Certi Diritti al Quirinale: l`incontro con i consiglieri del Presidente Napolitano e i rischi della decisione della Corte Costituzionale
L`associazione radicale ha oggi incontrato i consiglieri del Presidente, assentatosi per un viaggio a Londra. Abbiamo chiesto al presidente Sergio Rovasio quali rischi si potrebbero correre se la Corte Costituzionale legiferasse sull`obbligatorietà dei ma
- viste
- 1214
- commenti
- 21
A poche ore dall'incontro dell'associazione radicale Certi Diritti con i consiglieri del Presidente Giorgio Napolitano abbiamo chiesto a Sergio Rovasio di fare il punto di quanto avvenuto. Napolitano non era presente a causa di un viaggio a Londra, ma fonti non confermate parlano comunque di una comunicazione avvenuta tra la delegazione e il Presidente. Certi Diritti ha presentato tutta la documentazione e Rovasio garantisce che seguiranno sicuramente degli "interventi".
Tra le questioni che hanno suscitato interesse, oltre alla problematica dei migranti gay perseguitati nel loro paese ed in attesa dello status di rifugiati, c'è anche quella dei matrimoni gay sui quali la Corte Costituzionale è chiamata ad esprimersi.
In conseguenza di un'azione legale intentata tramite Certi Diritti e la rete di avvocatura lgbt Rete Lenford da una coppia gay che si era vista negare dal Comune la possibilità di sposarsi, il Tribunale di Venezia aveva infatti chiamato in causa la Corte Costituzionale per esprimersi sull'incostituzionalità o meno della del divieto ai gay di contrarre matrimonio.
Abbiamo chiesto a Rovasio di spiegarci quali possono essere le conseguenze dell'intervento della Corte, dal momento che non tutte sarebbero positive. Lui ci ha spiegato che : "Tutte le azioni di disobbedeinza civile possono produrre l'effetto opposto a quello sperato, così come possono produrre quello sperato. Quando Rosa Parks si sedette nel posto riservato ai bianchi non poteva immaginare che di lì a poco sarebbero state tolte le leggi segregazioniste razziali. Diciamo che ciò che ispira la nostra battaglia è muoversi e fare qualcosa contro lo status quo. Il fatto che in conseguenza dell'azione del tribunale di Venezia si sia reso necessario l'intervento della Corte Costituzionale è conseguenza della nostra campagna di affermazione civile alla quale una coppia ha risposto. Quello che ci auguriamo è che si possa fare pressione nell'opinione pubblica e nella classe politica che possa culminare nel matrimonio. Chiaramente c'è il rischio che possa produrre l'effetto contrario. Ci sono 3 conseguenze. La prima rimanda al Tribunale di Venezia perchè dice di non essere competente. La seconda, che c'è effettivamente un vuoto legislativo perchè si riconosce una discriminazione in essere e quindi si chiede al legislatore un adeguamento perchè esistono dei diritti che devono essere tutelati per le coppie gay e quindi c'è un vulnus legislativo. Terza conseguenza, la classe politica reagisce e attua la modifica dell'articolo 29 della Costituzione permettendo i matrimoni solo tra uomo e donna rendendo ancora più difficile una modifica legislativa. I nostri giuristi ci hanno detto guardate che l'alternativa è il non fare niente. Però qui per troppi anni siamo stati in un paese che non ha fatto niente, noi vogliamo smuovere le acque se poi si smuovono contro di noi. Ma guarda cosa è successo in Spagna, Zapatero dopo 6 mesi ha fatto la legge sui matrimoni gay.
Ne abbiamo palrato anche con i consiglieri e ci sarà sicuramente un seguito rispetto agli interventi, anche per i casi dei migranti gay perseguitati nei loro paesi d'origine".

commenti
Devi essere loggato per poter lasciare un commento.
12 di 21 commenti