22 dicembre

DIARIONUDO

taccuino di un giovane sporcaccione

Anche questa volta la neve delimita i confini dell’autostrada. La destinazione è la stessa. Ho un nodo allo stomaco ma non provo eccitazione, solo imbarazzo.

Lorenzo guarda davanti a sé, stringe tra le mani il volante. Vedo i caselli allontanarsi alle nostre spalle. Il suo sguardo è inespressivo.

I caselli di Ospitaletto e di Rovato passati, due chilometri a quello di Palazzolo. Lorenzo riprende vita, stira la testa come chi si è appena svegliato o come chi è arrivato alla meta del suo viaggio.

Il casello alle nostre spalle, un parcheggio di fronte: quel parcheggio. É lì che lasciavo la macchina per salire su quella di Renato.

Prima stazione. Francesco riconosce il luogo dell’incontro.

“Eterno Padre, ricevete, per mezzo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, il Sangue Divino che Gesù Cristo Figlio vostro ha sparso nella sua Passione: per le sue Piaghe, per il suo capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i meriti suoi divini perdonate alle anime e salvatele”.

Abbassa la testa e non parla. Non sopporta lo sguardo di Lorenzo, la vergogna lo percorre da capo a piedi, un brivido lo fa scuotere. Lorenzo gli è accanto, in silenzio. Ha gli occhi su di lui, scruta il suo viso, lo studia. Nessun movimento del viso, solo un leggero velo sugli occhi, questo il risultato dello studio.

Lorenzo può definirsi contento.

Nella testa Francesco ha il caos, i ricordi si incontrano con l’imbarazzo, cerca di nascondere gli occhi, sa che in quelli Lorenzo andrà a cercare. Francesco non capisce. É passato un anno.

Renato che arriva in ritardo, quel barlafuss a mo’ di saluto. Le mani sul cambio, l’una sull’altra. Francesco sa che deve smettere, la faccia gli brucia.

Lorenzo è già ripartito.

L’imbarazzo è come la nebbia, offusca tutto. Tu cerchi, cerchi ancora ma non trovi niente e a un certo punto non ricordi cosa stavi cercando e ti vergogni. Ti vergogni perché non trovi quello che cercavi o perché stavi cercando una cosa che non dovevi?

Non lo so, non capisco più niente. Perché questo peregrinare in tondo ad un evento ormai morto e sepolto. Non importa, sto al gioco. In fondo glielo devo. Forse non è sepolto, siamo ancora alla prima fermata.

Lorenzo continua a non dire niente, gira di rado la testa. Renato è scomparso dalla mia vita il giorno in cui sono stato messo di fronte alla scelta.

Non ho pensato, non serviva. Ho resettato tutto, sensazioni e odori. Ma un file, anche se lo si butta e si svuota il cestino, lascia una traccia che sta lì fin quando qualcuno non va a cercarlo.

Riconosco le curve, anticipo i semafori. Lorenzo non si sorprende del mio guardami in giro. Cerco i ricordi, le emozioni. Forse è questo quello che vuole ma non capisco il perché. Non penso per poter vivere con me quello che io ho vissuto da solo. Non sarebbe la stessa cosa: non per la sua presenza ma per il tempo trascorso. Come mi ero abituato alla presenza di Renato così mi sono abituato alla sua mancanza.

Dal 19 dicembre dello scorso anno neanche un’erezione per Renato. I nostri ricordi hanno preso polvere accantonati in un angolo, all’ombra di un errore.

“Dopo il cavalcavia devi girare a sinistra” mi viene da dire. Lorenzo non mi guarda. Un ghigno sul viso. La mia battuta è stata come gettare le carte sul tavolo, dargliela vinta. Lui è sempre il più forte, dice di non essere competitivo ma odia uscire sconfitto.

Sto al gioco. Se lo merita. Forse non è una storia sepolta.

Davanti a noi la statale, la mia mano sempre su quella di Renato, così per tutto il tragitto.

Perché mi fa questo? Potrebbe essere pericoloso, lo sa.

Sorelle Ramona sulla sinistra, il centro commerciale a destra, Lorenzo svolta. Segue le indicazioni, sale la rampe. Di fronte il viale del motel.

Seconda stazione. Francesco è messo di fronte all’evidenza, la porta a vetro del motel si chiude alle loro spalle.

“Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.”

Dovreste guardarlo imbambolato davanti alla recepito.

>>> continua su www.diarionudo.com

Venerdì 17/02/2012 da

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