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STORICO! Vietare il matrimonio gay

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STORICO! Vietare il matrimonio gay

Storica ordinanza del Tribunale di Venezia, dopo che una coppia aveva fatto ricorso in seguito al diniego del Comune. Ecco il testo integrale dell’ordinanza e la versione semplificata da GAY.tv

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21 Aprile 2009

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La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sui matrimoni gay. Una coppia gay infatti, quando si è vista negare dall’ufficiale di stato civile del Comune di Venezia l’iscrizione al registro delle coppie sposate, ha fatto ricorso al Tribunale, grazie anche al sostegno dell’Avvocato Francesco Bilotta della Rete Lenford e dell’Associazione Radicale Certi Diritti. Il Tribunale di Venezia il 3 Aprile scorso ha sospeso il giudizio e con una brillante e argomentata ordinanza ha chiamato in causa la Corte Costituzionale, massimo organo giudiziario della Repubblica Italiana. Che dovrà dunque esprimersi circa l’incostituzionalità del divieto di sposarsi per i gay. Di seguito vi proponiamo una versione semplificata della stessa ordinanza, redatta da GAY.tv , consigliando ai più interessati di scaricare a fondo pagina l’ordinanza originale messa online da ILSOLE24ORE.










 




CHE I GAY SI POSSANO SPOSARE E’ UN DIRITTO GIA’ SANCITO DALLA COSTITUZIONE

Il diritto di sposarsi e di scegliere il coniuge autonomamente configura un diritto fondamentale sia a livello internazionale (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea di Nizza), sia a livello nazionale (art. 2 della Costituzione Italiana). È, quello di sposarsi, un diritto che riguarda la sfera dell’autonomia e dell’individualità ed è quindi una scelta sulla quale lo Stato non può interferire. Dunque nell’ipotesi in cui una persona intenda contrarre il matrimonio con una persona del suo stesso sesso, il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale.


Nel suo articolo 3 la Costituzione Italiana vieta espressamente ogni discriminazione irragionevole, conferendo a tutti i cittadini “pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personale e sociale” e soprattutto impegna lo Stato a “rimuovere  gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.


LA LEGGE SUI TRANSESSUALI APRE LE PORTE AL MATRIMONIO GAY

Dunque vietare il matrimonio alle persone omosessuali non ha alcuna “spiegazione razionale”. In particolare l’ordinanza del Tribunale di Venezia ricorda come la Corte Costituzionale, in materia di diritto delle persone transessuali a cambiare sesso sui propri documenti (e quindi ottenere il riconoscimento pubblico dello Stato) abbia in passato (sentenza 6 Maggio 1985) espresso il suo favore non sulla base del necessario intervento chirurgico, ma con argomentazioni circa il “naturale modo di essere”. Questo riferimento alla legge sui transessuali è fondamentale, perché sottolinea come la Corte Costituzionale si sia in passato impegnata a prestare attenzione al miglioramento delle condizioni di vita di categorie di persone “che storicamente abbiano subito illegittime discriminazioni”. Inoltre ricordiamo che sempre la legge sui transessuali permette già di contrarre il matrimonio a due persone dello stesso sesso biologico e dunque incapaci di procreare.


Questo indica che la questione biologica (cioè il sesso di nascita) è già stata ampiamente superata dalla Costituzione della nostra Repubblica e non può essere invocata per escludere gli omosessuali dal matrimonio. Questo inoltre indica che il nostro ordinamento ha già spostato la sua attenzione dall’aspetto biologico e riproduttivo a quello psicosessuale e affettivo. Insomma per farla breve su questo punto: la Repubblica Italiana non può al contempo consentire ad una persona che abbia cambiato sesso di sposarsi con una persona del suo stesso sesso di nascita e poi vietarlo a due persone dello stesso sesso. Sarebbe come chiedere ad una coppia di gay “Se uno di voi due cambia sesso potete sposarvi”.











 SCARICA L'ORDINANZA ORIGINALE (fonte ILSOLE24ORE.com)

NO ALLO STATO ETICO

Dunque come si evince neanche troppo difficilmente, le motivazioni che ostacolano il matrimonio gay riguardano la sfera dell’etica e della natura. L’ordinanza del Tribunale di Venezia mette in guardia dal pericolo di seguire etica e natura che “sono state troppo spesso utilizzate per difendere gravi discriminazioni poi riconosciute illegittime” come quella in passato di vietare alcune professioni alle donne perché ritenute per natura più deboli o, per restare in argomento, come quando era vietato per gli omosessuali anche l’atto sessuale in quanto considerato contro etica e natura.


L’EUROPA

Inoltre, e questo è l’aspetto già noto persino ai più acerrimi nemici del matrimonio gay, l’ordinanza fa riferimento alle “fortissime spinte provenienti dal contesto europeo e sovranazionale, a superare le discriminazioni di ogni tipo, compresa quella che impedisce di formalizzare le unioni affettive”.


LA FAMIGLIA GAY E’ NATURALE

Il Tribunale di Venezia spiega poi quanto sia errato, da parte di chi si oppone al matrimonio gay, appellarsi all’art. 29 comma 1 della Costituzione che afferma che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Quel comma infatti afferma la preesistenza e l’autonomia della famiglia dallo Stato, dunque la famiglia è una comunità naturale, originaria e pregiuridica che ha le sue leggi ed i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato nella sua attività legislativa deve inchinarsi. E dunque se il legislatore rileva che oggi esistano famiglie che siano naturalmente omosessuali, è suo dovere giuridico includerle nelle leggi di diritti e doveri del matrimonio.




GIA’ IN PASSATO IL LEGISLATORE HA ADATTATO IL PROPRIO CONCETTO DI FAMIGLIA ALLA SOCIETA’ CHE CAMBIA

Ma il legislatore può “adattare” il suo concetto di famiglia ai cambiamenti dei tempi e dunque riconoscere come naturali le famiglie basate su una coppia gay? Sì, l’ha già fatto. Nel 1968 una sentenza della Corte Costituzionale, facendo riferimento proprio ai tempi che cambiano (evviva) dichiarò incostituzionale il principio di perseguibilità del solo adulterio femminile. Per tacer della legge sul divorzio che riconobbe il grosso cambiamento della società, sciogliendo per sempre l’idea che il matrimonio sia indissolubile. Queste ed altre modifiche apportate al nostro ordinamento dimostrano che “l’accezione costituzionale della famiglia, lungi dall’essere ancorata ad una conformazione tipica ed inalterabile, si sia al contrario dimostrata permeabile ai mutamenti sociali, con le relative ripercussioni sul regime giuridico familiare”.




ORA TOCCA ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Sulla base di quanto abbiamo cercato di esporre in modo semplificato in questo articolo (è vivamente consigliata la lettura dell’intera ordinanza scaricabile a fondo pagina e pubblicata da ILSOLE24ORE), il Tribunale di Venezia ha deciso, visto il ricorso di una coppia gay che si è vista negare dall’ufficiale dello stato civile del Comune l’iscrizione al registro delle coppie sposate, di sospendere il giudizio e chiedere il parere della Corte Costituzionale che si pronuncerà dunque in merito alla possibilità che la Repubblica Italiana riconosca il diritto al matrimonio per le coppie gay. O meglio: la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi circa l’incostituzionalità del divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso.


Giuliano Federico

redazionme@gay.tv



www.retelenford.it

www.certidiritti.it

guidaaldiritto.ilsole24ore.com

 

commenti

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12 di 89 commenti

  • ixix

    04 Agosto 2009 - ore 00:00

    Darko, mi sa che non funzioni proprio come hai detto tu. E´ il lavoro dei tribunali appellarsi alla corte costituzionale nel caso di presunta incostituzionalità di una legge, non si irrita mica la corte!
    Può comunque costringere il legislatore a fare alcune modifiche, ma il peggio che può andare è dire che non c´è incostituzionalità e torniamo punto e accapo...ma son fiducioso, i tempi son buoni!! :D

    Unica cosa che mi da un sacco di fastidio è che, se tutto va bene, il parlamento sarà costretto a regolamentare il matrimonio gay (e chissà in che modo) e la destra che adesso è in maggioranza se ne prenderà tutti i meriti anche se è stata sempre contro!

    • darko82

      03 Agosto 2009 - ore 00:00

      Per una volta, strano ma vero, penso che Greedase non abbia detto solo cazzate. Tranquilli, domani vado dal medico e chiedo una cura per questa anomalia.

      Trovo che vi sia un errore fondamentale nella sentenza che, purtroppo, potrebbe diventare un´arma a doppio taglio.

      Il tribunale ha giustamente evidenziato tutti i punti in cui il nostro corpus legislativo in teoria ammette il matrimonio omosessuale. E tutto quello che ha scritto nella sentenza è ottimo per smuovere la discussione politica intorno all´argomento.

      Tuttavia, ha utilizzato un tono troppo perentorio che, in un gioco di equilibri delicatissimo quale è il rapporto con la Corte Costituzionale, potrebbe portare a seri danni per tutti noi. Al posto di chiedere un parere, il Tribunale ha già deciso. Ha implicitamente detto: "La legge lo prevede, tu Corte DEVI permettere il matrimonio omosessuale".

      Una sentenza del genere che, proprio per il tono, "scavalca" i poteri della potrebbe "irritare" la Corte stessa. Il risultato rischia di essere l´emississione di un rigetto o l´invio della questione al legislatore.

      E voi credete che, qualora la questione fosse delegata ai legislatori, i nostri "polli" preposti a legiferare sceglieranno tra il matrimonio gay o tra la modifica del corpus legislativo in modo di introdurre, in modo chiaro, la distinzione fra i generi come condizione necessaria per contrarre matrimonio?

      Non sperateci troppo. E lo dico a malincuore, fosse per me, i matrimoni omosessuali sarebbero già realtà. Ma non solo in comune, anche in chiesa :D!

      • FormicaBianca

        03 Agosto 2009 - ore 00:00

        Gradese ma ancora sei vivo?

        Che palle... nessun omofobo ti hai ancora pestato a sangue????

        Ma non è giusto!!!!

        • Pylls

          03 Agosto 2009 - ore 00:00

          Di sicuro non cambierà il mondo ma penso sia importante cominciare da qualche parte, il fatto che non sia stato insabbiato e cancellato tutto è già qualcosa :D

          • njl

            03 Agosto 2009 - ore 00:00

            Certo che arrivate ben ultimi ad accorgervi di questa ordinanza. Io già l´avevo letta da capo a fondo, grazie a marcosex, a commento dell´articolo su Bersani. E´ un atto storico e coraggioso ma terrei a freno i bollenti spiriti. Intanto avete omesso di riportare le premesse del testo.

            • oscarcoop

              03 Agosto 2009 - ore 00:00

              qualcosa sembra muoversi

              • nomoregame

                17 Giugno 2009 - ore 12:53

                premessa: Penso che a nessuno freghi di sposarsi in chiesa... (anche se credo che qualche masochista lo farebbe o qualcuno che vuole mettersi il vestito da sposa...)
                la legge è complicata ed è difficile semplificarla appunto a causa delle terminologie. Secondo me sarebbe da mettere tutti nello stesso vaso con la parola matrimonio (ci sarebbero meno leggi da creare) ma se veramente per delle questioni tecniche dovesse chiamarsi (come qui in svizzera) UNIONE REGISTRATA vi darebbe cosi fastidio? tanto i diritti sono gli stessi e identici :D

                Non è il vocabolo che fa l´unione, ma le persone, e, a pari diritti, se la legge si vuole complicare, credo non ci dovrebbe essere nessun problema :D

                LOVE

                • marcosex

                  17 Giugno 2009 - ore 12:53

                  Sì, nomoregame... a me darebbe MOLTO fastidio.
                  Una legge ghettizzante e umiliante come l´unione a se stante con pari conseguenze legali del matrimonio al posto della fine dell´esclusione dal matrimonio propriamente detto sinceramente non la accetterei. Non siamo persone aliene dal resto della popolazione, esseri inferiori indegni persino di sposarsi nel vero senso della parola... siamo persone uguali rispetto a tutte le altre. Quello che dici tu sarebbe come proporre che il diritto di unirsi in matrimonio civile con la persona che si ama venga riservato ai bianchi e che quindi i neri si accontentassero di potersi ´registrare´ con la persona amata... ottenendo pari vantaggi dal pdv legale; un Paese con una tale distinzione basata sulla razza tu lo definiresti un Paese decente, accettabile, che garantisce la piena eguaglianza e emancipazione di tutti? Io proprio no. Anzi lo riterrei un Paese profondamente razzista, che piuttosto di includere erige inutili, assurde, umilianti, ghettizzanti barriere, che si intestardisce a negare ai neri il riconoscimento universale e molto radicato che è il riconoscimento di vero e proprio matrimonio. E come me credo qualsiasi persona ragionevole e di buon senso.

                  • Gigio

                    17 Giugno 2009 - ore 12:53

                    Marcosex e nomoregame: sposarsi in chiesa non c´entra nulla! Il matrimonio di cui si sta parlando è quello civile! Si fa di solito in comune ed è celebrato da un pubblico fficiale, il sindaco o un suo delegato e NON HA ALCUN VALORE RELIGIOSO! Ciò chiarito ha senz´altro ragione marcosex sul pretendere uguali diritti e trattamento per gay ed etero

                    • marcosex

                      17 Giugno 2009 - ore 12:53

                      Giusto Gigio...
                      Nel mio msg mi riferivo infatti al matrimonio civile.
                      Ho ritenuto ovvia tale distinzione... andando subito al sodo.

                      • gredase

                        17 Giugno 2009 - ore 12:53

                        trito e ritrito?

                        sai come funziona una democrazia?

                        ci sono vari poteri separati e distinti tra loro di modo tale che si bilancino e nessuno di essi prenda il sopravvento sugli altri.

                        dire che i giudici devono stravolgere le leggi fino a renderne inutile il senso e creare norme diverse da quelle che il potere legislaivo ha scelto vuol dire sovvertire l´essenza dello spirito democratico, soprattutto se le leggi stravolte in via interpretativa sono contenute in un testo denominato Costituzione.

                        del resto qua non si priva nessuno di alcun diritto, si stabilisce solo un determinato modello legale dal quale far conseguire degli obblighie dei diritti.
                        i gay hanno il diritto a sposarsi come gli etero. i gay vogliono però non il matrimonio ma un altra forma di unione. il matrimonio è ontologicamente eterosessuale per cambiarne la natura si deve fare come zapatero, e non dite che son conservatore se dico di fare come zapatero per favore, ma provate a capire per una volta almeno, cioè cambiarne la definizone per legge o equipararlo.

                        insomma il matrimonio è un modello chiaro e preciso e rappresenta una scelta del legislatore costituionale, se io voglio un altro modello non posso pretendere di essere tutelato come se ponessi in essere l´altro tipo.

                        se (SE) fosse necessario andare dal notaio per comprare ua casa e la legge stabilisse questa cosa per legge io non potrei lamentarmi del fatto che la legge non mi tutela se compro una casa senza esser passato dal notaio.
                        se pongo in essere un contratto diverso da quello tipizzato nella norma non posso pretendere che quel contratto produca degli effetti validi giuridicamente.

                        il giudice non può in alcun modo inventarsi una norma che abroghi la legge. per questo la Corte Costituzionale, salvo strane ed improbabili follie, non accoglierà il ricorso.

                        ma sugli esiti mi sono già espresso. verificheremo se è come dico o no. basta aspettare.

                        • Gigio

                          17 Giugno 2009 - ore 12:53

                          gredase evidentemente sei tu che non sai come funziona una democrazia costituzionale! La corte costituzionale, non dei giudici qualsiasi, ma l´organo supremo, assicura che ai cittadini vengano garantiti i diritti sanciti dalla costituzione e per fare ciò verifica che le leggi ordinarie rispettino il dettato della costituzione... in altri post lamentavi che i giudici potessero contestare la legittimità di una legge dicendo che così essi si sostituirebbero al legislatore, altrove ancora parlavi dell´equilibrio dei poteri, che da montesquieu in avanti è il cardine dele moderne democrazie, come di una fonte di combattimento dei poteri! tu evidentemente preferisci le monarchie assolute (e ce n´è una sola ancora vigente al mondo, è quella che governa il vaticano) ed appunto non capisci il senso dei meccanismi di regolazione e controllo che sono la base delle attuali democrazie. tanto per fare un esempio, negli stati uniti degli anni sessanta fu la corte costituzionale a scardinare le leggi razziste che vigevano in vari stati...

                          Marcosex purtroppo per alcuni non è così ovvia ed è chiaro che se si fa qeusta confusione non si capisce più nulla! I preti e le chiese facciano pure quello che vogliono, ci mancherebbe, e chi vuole seguire le norme della chiesa cattolica lo faccia pure, basta che tali norme non vengano imposte a tutti e che ogni cittadino sia libero di ed uguale agli altri