Siamo tutti Lady Gaga
Il corpo è testo, la maschera è l'unica verità possibile: Lady Gaga mette in scena il nostro tempo bastardo e il risultato è un mostro. Un tentativo di apologia.
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"Scritto sul corpo c'è un codice segreto, visibile solo sotto una certa luce"
Jeannette Winterson
"Tutto ciò che non è stato mai visto prima genera turbamento"
Jeanette Winterson
Il tempo dei contenuti è finito. Il muro tra estetica e messaggio è crollato. Il confine tra i sessi è una guaina mutevole. L'identità è continuamente riscritta nella performance. Il film lo hanno già visto tutti, ora va in onda la pubblicità. Benvenuti nel secondo tempo dell'era post-moderna.
Siamo metà uomini e metà donne. Siamo organismi con innesti meccanici. Siamo identità digitali in involucri biologici. Siamo in parte animali in parte umani. Abbiamo visto cose che voi umani non sapreste immaginarvi. Siamo tutti ibridi, siamo tutti bastardi, siamo tutti mostri: siamo tutti Lady Gaga.
"Il corpo è testo, il corpo è il vero linguaggio, il corpo non mente..." (cit. Kathy Acker) e attraverso la manipolazione e l'azione sul corpo ogni individuo racconta la propria storia. E ciò è tanto più vero quanto più scandaloso quando si tratta di una storia fuori dagli schemi, come per esempio quella di Quentin Crisp, uno dei più grandi personaggi della cultura lgbt di tutti i tempi che già metà del secolo scorso metteva in scena la propria identità attraverso la performance di un corpo queer: il suo. Mascherato, truccato, addobbato, mutato e continuamente esibito come se solo sulla superficie effimera della pelle potessero vivere le parole "io sono", "io sono diverso", "io sono unico". Scritte sul corpo, in codice segreto, per creare turbamento.
In questa estetica si anima il racconto di Lady Gaga, fenomeno la cui storia è scritta su un corpo osceno, ob-sceno e scenico: un corpo che mette in scena. Questo è il suo scopo, questo il suo contenuto. Il look non è solo look - ce lo ha insegnato Madonna: è costume. I pizzi assassini, la lingerie insanguinata, il velo rosso a coprire il viso, i copricapi di capelli: tutto questo non solo è è testo di una storia, ma è storia in sé. Lady Gaga racconta la nostra epoca bastarda. Non esiste più sesso, non esiste più confine, non esiste etichetta: l'uomo post-moderno è ibrido e mutevole e ha bisogno di infinite maschere per definire le sue infinite identità. Lady Gaga è uomo e donna e ermafrodita, è giovane e vecchia, è manichino e essere umano, è carne, plastica e paillettes. Lady Gaga è un mostro.
Lei stessa ha dichiarato che il suo album The Fame Monster funziona come una scarica catartica, per portare alla luce flash dei riflettori e dei Paparazzi i suoi fantasmi, i suoi lati oscuri e le sue follie. "Quello che io provo a fare è prendere il mostro - The Fame Monster - e trasformarlo in una favola" ha dichiarato la cantante al Los Angeles Time. Un mostro favoloso, posh, glitterato e spaventoso, stanato dal cuore di tenebra delle coscienza e indossato come un body dalle spalline abnormi, come delle inverosimili ciglia finte, come una candida camicia di forza. Il mostro di Lady Gaga è scritto sul corpo. "Vorrei che le donne - e gli uomini - si sentissero stimolati dalla loro parte più profonda e psicotica. La parte che vorrebbero disperatamente nascondere" continua la cantante nell'intervista al LA Time "è una specie di crociata a modo suo. Il fatto di incarnare in me stessa, nel mio corpo, ciò che voglio esprimere rende il messaggio così potente (...) L'idea è che ognuno è la sua immagine, ognuno è come si vede. E' iconografia".
Bang. Prendi. Il. Pensiero. Pop. E. Colpiscilo. Al. Cuore.
Siamo metà uomini e metà donne. Siamo organismi con innesti meccanici. Siamo identità digitali in involucri biologici. Siamo in parte animali in parte umani. Abbiamo visto cose che voi umani non sapreste immaginarvi. Siamo tutti ibridi, siamo tutti bastardi, siamo tutti mostri: siamo tutti Lady Gaga.
Di diversa opinione? Leggi LADY GAGA: IL NULLA E' TUTTO, UN TENTATIVO DI ANALISI
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