ADOLESCENTI: NIENTE SESSO, SIAMO ROMANTICI


Già la pelle mia rimane qua,
per affidarla a chi non sia distratto,
perché non sia solo un baratto!
(Renato Zero, Baratto)



“Voglio solo limonare, limonare limonare limonare”: i Crookers quest’estate ce l’avevano anticipato: ai giovani, oggi, il sesso non interessa. Un inconsapevole affresco di una generazione che ai piaceri della carne preferisce quelli dell’intelletto, che al sesso tanto-e-subito sostituisce romanzeschi corteggiamenti alla Barbara Cartland.







E’ la generazione del ‘Cuddle-Puddle’, delle coccole senza frontiere (di genere, di sesso, di tempo, di forma). Già qualche tempo fa uno dei soliti studi-di-un’università-americana rivelava: tra gli adolescenti la verginità torna ad essere un valore. Raddrizza il tiro un’altra-università-americana, la State University of New York di Oswego: agli adolescenti il sesso interessa, ma non solo quello.







Di solito si pensa ai 16enni maschi come a dei piccoli concentrati di testosterone con una sola pulsione nella vita: accoppiarsi. Ad Oswego questo luogo comune viene smentito: l’80% del campione dei 105 ragazzi intervistati ha dichiarato che la prima ragione per cui vogliono uscire con una ragazza è l’interesse nei confronti dell’altra persona. Solo secondaria quindi l’attrazione fisica rispetto alla voglia di creare una vera relazione sentimentale.







Per i maschi sessualmente attivi, il 40% del campione, i motivi che spingono ad avere dei rapporti con la partner sono l’amore per l’altra persona, il desiderio fisico e la voglia di sapere com’è il sesso. Per quanto si possa pensare che i ragazzi abbiano dato delle risposte falsate per mascherare il loro unico scopo (fare sesso…), l’autore dello studio e docente di psicologia Andrew Smiler tende a dare credito ai risultati ottenuti: “i nostri ragazzi non corrispondono al vecchio orribile stereotipo che conosciamo, in genere a loro interessa frequentare e approfondire la conoscenza del partner“.







La maggior parte dei ragazzi che hanno preso parte allo studio si è dichiarato eterosessuale. Sarebbe azzardato estendere le stesse conclusioni alla comunità LGBT, ma è indubbio che anche tra gay inizia ad esserci un’inversione di tendenza. Non esisteranno studi-di-università-americane a proposito, ma affidandosi ad un colpo d’occhio sulle community on-line (che, si sa, non rappresentano il mondo reale, ma lo raccontano comunque abbastanza bene): le nuove generazioni hanno un approccio con il sesso molto più spensierato.







Navigando tra i profili ci si rende conto di una cosa: l’esigenza principale, per i più giovani, è di raccontarsi e di presentare il loro mondo.I loro amici, la loro musica, le loro famiglie, i loro gusti. Nella fascia d’età 18-25 le foto di anonimi addominali, peni, sederi lasciano il posto a primi piani, volti, occhi e spesso le sezioni dedicate al sesso sono lasciate in bianco. In una fase di transizione, fino ad un paio di anni fa, la moda imperante era scrivere ‘Non cerco sesso’, oggi sull’argomento si glissa proprio.







‘No Sex Generation’ l’aveva definita Flavio Mazzini. Secondo lo scrittore/giornalista i ventenni maschererebbero con un “falso romanticismo sfacciato ed ipocrita” euforie ormonali degne di mille Selen. Stando alle sue teorie e alle sue esperienze i ventenni sono tutte troie che hanno però bisogno di essere illuse, che “necessitano di quintali di apostrofi rosa per togliersi le mutande”: “In fondo questi ragazzini No Sex, curiosa alternativa gay ai No Global, vogliono solo essere sbattuti a sangue da uno che finga di non cercare sesso ma di essere stato travolto dal loro fascino. Vogliono essere un’eccezione per noi come noi dovremmo esserlo per loro.







La verità, come retorica insegna, sta forse nel mezzo. Il fatto che i giovani gay dichiarino di non cercare sesso probabilmente non significa che non siano interessati ai piaceri della carne, ma piuttosto che si inizi ad uscire dalla logica della dark-room, del ‘cercare’ a tutti i costi. Alleggeriti da tutte quelle lotte che le generazioni precedenti hanno dovuto affrontare per riuscire ad avere degli spazi di libertà, i nuovi ventenni possono vivere la loro sessualità senza doverla necessariamente slacciare dal loro quotidiano. Il sesso è uno dei tanti aspetti della vita e viene vissuto in quanto tale, con naturalezza. Venendo meno la necessità di nascondersi di conseguenza il sesso perde il suo fascino morboso di ‘cosa da non fare’. Il sesso non è più terreno di battaglia, né tantomeno sinonimo di libertà o di definizione della propria persona. Il sesso non è più qualcosa da cercare, ma piuttosto qualcosa da vivere. Forse. Chissà cosa ne pensano le università-americane.


Foto: Ryan McGinley


nadir@gay.tv
alessia.gargiulo@gay.tv

Lunedì 16/04/2007 da in , , , ,

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