pazientemente. Il cambiamento deve essere provocato, costruito, immaginato, disegnato. Parlamento e commissione possono fare molto per mettere l'Unione sulla strada di una sempre maggiore unità politica. Il processo legislativo può essere reso più agile, i meccanismi di approvazione del bilancio possono essere migliorati, così come può essere utile l'elezione diretta del presidente della commissione europea, con una votazione da tenersi in un solo giorno in tutti gli stati dell'Unione. Accoglierò con favore e promuoverò qualsiasi soluzione vada nella direzione di una maggiore sovranità alle istituzioni europee e una maggiore unità e interdipendenza dei singoli governi.


Lei è d’accordo sull’ingresso della Turchia in Europa?

Sì, a patto che attui quelle riforme che oggi l'Europa reputa indispensabili per farvi ingresso. Non solo riforme economiche; la Turchia deve dare ampie garanzie sul tema della tutela delle minoranze nel loro territorio, della laicità delle istituzioni, delle misure a favore dell'emancipazione femminile. Penso quindi che l'ingresso nell'Ue possa essere un'ottima molla per spingere la Turchia a guardare il futuro e cambiare se stessa più di quanto non abbia fatto negli ultimi anni.


E Israele?

Ci sono diverse buone ragioni per ragionare seriamente dell'ingresso di Israele nell'Unione Europea, storica proposta di Marco Pannella e dei Radicali. Israele ha da sempre dei rapporti privilegiati con l'Ue, che rappresenta il suo principale partner commerciale. Allo stesso modo, un'Israele stato comunitario contribuirebbe a normalizzare la sua situazione geopolitica. Se i confini di Israele fossero i confini dell'Europa, l'esercito israeliano non potrebbe oltrepassarli per affrontare estemporanee operazioni militari e nessun Ahmadinejad potrebbe progettare la cancellazione di Israele dalla faccia della terra.


L’Italia ha da imparare dall’Europa rispetto al tema della meritocrazia? Cosa esattamente?

Applicarla. Questo si deve imparare: ad applicarla, la meritocrazia. Qui tutti sembrano avere chiarissimo come e cosa fare per dare spazio al merito, ma poi il terrore dell'impopolarità di questa o quella decisione spinge all'attuazione di politiche inutili e melliflue. Dobbiamo imparare a passare dalla teoria alla pratica. Ad avere il coraggio di fare le cose giuste.


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giuliano.federico@gay.tv

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1 di 1 commenti

  • Only

    17 Giugno 2009 - ore 12:53


    Leggo di Ivan Scalfarotto, tra le altre cose, sul sito http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Scalfarotto, anche quanto segue:

    "Tra le idee che ispirano la sua campagna elettorale le principali sono l´attenzione al merito personale, nella pubblica amministrazione e nella politica, la lotta alle gerontocrazie e il sostegno della laicità proponendo, per i cittadini omosessuali, l´introduzione del matrimonio e la possibilità di richiedere figli in adozione".

    Sono grato a persone che si impegnano per sostenere i legittimi diritti dei cittadini omosessuali! Complimenti di cuore Ivan ^_^ !