30 luglio

30 luglio

DIARIONUDO – taccuino di un giovane sporcaccione

Un solo fascio di luce, solitario, riesce ad illuminare tutto il piazzale. Il mio passo è lento e insicuro, il corpo è protratto all’indietro come a voler rimanere legato alla macchina; non sono tranquillo. L’eccitazione iniziale lascia spazio ai timori. Dinosauri dormienti riempiono il mio spazio visivo, uno accanto all’altro, su più file. Li vedo schierati, qualcuno ha l’unico occhio ancora aperto, colorato di rosso. Sono tutti fatti di metallo e plastica.

Nessuno in giro.

Rimango fermo tra i lampioni, una piccola macchia senza ombra. Quando Lorenzo mi ha illustrato il suo piano non ho pensato ai rischi, tutto mi sembrava molto semplice, il tutto molto eccitante.

Da solo in un parcheggio di camionisti, mutandine da donna sotto un paio di jeans con uno strappo tra le cosce. Di notte, nel momento in cui i maschi sentono maggiormente il peso della solitudine.

Mi ha lasciato ampia libertà di movimento e questo mi dà le vertigini, vorrei tornare a casa ma non è quello che si aspetta.

Quante volte mi troverò ancora immobile a cercare delle giustificazioni? Quando mi staccherò dall’idea del sesso che mia madre mi ha inculcato da ragazzino?

In un attimo è tutto chiaro.

Il cambiamento di un punto di vista per spezzare il cordone.

Questo è quello che vuole Lorenzo.

“Vedrai, sarà una cosa che porterà degli sviluppi interessanti”.

Mentre lo guardavo pronunciare queste parole non capivo il loro senso. Non sono andato oltre alla prima chiave di lettura, ho scelto la strada più semplice. Lorenzo mi sopravvaluta. Prima o poi ci arrivo.

Respiro, li guardo nuovamente. Ancora degli occhi aperti, qualcuno è cambiato.

>>> continua su www.diarionudo.com

Lunedì 30/07/2012 da

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