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Certi Diritti al Quirinale: l`incontro con i consiglieri del Presidente Napolitano e i rischi della decisione della Corte Costituzionale

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Certi Diritti al Quirinale: l`incontro con i consiglieri del Presidente Napolitano e i rischi della decisione della Corte Costituzionale

L`associazione radicale ha oggi incontrato i consiglieri del Presidente, assentatosi per un viaggio a Londra. Abbiamo chiesto al presidente Sergio Rovasio quali rischi si potrebbero correre se la Corte Costituzionale legiferasse sull`obbligatorietà dei ma

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
18 Maggio 2009

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A poche ore dall'incontro dell'associazione radicale Certi Diritti con i consiglieri del Presidente Giorgio Napolitano abbiamo chiesto a Sergio Rovasio di fare il punto di quanto avvenuto. Napolitano non era presente a causa di un viaggio a Londra, ma fonti non confermate parlano comunque di una comunicazione avvenuta tra la delegazione e il Presidente. Certi Diritti ha presentato tutta la documentazione e Rovasio garantisce che seguiranno sicuramente degli "interventi".

Tra le questioni che hanno suscitato interesse, oltre alla problematica dei migranti gay perseguitati nel loro paese ed in attesa dello status di rifugiati, c'è anche quella dei matrimoni gay sui quali la Corte Costituzionale è chiamata ad esprimersi.

In conseguenza di un'azione legale intentata tramite Certi Diritti e la rete di avvocatura lgbt Rete Lenford da una coppia gay che si era vista negare dal Comune la possibilità di sposarsi, il Tribunale di Venezia aveva infatti chiamato in causa la Corte Costituzionale per esprimersi sull'incostituzionalità o meno della del divieto ai gay di contrarre matrimonio.

Abbiamo chiesto a Rovasio di spiegarci quali possono essere le conseguenze dell'intervento della Corte, dal momento che non tutte sarebbero positive. Lui ci ha spiegato che : "Tutte le azioni di disobbedeinza civile possono produrre l'effetto opposto a quello sperato, così come possono produrre quello sperato. Quando Rosa Parks si sedette nel posto riservato ai bianchi non poteva immaginare che di lì a poco sarebbero state tolte le leggi segregazioniste razziali. Diciamo che ciò che ispira la nostra battaglia è muoversi e fare qualcosa contro lo status quo. Il fatto che in conseguenza dell'azione del tribunale di Venezia si sia reso necessario l'intervento della Corte Costituzionale è conseguenza della nostra campagna di affermazione civile alla quale una coppia ha risposto. Quello che ci auguriamo è che si possa fare pressione nell'opinione pubblica e nella classe politica che possa culminare nel matrimonio. Chiaramente c'è il rischio che possa produrre l'effetto contrario. Ci sono 3 conseguenze. La prima rimanda al Tribunale di Venezia perchè dice di non essere competente. La seconda, che c'è effettivamente un vuoto legislativo perchè si riconosce una discriminazione in essere e quindi si chiede al legislatore un adeguamento perchè esistono dei diritti che devono essere tutelati per le coppie gay e quindi c'è un vulnus legislativo. Terza conseguenza, la classe politica reagisce e attua la modifica dell'articolo 29 della Costituzione permettendo i matrimoni solo tra uomo e donna rendendo ancora più difficile una modifica legislativa. I nostri giuristi ci hanno detto guardate che l'alternativa è il non fare niente. Però qui per troppi anni siamo stati in un paese che non ha fatto niente, noi vogliamo smuovere le acque se poi si smuovono contro di noi. Ma guarda cosa è successo in Spagna, Zapatero dopo 6 mesi ha fatto la legge sui matrimoni gay.

Ne abbiamo palrato anche con i consiglieri e ci sarà sicuramente un seguito rispetto agli interventi, anche per i casi dei migranti gay perseguitati nei loro paesi d'origine". 


alessia.gargiulo@gay.tv

 

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12 di 21 commenti

  • stratex

    17 Giugno 2009 - ore 12:53

    di pater familias, nella costituzione non c´è alcuna traccia. essa lascia alla legge di regolare eventuale casi di disparità senza indicare chi dei due coniugi debba avere un ruolo preminente, e comunque finalizzato all´unità familiare, non ad altri aspetti. infatti, spesso e volentieri è proprio alla madre che si riservano posizioni di preminenza, che nulla hanno a che vedere con il pater familias, almeno dalla riforma del diritto di famiglia del 1975 (per fortuna).

    continuo a non accettare le discriminazioni nei confronti della filiazione extramatrimoniale, che non tengono conto dello stato di fatto prodotto dalle coppie non matrimoniali.

    spiacente, ma abbiamo visioni diverse sul senso moderno della famiglia...

    • gredase

      17 Giugno 2009 - ore 12:53

      certo che lo lascia regolare alla legge, la cosa non si discute, ma contestualizza la Costituzione, considera il codice civele emanato nel ´42 e avrai un quadr piuttosto chiaro di quel che voleva dire.

      e non si può interpretare la Costituzine sulla base di una legge ordinaria, il codice di famiglia, semmai il contrario.

      le discriminazioni dei figli naturali illegittimi devono essere rimosse, questo l´intento della Costituzione, e qua è evidente che preso atto dell´esistenza di famiglie non matrimoniali esse sono discriminate dalla famiglia legittima fatta salva la tutela dei diritti figli naturali tendenzialmente equiparati con quelli dei figli legittimi.

      mutata la società è normale che sia cmabiato il codice.

      ma che la Cstituzione accettasse le disparità della famiglia patriarcale, seppure limitandole al solo fine della tutela del bene costituzionale "unità familiare", è un fatto.

      ed è difficile, se non impossibile, far passare per indefinito il termine matrimonio.
      esso è specifico e chiaro.

      se si vogliono i matrimoni gay è necessario fare una legge, come dici tu. ma se tu ammetti che serva una legge vuol dire che tu dici che adesso il matrimonio non è un diritto per i gay (o meglio è diritto anche per i gay, ma l´istituto matrimoniale è un modello eterosessuale, per cui i gay non volendo ricorrere a quel modello ne restano esclusi).

      • stratex

        17 Giugno 2009 - ore 12:53

        non sono d´accordo. non c´è alcuna disposizione legislativa che vieta il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
        ergo, chi lo impedisce compie un abuso. e l´abuso va rimosso o tramite una legge che espliciti la legittimità dell´opzione "matrimonio fra persone dello stesso sesso", oppure dando una corretta interpretazione della normativa vigente, attraverso un pronunciamento della costituzionale.

        ovvero, se il legislatore ritiene che non si tratti di un abuso, deve vietare esplicitamente il matrimonio per le persone dello stesso sesso. questo sarebbe un ulteriore abuso, a fronte di quanto stabilito dall´art. 3. in questo caso, Affermazione Civile sarebbe rafforzata e si aprirebbe a maggior ragione la strada verso un ricorso all´alta corte di giustizia.

        insomma come la si mette la si mette. i gay e le lesbiche italiani hanno diritto a sposarsi con i loro compagni dello stesso sesso. e prima o poi ci riusciranno. stanne certo. almeno finché ci sarà gente ostinata e convinta di stare nel giusto come me e chi ci sostiene.

        • Only

          17 Giugno 2009 - ore 12:53


          stratex, io ti adoro!

          • dolcedolce

            17 Giugno 2009 - ore 12:53

            jack io non lo difendo berlusconi quindi non sono complice di nessun corruttore. Sono felice anche che lo mettano in prima pagina grande grande quando è condannato, ma vorrei che lo stesso trattamento ci sia anche se per caso venisse assolto. Questo vale per tutti ovviamente. Cmq le leggi ad personam ci sono state anche prima di Berlusconi in tante altre occasioni, ma nessuno le ricorda mai. Certo lui è peggio di tutti ma non è il solo.

            • gredase

              17 Giugno 2009 - ore 12:53

              jack, in questo caso berlusconi no si fa procesare, ma in altre occasioni mi apre sia stao assolto. o me lo son sognato.

              jack, io non piego nulla, o meglio, se lo faccio è perchè o non me ne accorgo, non capisco o non conosco.

              il dialogo ed il confronto servono a farsi spiegare, a farsi aiutare dagli altri, ad accorgersi dei propri errori, a capire, a conoscere.

              per questo sono un rompipalle, perchè voglio accorgere, capire, conoscere. per questo dico quello che penso e lo riepto quando credo di non essere capito.

              te lo ripeto. in tema di lodo alfano ho firmato mesi fa per il referendum (la conversazine con il vecchino dell´idv è stata del tipo: "io non firmo da voi, perchè mi sta smpatico mastella e sono andreottiano" lui "anche io lo ero", "io firmo perchè sta legge fa schifo, preferivo la vecchia Costituzione" => firma).

              spero tu abbia elemeni a sufficienza per poter esprimere una diagnosi e un giudizio sulla mia persona.

              • dolcedolce

                17 Giugno 2009 - ore 12:53

                Berlusconi è stato assolto anche senza cambiare la legge in questi processi:

                Sme-Ariosto 1 - imputazione su vendita Iri, corruzione giudiziaria (sentenza di I grado)

                Tangenti alla guardia di finanza (assolto per non aver commesso il fatto, sentenza definitiva)

                Medusa cinematografica, falso in bilancio (assolto in quanto per la sua ricchezza potrebbe non essersene accorto, sentenza definitiva

                Sme-Ariosto 1 - corruzione in atti giudiziari per due versamenti a Renato Squillante (as

                • jack35

                  17 Giugno 2009 - ore 12:53

                  Dolce Dolce non difendere Berlusconi ridicolmente come fanno i suoi avvocati, ad esempio Ghedini. Berlusconi almeno i suoi avvocati li riempie di denaro, li fa diventare ricchi, li fa diventare deputati. Insomma sono lautamente ricompensati per i loro... servigi.
                  Tu appari solo sciocco e servile nel difendere l´indifendibile.

                  Berlusconi per molte delle vicende che tu hai citato è stato assolto perché le leggi sono cambiate eccome: sui Terreni di Macherio è stato assolto perché il suo governo ha accorciato i termini della prescrizione ed il reato è stato prescritto prima che il processo si concludesse

                  Dal processo Ariosto è stato assolto perché lui ha fatto cambiare la legge e la nuova legge non prevede più quel reato: per questa ragione il fatto non sussiste.

                  Da altri processi è stato assolto o per intervenuta prescrizione o per amnistia o perché ha cambiato la legge mentre il processo era in corso depenalizzando il reato (ad esempio il processo All Iberian 2).

                  Ripeto faccio appello Dolce Dolce aia alla tua dignità che alla tua intelligenza, sperando che tu ne abbia un po´ sia dell´una che derll´altra. Non difendere un corruttore volgare come Berlusconi che ha reso l´Italia lo zimbello del mondo civile. L´altro ieri anche il Times di Londra, la bibbia del liberalconservatori - lo attaccava pesantemente. Ripeto il Times di Londra, il più autorevole giornale della destra liberale nel mondo, non un giornale di sinistra. Riflettete, non belate come pecore perché la propaganda di regime vi fa il lavaggio del cervello

                  • dolcedolce

                    17 Giugno 2009 - ore 12:53

                    jack non lo difendo e non lo voto nemmeno, sto solo dicendo che secondo quello che ho letto su queste cose è stato assolto senza il cambio di legge. E´ chiaro che in tutte le altre assoluzioni si è fatto la legge ad personam. Poi se ne sai di più su questo fai bene a dirlo. Io non sono esperto di legislazione.

                    • jack35

                      17 Giugno 2009 - ore 12:53

                      Ecco cosa scrive il Times di Londra , la Bibbia dei liberalconservatori nel mondo. Non un giornale di sinistra, ma un giornale di destra, sebbene si una destra molto diversa dalla destra corrotta, antidemocratica e clericale di Berlusconi.

                      ""Silvio Berlusconi, il primo ministro italiano, si lamenta di essere vittima di una diffamazione. Egli ha attaccato la Repubblica dopo che il giornale lo ha sfidato a spiegare la sua relazione con un´aspirante modella di 18 anni, Noemi Letizia, che si rivolge a lui chiamandolo ´Papi´. Secondo il signor Berlusconi, questo è un complotto della sinistra per minare la sua autorità. La lamentela del signor Berlusconi è sfrontatamente insensata. Egli ha invitato a deriderlo promuovendo come candidati per le elezioni europee delle giovani donne il cui glamour personale supera la conoscenza politica. Questa ultima impresa ha spinto sua moglie, che soffre da lungo tempo, a chiedere il divorzio.

                      Le domande poste da la Repubblica - sul coinvolgimento del signor Berlusconi nella selezione delle candidate, e sul fatto se egli abbia promesso di aiutare la signorina Letizia a perseguire una carriera in politica o nello spettacolo - non sono intrusioni nella vita privata. Esse si collegano al ruolo pubblico del signor Berlusconi come uomo politico e come magnate dei media. I contorti affari politici del signor Berlusconi sono ulteriormente confusi dal suo dominio dei media. Egli controlla tre canali televisivi nazionali.

                      La sua campagna contro la Repubblica sembra un sinistro tentativo di intimidire il dissenso per proteggere una reputazione privata. E´ particolarmente di cattivo gusto che egli abbia usato la propria posizione nei media per criticare la propria moglie, insinuando che ella è mentalmente instabile. Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i media come feudi. Il signor Berlusconi ha apparentemente scarsa comprensione delle divisioni tra interesse privato e dovere pubblico. Il giornale che lo critica sta facendo un´opera di

                      • stratex

                        17 Giugno 2009 - ore 12:53

                        Gerdase, associare illegittimo e naturale come sinonimi mi sembra fuorviante e non accettabile nemmeno come esempio. Banalmente, l´omicidio è un fatto "naturale", ma non solo è illegittimo, è anche inumano e fonte di sanzione sociale e giuridica.

                        Quindi, se vogliamo proseguire questa dicussione, credo sia opportuno sgombrare definitivamente il campo da un equivoco di fondo. I richiami al diritto naturale, per quanto mi riguarda, sono inaccettabili ed irricevibili, semplicemente perché il diritto non è un fatto naturale, ma culturale, mentre la natura è un "concetto" che si presta ad essere considerato da punti di vista diversi e comunque variabili in base al contesto e alla cultura in cui ci si trova immersi.

                        Detto questo, ricordiamo che NESSUNA disposizione normativa italiana definisce che cosa sia il matrimonio, che cosa sia la famiglia e da nessuna parte c´è scritto che gli omosessuali non possono unirsi a formarne una. E´ l´evidente gap normativo regolamentare che impedisce che questo accada. Ma qualunque disposizione sia approvata che "limita" l´accesso all´istituto matrimoniale o simile ESCLUDENDO una categoria di cittadini sulla base del loro orientamento sessuale (stato o condizione personale ex art. 3 della Cost.) è palesemente contrario al dettato e allo spirito Costituente dell´eguaglianza, non a caso di molto precedente all´art. 29.

                        Vorrei soffermarmi anche sull´uso improprio del termine patriarcale. Qui il riferimento è del tutto improprio, forse addirittura sbagliato. La patriarcalità è esclusa da tutta una serie di disposizioni normative e regolamentari che parificano la responsabilità genitoriale (ad esempio) e via dicendo. Per cui respingo tutto il discorso sulla possibile disparità dei coniugi che non ha alcuna giustificazione. Umana, prima che giuridica.

                        Sul tema: ci vuole una LEGGE non una sentenza, mi trovi perfettamente d´accordo. Fatto sta che, per spingere il legislatore ad intervenire, l´azione congiunta della politica, delle interpretazioni di rango costituzio

                        • gredase

                          17 Giugno 2009 - ore 12:53

                          guarda che la parificazione della potestà da patria a genitoriale non è contenuto in costituzione.

                          la costituzione ammette, a certe condizioni, la potesta del "pater familias" non solo nei confronti dei figli ma anche nei confronti della moglie.
                          che vuol dire che: "Il matrimonio è ordinato sull´eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell´unità familiare" se non che è amessa la deroga all´art.3 ed è ammessa in ossequio al potere del pater?
                          scusa come lo interpreti diversamente?
                          è una cosa superata?
                          sì.
                          però c´è scritta. e sulla base di questa cosa non si può dire che la Coatituzione non abbia in mente alcun modello. il modello c´è, superato quanto vuoi, ma c´è.

                          e se bastassero gli articoli iniziali, se non servissero deroghe o specificazioni, ci si sarebbe limitati a quelli.
                          la famiglia avrebbe potuto essere tutelata direttamnte in base all´art.2. invece il legislatore ltutela espressamente e diversamente da altre formazioni sociali.

                          ma poi l´art.3 parla di uguaglianza degli individui, di parità di diritti fra individui. qua non parliamo di uguaglianza fra individui, ma di uguaglianza di diritti fra formazioni sociali (o famiglie).

                          il termine illegittimo è, nel diritto
                          di allora ugule ad innaturale.
                          mai sentito parlare di figli naturali?
                          sono la stessa cosa dei figli legittimi. saranno termini vecchi, ma il senso si capisce.