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Lady GaGa: il nulla è tutto, un tentativo di analisi

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Lady GaGa: il nulla è tutto, un tentativo di analisi

È il “post-reality”. Un ritratto alla disperazione dell’individuo privo di qualità, nascosto dietro le mille maschere dell’oggi.

Giuliano_Federicodi Giuliano_Federico
03 Febbraio 2010

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Lady Gaga è l’icona del “vale tutto”, “del tutto è nulla”. Un fenomeno interessante, con tratti di genialità simulata, una pantomima priva di struttura, volatile, isterica, compulsiva. Un personaggio in preda ad una bulimia mediatica che diventa schermo, una maschera fatta di maschere, uno schermo che fa della 24enne americana di origini siciliane un’icona rivelatrice, forse suo malgrado. Che apre squarci pagliacceschi, surreali, sul non prevedibile futuro di questo nuovo decennio. Un decennio di paure e forze liberatrici, che desta sorrisi di sconforto e bisogno di nuovo.

 

Guardi una performance di Lady Gaga e alzi un po’ le spalle, ridi un po’ amaro e se non blocchi il pensiero che va, ti sgorga una lacrima di disperazione: Lady Gaga è la celebrazione del nulla. È l’anno zero.

 



Le canzoni non meritano commento, non è di musica che si parla. Lo sconforto sale alla constatazione palese della mancanza di un pensiero, di un oggetto da esprimere: una potenza visiva che non riesce a percorrere la tratta occhio-cervello umani. Non c’è tempo, è già uscita un’altra notizia, un’altra foto, un altro post, un altro tweet, un’altra inutile stronzata che funga da eccipiente per i miliardi di blog da riempire.

 

 


Tutto questo è un magnifico ritratto alla disperazione dell’individuo privo di qualità, nascosto dietro le mille maschere dell’oggi. È il “post-reality”, la maschera torna a nascondere l’individuo ultimamente troppo esposto, troppo nudo davanti all’occhio morboso delle masse mediatiche: in fondo non sappiamo molto dell’individuo che c’è dietro questa ragazza che all’anagrafe di New York risponde al nome di Stefani Joanne Angelina Germanotta, finita nelle mani geniali di uno stylist di moda (Nicola Formichetti), protagonista bruttina di una fulminante ascesa, grazie a performance neanche così stupefacenti e certamente medio-trash.

 

 


L’incosciente e medio candore di Lady Gaga tratteggia un segnale antico, quello della forma che si fa sostanza. Ma qui la forma sembra navigare a vista, senza soluzione di continuità, avvitato su rapidi cicli di eccessi che diventano note medie, piatte, un flusso di picchi così alti da risultare omogenei. Noia. Un’icona che nel suo procedere verso il nulla, lasciandosi il nulla alle spalle, sembra fotografare con spietata irrisione l’estrema relativizzazione del pensiero, questo feto di ideologia un po’ a metà tra il nichilismo e il cazzeggio, tra il cabaret e il concettuale liceale. È l’anno zero, domani è lo stesso giorno.

 

commenti

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12 di 18 commenti

  • Boygay

    08 Febbraio 2010 - ore 02:53

    Oddio... arrivato quasi a fine, ho bisogno di un aspirina... Io di Lady Gaga conosco giusto le canzoni che ha fatto come singolo, ma non la trovo poi tanto terribile, per lo meno ti fa ballare. Dietro al Trash che ricopre la sua figura credo che bisogna dar la colpa a chi la fa vestire cosi e non a lei, in quanto ella segue le indicazioni della casa discografica. L'articolo sembra piu un accozzaglia di parole estratte a caso dal vocabolario che in fondo tra parentesi portavano la voce "denigrazione", comunque come dice il titolo, questo era un "tentativo" (fallito) di analisi. Evviva chi parla di non essere Xenofobici e poi spara sti articoli che incitano alla paura nel diverso...

    • MarkRenton

      06 Febbraio 2010 - ore 21:22

      anche io avrei paura di una donna che va in giro con hello kitty sulla guersa.

      • Giuliano_Federico

        06 Febbraio 2010 - ore 11:44

        thecloser I love u :)

        • soundy83

          06 Febbraio 2010 - ore 11:38

          per denigrare chi ha talento e fa molto piu' di lui per gli altri.

          • soundy83

            06 Febbraio 2010 - ore 11:38

            Giuliano Federico ha un'abilita' giornalistica deludente e una cultura medio-bassa, ma fin qui niente di nuovo sotto il sole. Basta vederlo al borgo per rendersene conto. Quello che fa veramente ridere e' questo suo stile barocco, apolloso e roboante con il quale scrive questi suoi pseudoarticoli, occupandosi di cose che non conosce come al solito. Vuoi gli integratori, vuoi la palestra, vuoi lady gaga, la bocca del direttore e' un vulcano di minchiate a catena. Certo c'e' da dire che qualche parolone qua e la' di certo sortisce il proprio effetto sulla frocia media, la shampista che spinge la propria fame di consocenza sino alle vette, ahime' abbastanza basse, di cioe' e donna moderna. Comunque, c'e' poco da meravigliarsi. Si sa come siete fatti in Italia, ai vertici c'e' sempre gente che non sa fare il proprio lavoro. Non si preoccupi pero' direttore, lady gaga non versera' troppe lacrime per la sua "impietosa" intervista. Al mondo esistono i pusillanime, che stanno dietro le quinte a sparlare e sproloquiare sui successi degli altri, e quelli che invece fanno qualcosa di buono, di concreto con la propria vita. C'e' chi schecca al borgo tutte le domenice e chi invece viene ammesso alla Tisch school of art precocemente, chi vince borse di studio, chi si laurea. Eh si, il mondo e' vario...ma la specie che mi affascina di piu' al mondo e' il Frocius italicus, comune esemplare di gay che si rode nell'ombra e si ciba dei successi altrui. Colui che deve sparlare di tutto e tutti, anche quando questi fanno della sua causa il proprio credo, la propria bandiera e comincia a sparare puttanate a raffica pe denigra

            • thecubeguy

              06 Febbraio 2010 - ore 10:57

              non capisco perche lo avete pubblicato: questo discorso pseudofilosofico che c'entra? mah.... no comment

              • vehje

                06 Febbraio 2010 - ore 00:15

                carino st'articolo , uhhh vedi nei commenti le fans sfegatate di lady gaga che si indignano!!! :)

                • endris

                  05 Febbraio 2010 - ore 23:51

                  ognuno ascolta quello che cazzo vuole , lady gaga la trovo una grande artista , poi ad ognuno i suoi gusti che per fortuna sono diversi , e x fortuna esiste la diversita .

                  • theocloser

                    05 Febbraio 2010 - ore 20:06

                    Ah, che bello, un articolo di commento intellettuale su Lady Gaga! Uh, com'è ben scritto, appassionato, caustico, intelligente! No. Da qui sento persino il rumore del pugno che sbatte contro il ventre, veloce, regolare. E alla fine si percepisce chiaramente l'odore (meglio, il puzzo) della conclusione di una lunghisssssima e godutissima pugnetta pseudo-intellettuale. Spunti per i prossimi articoli: la vacuità dell'aspirapolvere Roventa, la Posmodernità dell'ananas sottospirito del GS, l'arroganza ontologica riscontrata nei prodotti CIF multiuso.

                    • nnnicholasss

                      05 Febbraio 2010 - ore 23:53

                      :D :D vi prego scrivete un pezzo sull'arroganza ontologica dei prodotti CIF multiuso!!

                  • superFranky

                    05 Febbraio 2010 - ore 14:54

                    tante paroloni messi insieme per dare un giudizio su una persona/artista senza un minimo di informazione. L'articolo si commenta da solo:acido e decisamente poco oggettivo

                    • poshvenus

                      05 Febbraio 2010 - ore 14:28

                      a me sembra tutto troppo esagerato, quando si parla di lei. c'è chi la descrive un genio, la nuova artista più figa che ci sia, innovativa, etc... e chi la definisce il nulla, incapace, triste e specchio di una società deleteria. secondo me le cose sono molto più semplici. prima di tutto non siamo all'anno zero perchè questa esaltazione del nulla e dell'immagine fine a se stessa è tale dagli anni 80, che a quanto pare ancora non sono finiti. detto questo, lady gaga non fa nulla di nuovo, non è un genio e nemmeno l'innovazione fatta in persona e le sue canzoni sono piuttosto bruttine. c'è da dire però che sa cantare e suonare molto bene e che si comporta e adotta scelte stilistche e estetiche molto appariscenti come dovrebbero fare tutte le sue colleghe che a differenza di lei, se non si sentono per più di un anno, ce le si dimentica. lei almeno se la ricorderanno tutti anche se questo fenomeno dovesse morire adesso. è un ottimo pacchetto commerciale, fatto con consapevolezza, da una mente non poi così demente, così come dovrebbe essere ogni cosa POP. fine. potremmo ora anche smetterla di parlare di lei anche quando non fa nulla?

                      • poshvenus

                        05 Febbraio 2010 - ore 14:31

                        ps: magari ora scrivo pure io un articolo su di lei così finisco in home page. :-)

                    • Thoron

                      05 Febbraio 2010 - ore 14:03

                      Opinione decisamente discutibile, soggettiva, completamente disinformata ed isterica. Giuliano Federico non fa altro che raccogliere stupide argomentazioni prive di significato e metterle in un articolo con tutta la sua bella rabbia da ragazzino disadattato, la solita moda dell'ometto alternativo e controcorrente, che non si rende nemmeno conto di essere un clichè tanto quanto il mondo che disprezza. Questo dovrebbe essere un sito con articoli, non un blog-sfogo adolescenziale. Questa """analisi""" sulla Germanotta è puramente soggettiva, se non assurda e travisante, si sta parlando di una ragazza di 23 anni con un talento impressionante sotto milioni di punti di vista, come giustamente scritto qui sotto può piacere o non piacere, ma questo è scadere nel ridicolo. Se c'è qualcuno rubato al lavoro nei campi, questa non è certo Lady Gaga.