Youtube: storia di un idiota omofobo e di un ragazzino libero
Il ragazzino pubblicava video sul make up. L’idiota lo ha insultato con epiteti omofobi. Il ragazzino si è spaventato e ha tolto i video. Ma poi ha preso coraggio. Bonsai Tv l’ha intervistato. GAY.tv lo difende.
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Era segno di speranza, di avanzamento, di tecnologia. Ma anche di pace, accettazione, uguaglianza. Si diceva: “Siamo nel 2000” per significare buoni propositi e soprattutto progresso, superamento di arretratezze culturali. Apertura ad una società che voleva cambiare. Che vuole sempre cambiare.
Di anni, da quel 2000, ne sono passati nove, e chi credeva in un radicale cambiamento degli atteggiamenti dei più nei confronti di chi è diverso, si è dovuto ricredere. Il fatto è che ‘diverso’ non è solamente il gay di turno o il nero della porta accanto; il diverso è chi gioca a pallavolo quando ‘noi si gioca tutti a calcio’, è la ragazza che preferisce starsene a studiare mentre le sue amiche di lisciano i capelli a colpi di cristalli di giada. È l’adolescente che, spinto da un’innata passione verso ‘il bello’, vuole impugnare un pennello per ombretti piuttosto che una stecca da hockey.
Sono, questi, fenomeni sempre esistiti e forse, nostro malgrado, sempre esisteranno. Però: con un’eco, un’audience e un potenziale tecnologico che cambia completamente le proporzioni: il web. Già, perché la piattaforma democratica per eccellenza dà spazio a tutti. Proprio a tutti. Anche a quelli che, non sapendo come impegnare i loro pomeriggi, scovano un video su Youtube e non trovano di meglio da fare se non abbozzare una parodia priva di senso, magari infarcita di insulti gratuiti, magari incurante della storia che il creatore del video di origine ha alle spalle, magari pure vagamente omofoba.
L’omofobia si cela ovunque; può essere addolcita da semplici battutine o da una voce strozzata pseudo femminea, ma c’è. E sono proprio battutine standard e falsetti improvvisati che conferiscono all’omofobia quella forza tale da rendere ridicolo ogni gay, accomunandolo al più colorato dei pagliacci.
Si chiama (suo nick su Youtube) Wifelyaston il protagonista di una di queste storie, autore di parodie disdicevoli, da ragazzino bullo delle scuole medie (nonostante un’età decisamente più matura). È lui che, per prendersi gioco di un altro utente Youtube, dimentica di come si mette un eyeliner, per poi spalmarselo su tutta la palpebra e nel bulbo oculare. Ma soprattutto: è lui, tale Wifelyston, che approfitta di canzonare un ragazzino certamente esibizionista, ma pur sempre un ragazzino, per farsi pubblicità, per emergere da un anonimato forse frustrante. Il vero scandalo infatti è quel che Wifelyaston ha fatto oggi. Uploadando su Youtube un video autopromozionale in cui esibisce una carrellata di foto, autoproclamandosi proprio come colui che ha fatto la parodia del ragazzino (guarda video >). Parodia che però lo stesso Wifelyaston ha rimosso. Insomma, fattosi conoscere aggredendo un debole, il tizio di queste foto in questa pagina ha prima rimosso la prova del "reato" e poi ha pensato di sfruttare il baccano creato dal "reato" stesso piazzando un video che grida: sono proprio io quello che ha preso in giro il ragazzino.

Immagine di Wifelyaston all'opera - 1/3
La storia è andata così. Wifelyaston ha trovato sul sito di upload video i contenuti di un ragazzino italiano, un 14enne, che attraverso la rete ha voluto rendere partecipi gli altri utenti di quello che il mondo del make-up rappresenta per lui. Si siede. Accende la cam. Viene inquadrato il suo simpatico viso di dedizione ed amore verso quello che sta facendo. Come sfondo il resto di una camera, forse una mansarda. Talvolta una cyclette. Una finestra. Ed è lezione di make-up!
Come scegliere le matite, i prodotti per il corpo, come farsi una ceretta, come stendere un ombretto. Ma anche cosa ha fatto lui durante la giornata. I suoi piccoli pensieri di un mondo troppo grande che ha già iniziato ad attaccarlo. Stralci di una famiglia che non si vede ma si intuisce. Scorci di legno e luce. Sorrisi. Gesti. È una tana ideale quella mansarda. Un oblò sul mondo che si presenta innocuo tra i link di un sito, ma che può essere spietato, non appena sotto un video compaiono commenti della rete fatta di carne ed ossa. È un equilibrio che utenti come Wifelyaston vogliono sconvolgere, solo per il gusto di ridere e far ridere per cinque secondi. È il bullismo degli adulti, il bullismo di chi non ha nessun altro modo per sentirsi vivo, se non quello di scagliarsi contro qualcun altro, possibilmente più debole.
Proseguendo nella storia. Il 14enne inserisce candidamente video-tag sul make up. Gli utenti lo apprezzano. Wifelyaston no. Wifelyaston vuole renderlo ridicolo. Lo commenta con affermazioni sgradevoli. Il 14enne toglie i commenti. Poi toglie anche i video. Ha paura. Wifelyaston vuole renderlo ancora più ridicolo. Inizia la parodia.
Il 14enne, vedendosi imitato, commenta a sua volta con grande sportività e maturità, invitando Wifelyaston a fare ancora parodie simili. Ma questo invito non ha l’aria di essere davvero tale. È una sfida. È vedere quanto quel mondo di carne ed ossa possa veramente ferirlo attraverso una cam.

Immagine di Wifelyaston all'opera - 2/3
Il canale televisivo BONSAI TV (apprezzabile su Alice Home TV e sul sito web www.bonsai.tv) ha intervistato il 14enne, che ha anche scherzosamente dichiarato, vista la sua non proprio longilinea corporatura, di avere una passione per il cibo e non solo per il make up. Afferma che è felice di leggere ogni giorno 750 messaggi di apprezzamento e consigli nella sua posta elettronica e che da grande vorrà fare il make up artist.
LEGGI TUTTA L’INTERVISTA QUI>>
GAY.tv è con il ragazzino, di cui non pubblichiamo foto, e di cui non forniamo particolari.
GAY.tv si schiera in difesa di tutti quelli che, spinti dall’amore incondizionato verso qualcuno o verso qualcosa, hanno il coraggio di lottare fino in fondo a favore delle proprie convinzioni. Senza il timore per l’idiota di turno.
GAY.tv promette di sbattere tutti gli idioti di turno in prima pagina.

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Manuel Masi
redazione@gay.tv
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