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IL PENE LO VOGLIO COSI`

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Una trilogia di documentari trasmessa da Channel 4 in Gran Bretagna porta alla ribalta l`invidia del pene. E dimostra che è una questione tra maschi.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
08 Gennaio 2004

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'THE PERFECT PENIS' fa parte di una trilogia di documentari andati in onda questa settimana sulla britannica CHANNEL | 4 GALLERY »


Povero Freud. Da qualche tempo viene tirato in ballo in ogni discorso, di dritto e di rovescio, a senso e a non senso. Dopo che il Sole 24 ore ha riportato il passo del padre della psicanalisi dal succoso titolo 'L'identificazione con Cristo diede espressione all'omosessualità', il quotidiano britannico 'the Guardian' ha tirato in ballo Sigmund Freud per introdurre ai suoi lettori l'attesa trilogia documentaristica che la tv 'Channel 4' sta dedicando questa settimana al pene. Sì, proprio al pene. Tanto per ribadire il fallocentrismo del mondo contemporaneo, in barba alle quote rosa italiane e all'emancipazione consumistica femminile esplosa negli anni '80. Questa volta però c'è un però. E non è un però da poco. Il pene intorno a cui ruoterebbe l'universo genera sì invidia, ma non nelle donne. Anzi. Il fallo procura competizione e frustrazioni ficcanti negli stessi uomini. Insomma l'invidia del pene, secondo il The Guardian, è un fattaccio tra maschietti. Roba da spogliatoi di palestre e campetti di calcio della periferia londinese? Macché! L'invidia del pene investe manager e metrosexual, presentatori tv e modelli, divi e calciatori, funzionari della City finanziaria e borghesi radical chic di Nothing Hill. Lo dimostra, appunto, questa trilogia di documentari che Channel 4 ha dedicato questa settimana agli impicci e impacchi che i maschi britannici devono sbrigare con il loro aggeggio, per sentirsi adeguati. Per adeguarlo, ritoccarlo, darlo in pasto (!) alle manipolazioni chirurgiche di cliniche specializzate. Lunedì scorso è andato in onda 'The Perfect Penis'. Due giorni dopo è stata la volta di 'Chopped Off: The Man Who Lost His Penis'. E questa sera toccherà alla terza e culminante puntata, dal titolo esplicativo di 'The World's Biggest Penis'.
Passata l'euforia della pillola blu, tramontato l'entusiasmo chimico per la magica e automatica erezione, in tempi di puro esibizionismo fine solo a se stesso (e qui Freud direbbe 'Sì, fine a se stesso, nel senso che ti esibisci per coccolare il tuo io e basta') l'uomo contemporaneo si abbandona senza ritegno all'invidia del pene altrui e ricorre alle magie dei totally make over per inseguire modelli di riferimento. Se insomma negli anni '90 i nostri amici parrucchieri finocchi si vedevano arrivare omaccioni eterosessuali con ritagli di tablodi raffiguranti attori da cui trarre ispirazione per tagli di capelli all'ultima moda, ora attendiamo il racconto di qualche amico chirurgo che ci narri l'arrivo nella sua clinica di un broker della City con un sacchetto contenente il fallo finto di John Holmes e in bocca tre sole parole 'Lo voglio così'.


giuliano.federico@gay.tv e giovanni.molaschi@gay.tv



 

commenti

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6 di 6 commenti

  • piccolino90

    18 Luglio 2006 - ore 00:00

    Bellissima questa... "che si merita" eheheh...

    • demetrio73

      18 Giugno 2006 - ore 00:00

      ognuno ha il pene che si merita ma conta di piu l intelligenza

      • rockysolo

        07 Febbraio 2006 - ore 00:00

        Questo documentario e´ stato trasmesso mercoledi´ scorso su channel 4 e parlava soppratutto di quelle persone che avevano problemi per il fatto dei mini pene. Sono stati aggiunti dei sondaggi e dei video di altre persone. Ma lo scopo di questo programma non era quello di allargare le vedute su un pene maggiore ma di averlo almeno in mezzo alle gambe. Non dispongo purtroppo della copia dei filmati ma possono essere sempre richiesti all´emittente telvisiva. Scrivo l´articolo solo per farvi sottolineare che in italia esiste anche molta ignoranza su alcuni argomenti , ovviamente capita che non vapire un discorso o un tema porta a dare altri significati dell´argomento proposto.

        • carlos0000

          06 Febbraio 2006 - ore 00:00

          Beh! Questo è un articolo interessante e ben scritto. Uno può non concordare, ma è interessante!

          • mario

            09 Gennaio 2004 - ore 00:00

            Il nostro Paese prima o poi riuscirà ad entrare nel nomero della lista. Prima o poi perchè comunque o per motivi politici (siamo comunque in Europa) o per motivi culturali (l´evoluzione posta in essere delle cose). Ci vorrà tempo. Ma sono certo che la stessa esigenza pratica sociologica dell vita di fatto, quella del quotidiano, porrà l´obbligo ad una rivisitazione e reinterpretazione di valori posizioni tendenze, sostituendo così alla paura il coraggio, alla bigotteria la sincerità, al tabù la libertà di espressione.
            Certo la presenza della Chiesa, la sua radicata cultura della paura e del peccato sono ancora troppo insite nel DNA storico-politico-culturale del nostro Paese. Ma le generazioni passano, cambiano, si trasformano, mutano, dicono. Evolvono. E poi... l´amore vince, sempre.

            • ale

              09 Gennaio 2004 - ore 00:00

              Io credo che il peccato non c´entri nulla col fatto che in Italia una legge del genere non passa: il problema è che tanto i partiti della cdl quanto quelli dell´ulivo prendono voti dal clero, che muove milioni di voti.