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CHI VUOLE ENTRARE NELLA PASSION ROOM CON I CONIGLIO VIOLA?!

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CHI VUOLE ENTRARE NELLA PASSION ROOM CON I CONIGLIO VIOLA?!

Il verbo di ConiglioViola è coniglioviolentare: le regole e i confini trai generi, e in molti campi ci sono riusciti.

GAY.tv 1.0di GAY.tv 1.0
27 Febbraio 2004

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All’annuale fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea che si svolge a Milano dal 30 al 2 aprile, il Miart, saranno presenti anche i Coniglio Viola che qualche tempo fa hanno realizzato per Loredana Berté il videoclip di “Strade di Fuoco”.
In una lunga intervista oltre alla collaborazione con la Berté ci hanno parlato anche del loro spettacolo “Recuperate Le Vostre Radici Quadrate” e della loro personalissima rivisitazione degli anni ’80.







Partiamo dal vostro manifesto nel quale si può leggere: “ConiglioViola si muove ecletticamente - tra animazione e animalità - in tutti gli ambiti della creazione digitale”. La vostra Art Factory è piuttosto complessa da spiegare. Provate voi a definire il lavoro che da diversi anni fate come collettivo ConiglioViola?


Il coniglioviola è una creatura piuttosto rara e per questo dobbiamo impegnarci tutti nel tutelarla e proteggerla!
Molti non capiscono cosa esattamente facciamo… perché sono condizionati dallo stereotipo industriale e modernista del professionismo. Sin da piccolo ho sempre temuto l’idea di dover essere un giorno posseduto da una professione. ConiglioViola non fa che portare agli estremi l’assioma per cui il digitale è un linguaggio potenzialmente universale… e per questo lo piega artisticamente a tutte le forme possibili: la videoart, la musica elettronica, la net.art, la pittura digitale, il teatro multimediale: il tutto mantenendo uno stile decisamente riconoscibile. Per questo ci sentiamo rinascimentali oltre che contemporanei.
In più ci cimentiamo in altre attività non propriamente virtuali: mettiamo in scena performances, installazioni, cantiamo …e costruiamo le nostre maschere e i costumi.


Il verbo di ConiglioViola è coniglioviolentare: le regole e i confini trai generi, e in molti campi ci siamo riusciti. 
 







“Recuperate Le Vostre Radici Quadrate” è il titolo di un vostro spettacolo. Visitando il vostro sito sembra che le contaminazioni siano state diverse. Quali sono i guru artisti ma anche musicali (si trova molto sugli anni ottanta) che hanno contraddistinto la vostra crescita professionale?


Siamo una creatura che nasce da contaminazioni, i Conigli Viola in natura non esistono: siamo quindi il risultato di tante ibridazioni. Ma non abbiamo guru. I guru sono pericolosi!







Diversi sono gli artisti che come voi hanno rivisitato gli anni ottanta. Cosa il vostro progetto, musicalmente e visibilmente differisce dagli altri, tipo quello di Boosta (che rifece alcuni pezzi per una compilation)?


Innanzitutto va puntualizzato che il nostro progetto, che discograficamente vedrà la luce per ultimo, è nato per primo e fu presentato su Internet e al Grinzane già nel 2003. E’ un progetto pensato in tempi  “commercialmente” non sospetti e senza  i mezzi produttivi/promozionali di cui altri disponevano. Se abbiamo investito tali e tante energie in un’impresa del genere è perché ritenevamo che fosse un’operazione artisticamente attuale e necessaria…
Il disco di Boosta del 2004 – di cui ci è capitato di sentire un paio di estratti – credo che proponesse sostanzialmente alcuni brani anni 80 riarrangiati e ricantati dagli interpreti originali. Ma su  Boosta non possiamo dire nulla: è praticamente un nostro vicino di casa e ha anche collaborato in parte al disco dei Modho del 2001, il gruppo di cui Andrea era leader.
Una delle idee da cui nasceva, invece, il nostro “Recuperate Le Vostre Radici Quadrate” era che un uomo ricantasse canzoni di donne italiane degli anni 80…
 Un altro “artista” - che ben conosceva noi e questo nostro lavoro - trovandosi tra le mani un produttore ma nulla da produrre, ha pensato bene di proporgli la nostra idea (opportunamente rivisitata in chiave trash) e per questa trovata gli si è anche dato del genio … ho constatato ahimè che in fatti come questo non c’è nulla di strano!
Per fortuna il nostro progetto non si limita a questo aspetto. In primo luogo non abbiamo un intento revivalistico. Poi, della musica anni 80, non ci interessa il lato “trash” quanto il fatto che alcune canzoni “leggere” e “commerciali” fossero, di fatto, molto meno leggere di quello che le radio ci costringerebbero oggi ad ascoltare se le tenessimo accese! E questo è evidente dalla scelta dei brani. Abbiamo cercato davvero di rivestire completamente a nuovo queste canzoni  ispirandoci all’attuale scena elettronica, che del resto nella nostra città è più vivace ed elettrizzante che in qualsiasi altra parte d’Italia.
 Ma, soprattutto, ci interessava  un altro aspetto: il fatto che queste “feroci dive italiane degli anni 80” non si limitassero a dare voce a una canzone, ma in qualche modo potevano costruire, attraverso l’estetica e… l’etica, personaggi riconoscibili, identità forti, quando invece io, personalmente, non riesco a distinguere le cantanti di oggi dalla mia vicina di casa!
Per restituire questa potenza del visual associata all’aspetto musicale abbiamo utilizzato e stravolto un mezzo contemporaneo come il videoclip. Per ognuna delle quasi venti canzoni abbiamo così girato e prodotto un video, a metà strada tra la videoart ed MTV, ognuno dei quali ricostruisce una sorta di universo immaginario, in perfetto ConiglioViola style.


A ciò si aggiunge lo show, un concerto-spettacolo multimediale che combina musica dal vivo ed elettronica, videoart e performances e durante il quale i personaggi dei videos escono dagli schermi e diventano miracolosamente di carne ed ossa.
E poi c’è la mostra d’arte che presenteremo tra qualche mese alla BnD, una delle più belle e note gallerie di Milano, e della quale offriamo un’anteprima in questi giorni al Miart.


Insomma “Recuperate Le Vostre Radici Quadrate” è un progetto che racchiude davvero tutte le anime del ConiglioViola e presto speriamo di potervi dare belle notizie anche sul disco…







Parlando di anni ottanta e di icone non possiamo non parlare della vostra collaborazione con Loredana Bertè sia per la parte grafica sia per la parte video del singolo “Strade di Fuoco”. Come è nata la vostra collaborazione?


Loredana è il mio mito dal 93 quando pensavo addirittura di essere il suo unico fan su tutto il territorio nazionale. Immagina che gioia quando due anni fa fu lei stessa a telefonarci per chiederci, dopo aver visto Bertepolis negli studi di Renato Zero, di realizzare la copertina di quello che allora doveva chiamarsi “Loredasia” e che poi divenne il mitico BabyBertè.
La grafica del disco, che presto sarà ripubblicato in un meraviglioso cofanetto pieno di pop-up, è stata curata poi da Tallarini, ma Loredana si è rifatta viva pochi mesi fa per chiederci di realizzare il videoclip di “Strade di Fuoco”.
Non posso dire che questo video sia il nostro capolavoro… è stato realizzato in soli 7 giorni per via di un’emergenza ed è interamente basato, appunto, su Bertepolis, una nostra animazione realizzata 5 anni fa per il web (
bertepolis.coniglioviola.com) , quindi con mezzi tecnici davvero primordiali. Nonostante questi limiti credo sia molto divertente, soprattutto nella versione integrale che è ancora inedita, e che fornisca un bel ritratto del Mondo-Bertè.
La cosa più gratificante è  però il rapporto che è nato con Loredana, che con noi è stata dolcissima e protettiva, ma anche una complice speciale...







Abbiamo parlato fino ad ora soprattutto di musica. Concentriamoci adesso sulla parte visiva. L’anno scorso alla biennale di Napoli avete portato un enorme coniglio viola gonfiabile (il Passion.Rabbit) nel quale la gente poteva esprimere la propria sessualità. Se dovesse fare un bilancio dell’esperienza, sarebbe positivo o negativo? Perché?


Il Passion.Rabbit  - alias "Chi il ConiglioViola ha incastrato?" - è un enorme  coniglio gonfiabile,  il cui ventre, cavo e completamente verde, è in grado di  fagocitare i visitatori di una mostra o di un evento per costringerli ad esibirsi  davanti alle nostre videocamere. Tutto quello che i visitatori improvvisano viene  rielaborato dal vivo, inserito su sfondi surreali, e  trasmesso all'esterno attraverso i videoproiettori. In questo modo gli spettatori che partecipano diventano protagonisti di un videoclip realizzato dal vivo, mentre quelli che guardano possono immaginare che l’intestino del coniglio sia una sorta di paese delle meraviglie!
Nella fattispecie il pubblico della Biennale di Napoli ha potuto utilizzare il pancione del Coniglio come talamo per le proprie performances erotiche e per gli spogliarelli…
In un certo senso  l'operazione che portiamo avanti con il Passion.Rabbit è  antitetica a quella di "Recuperate Le Vostre Radici Quadrate". In entrambi i progetti infatti riflettiamo sul potere delle immagini in movimento,  ma se con  "Recuperate Le Vostre Radici Quadrate" cerchiamo di restituire al video la pregnanza estetica e il significato di cui la cultura contemporanea lo ha progressivamente svuotato, con il progetto "Passion.Rabbit" facciamo di questo vuoto di  significato, per cui chiunque oggi può assurgere a divo televisivo senza bisogno di particolari talenti, un fatto artistico (e anche di divertimento).
In qualche modo quello che ci è accaduto con la nostra installazione napoletana, dove abbiamo visto tutta la città partecipare giocosamente e orgiasticamente a un evento artistico, realizza e segna il sogno artistico di ConiglioViola, ovvero quello di fare dell'Arte un momento di Festa. In senso divino naturalmente!







giovanni.molaschi@gay.tv

commenti

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3 di 3 commenti

  • Keope79

    17 Novembre 2007 - ore 00:00

    Grandi artisti sicuramente! Invece tu seperelia che roba sei? Il solito criticone che nella vita non fa niente altro? hahaha

    • Keope79

      24 Luglio 2007 - ore 00:00

      Per Novita agiornamenti sul Sito più completo dedicato alla Diva Loredana Bertè , Vi aspettiamo qui www.loredanaberte.it STILE BERTE

      • superelia

        12 Giugno 2007 - ore 00:00

        che gay i coniglioviola!!!!
        DUE CHECCHE DA FASCIA NO??
        ALTRO CHE ARTISTI