17 maggio 2011: l’alba di un nuovo mondo possibile?

Nella serata del 17 maggio 2011 dopo un’intera Giornata contro l’Omofobia a parlare, scrivere, editare articoli di attualità, era ora dell’ennesima gallery di uomini belli, possibilmente nudi e fotografati da qualche grande creativo, per assicurare a GAY.tv qualche click in più, perché si sa, la sera vogliamo tutti rilassarci. Ma oggi non è un 17 maggio qualunque, oggi diversi capi di Stato si sono espressi in difesa dell’omosessualità e tra questi anche il nostro Presidente dello Stato. E’ un obbligo storico e morale riportare e riflettere sulle loro parole, sia che siano semplice retorica o il prequel di riforme concrete, ma non dobbiamo farle passare inascoltate.

Per cui per i tradizionalisti ecco la SEZIONE GALLERY. Per i più pazienti e desiderosi di cambiamento ecco cosa è accaduto oggi.

Partiamo da casa nostra: Giorgio Napolitano si è schierato a favore della comunità lgbt in piena opposizione alle battute di bassa lega che troppe volte vengono pronunciate contro i gay. Un riferimento chiaro a tutti alle barzellette del Premier, alla cattiva informazione di molti media e a tutti i politici che sperano di far leva sulla massa utlizzando l’omofobia.Non bisogna sottovalutare i rischi che
l’abitudine all’uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti
,
lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno
sul quale l’omofobia si radica
. L’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti
di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. In altri Paesi democratici, persone che hanno
dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere
posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche.”.

Le barzellette del Premier

E prosegue dimostrandosi preoccuparto per il persistere di discriminazioni e comportameni ostili nei confronti
delle persone con orientamenti sessuali diversi
e il preoccupante
ripetersi di “inammissibili episodi di impudente aggressività e
intolleranza”,
atteggiamenti che “contrastano con i dettami della nostra Costituzione e della Carta dei Diritti fondamentali della Ue”. Il Presidente conclude affermando che non bisogna quindi ignorare le direttive europee e trovare misure efficaci per
abbattere questo tipo di discriminazioni. Invita tutti a denunciare e
contrastare in tutte le sedi,
e soprattutto in quella politica, con
costanza e con fermezza le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le
preoccupazioni verbali
, quali quelle che hanno investito anche un
autorevole membro del Parlamento italiano
(Anna Paola Concia, ndr, leggi QUI). La battaglia contro
l’omofobia e le discriminazioni
che ne derivano non deve essere condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma deve
divenire un ben più vasto impegno civile”.

Un appello a cui prontamente ha risposto Gianfranco Fini, sottolineando come il pregiudizio vada combattuto a livello culturale; seguito da Schifani che ha condannato pubblicamente tutti gli episodi di violenza contro gay, lesbiche e trans. Per concludere il ministro Mara Carfagna ha affermato: Il messaggio è semplice: l’orientamento sessuale non può essere causa di disuguaglianza sociale”.
Parole forti, inedite nel panorama politico italiano, che avevamo ascoltato solo dopo la visita di Stuart Milk a Montecitorio e che ci erano sembrate solo il contentino di chi davanti a uno più “forte” annuisce con la coda tra le gambe per non essere sgirdato.

Leggi l’intervento di Milk a Montecitorio

Sempre oggi dall’altra parte dell’oceano Hillary Clinton ha pronunciato un discorso toccante che dimostra quanto gli Stati Uniti stiano prendendo una posizione forte sulle tematiche lgbt.“In ogni parte del mondo, uomini e donne sono perseguitati e attaccati a causa di quello che sono e di chi amano. L’omofobia, la transfobia e l’ostilità brutale a loro associata, si radicano nella mancanza di comprensione di cosa vuol dire davvero essere lesbica, gay, bisessuale o transgender. Per combattere questo ostacolo e rompere il cerchio di paura e vioenza, noi dobbiamo lavorare assieme per migliorare l’educazione e il supporto a chi lotta conto le leggi che criminalizzano l’amore e promuovono l’odio.
In questa Giornata contro l’omofobia permetteteci di rilanciare e raddoppiare la nostra offerta.
In nome del Presidente Obama e del popolo degli Stati Uniti, sono orgogliosa di riaffermare il nostro supporto alle comunità lgbt qui e all’estero e di incitare la fine delle discriminazioni e delle violenze. Supportando gli avvocati lgbt che marciavano a Belgrado per affermare i diritti umani o condannando una legge vile in Uganda, siamo tutti coinvolti e alleati combattere in ogni parte del mondo per ottenere uguaglianza e giustizia. Questi non sono concetti occidentali, ma diritti universali. Nonostante i successi e il duro lavoro c’è ancora tanto da fare per difendere la comunità lgbt. Se sei lesbica, gay, bisessuale o transgender sappi che gli Stati Uniti sono dalla tua parte e siamo presenti nel distruggere la spirale d’odio”.
Parole commoventi alle quali si uniscono quelle del Ministro inglese Jeremy Brown.

E’ un 17 maggio preceduto dalla vittoria dei diritti umani sulla pena di morte, un 17 maggio in cui una cantante di fama mondiale è diventata editor in chief di uno dei maggiori free press globali e ha promosso l’uguaglianza e i diritti dei gay. E’ un 17 maggio in cui in Italia il governo Berlusconi scricchiola.

Le premesse per un mondo diverso ci sono tutte… A parole. Ora vogliamo i fatti, affinché un pericolo Uganda non torni e il Gay Pride possa un giorno risultare privo di senso.

Arianna Panacea

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