‘Abortire un gay è un atto di fede’: scatta la denuncia per la pagina Facebook

‘Abortire un gay è un atto di fede’: scatta la denuncia per la pagina Facebook

"Abortire un gay è un atto di fede", con tanto di foto di un rosario come profilo e di Papa Benedetto XVIII come foto di copertina. L'abominevole pagina Facebook è online dal 3 febbraio ed ha recuperato circa 500 fan e molti, moltissimi commenti di utenti indignati per le oscenità pubblicate da quello che ha tutta l'aria di un troll. Queste informazione e descrizione della fanpage:
Abortire un futuro sodomita non è peccato ma è il male minore. Abortire un futuro sodomita è un dovere morale.
Descrizione
I nuovi studi hanno al mondo mostrato come l'omosessualità sia dovuta ad un gene e che questo gene siaidentificabile a partire dalla settima settimana di gestazione.
La Chiesa è ferma nella sua nuova posizione: non è peccato abortire un figlio gay. Anzi, è più grave tenerlo con sé e farlo crescere come se fosse normale.
Abortire un futuro sodomita non è peccato ma è il male minore. Abortire un futuro sodomita è un dovere morale.
Questo uno degli ultimi deliranti status
Essere genitore di un bambino omosessuale/deviato, non è un ruolo che una persona sceglie. Nessuno chiede di esserlo, è un compito difficile, che spesso demoralizza, atterrisce, distrugge.
La nascita di un bambino omosessuale/deviato costituisce un evento fortemente destabilizzante per la famiglia, sovente distrugge con violenza gli equilibri preesistenti, impone problemi complessi e per lo più sconosciuti ai genitori. E' la prova che qualcosa di orribilmente oscuro e malefico si insinua nelle nostre esistenze.
E' la prova dell'esistenza del demonio.
E' la conferma che Dio ha smesso di credere in Noi.
Dobbiamo pregare, pregare e ancora pregare. Tutti!
Tanti i rimandi a presunti "studi" sulla malattia omosessuale, la possessione demoniaca e l'isolamento del gene omosessuale che permetterebbe di isolare i feti gay. Si parla anche di apertura della Chiesa all'aborto proprio nel caso di un figlio omosessuale.
Dopo le numerose segnalazioni la pagina era evidentemente stata bloccata, ma solo ieri sera è comparso lo status:
Illusi sodomiti, credevate di averci messo a tacere?
No al bavaglio anticristiano.
Anche Facebook riconosce la Verità e ha prontamente accolto il nostro reclamo e ripristinato la pagina dopo le vostre vane segnalazioni.
Pregherò per le vostre anime dissolute.
Se la pagina non dovesse essere chiusa entro 24 ore la deputata Pd Paola Concia ha predisposto una denuncia alla Polizia postale. Per l'avvocato Daniele Stoppello "sono ravvisabili gli estremi del reato di abuso della credulità popolare - articolo 661 del codice penale – laddove si cerca di ingannare la gente rappresentando ipotesi scientificamente false e del tutto infondate, sfruttando ignoranza e suggestione. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che, a partire da queste ipotesi, c'è anche una istigazione pubblica all'aborto".
"In un altro Paese, una pagina del genere non solo sarebbe stata solo chiusa immediatamente - dice Aurelio Mancuso a Repubblica – ma i suoi estensori sarebbero stati perseguiti penalmente". "E' un classico esempio della necessità di estendere la legge Mancino alle persone omosessuali. Siamo di fronte ad una istigazione all'odio, che dovrebbe essere perseguita d'ufficio dalle autorità. La legge Mancino, oggi, tutela le minoranze di razza e religione differente, e non prende in considerazione l'orientamento sessuale", sottolinea invece Fabrizio Marrazzo.
Come segnalare la pagina su Facebook? Cliccate sul menu dall'icona a forma di rotellina accanto a Messaggio, selezionate Segnala Pagina, e successivamente Discorsi contenenti odio e Attacca in base a sesso e orientamento sessuale.

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Mercoledì 27/06/2012 da in

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