AGNELLI PASQUALI: LA MATTANZA DEGLI INNOCENTI

COSCIOTTO D’AGNELLO PASQUALE: UN PIATTO CLASSICO CON UN TOCCO IN PIU’

Per 4 persone:

* 1 cosciotto d’agnello

* 3 bei rametti di rosmarino

* 2 limoni

* olio, sale e pepe quanto basta

Preparate una salsa con olio, sale, pepe, il succo di limone filtrato e foglie di rosmarino. Sbattete il tutto con una forchetta per far amalgamare gli ingredienti e per lasciar sciogliere il sale. Prendete il cosciotto d’agnello e mettetelo a marinare in un recipiente con la salsa per una intera notte. Mentre fate ciò, sforzatevi di non pensare al modo in cui il vostro pranzo pasquale ha raggiunto la vostra cucina. Scolatelo dalla salsa e cospargete il tutto di rosmarino, fingendo di non sapere che, fino a pochi giorni prima, l’agnello che state cucinando si trovava brutalmente stipato su un camion, in mezzo a centinaia di suoi simili terrorizzati.

Ungete una teglia da forno con un filo d’olio e posatevi il cosciotto con un rametto di rosmarino. State cucinando il cadavere di un cucciolo, ma non fa niente. Cuocete in forno già caldo per circa 45 minuti, bagnando ogni tanto con la marinata. La bestiola che si rosola nel vostro forno è stata stordita con una scarica elettrica al cervello e appesa per le zampe posteriori, prima di essere sgozzata e lasciata morire per dissanguamento. Il cosciotto deve raggiungere la giusta doratura ma non si deve asciugare troppo. In Italia vengono macellati, ogni anno, circa 3 milioni e 300 mila agnellini di pochi mesi di età.

Soprattutto nel periodo pasquale, per sopperire all’aumento di domanda, molti animali arrivano dall’europa dell’est, dopo un allucinante viaggio dell’orrore. Nella lunga attesa davanti al macello, sono perfettamente consapevoli di ciò che li attende. Le grida strazianti dei loro compagni e l’odore nauseante del sangue li accompagnano nel viaggio verso la tavola imbandita del giorno di Pasqua.

Buon appetito.

Gli animali sono in grado di darci gioia e amore, senza chiedere nulla in cambio. Nonostante la scienza non abbia dimostrato la loro capacità di provare sentimenti, è indubbio che conoscano la paura e il dolore. Non c’è bisogno di essere vegetariani o animalisti militanti, per rimanere scossi di fronte alle immagini che illustrano i metodi di macellazione. Ancora oggi, nel XXI secolo, celebriamo con un tributo di sangue l’inizio della primavera e la Santa Pasqua.

Quello che dovrebbe rappresentare un momento di rinascita diventa un giorno di morte per milioni di creature, colpevoli soltanto di incarnare un simbolo di purezza e di spiritualità. Si tratta di una tradizione millenaria, che risale alle celebrazioni pagane della Primavera e che è giunta fino a noi attraverso l’Antico e il Nuovo Testamento. Sicuramente aveva senso in una società tribale, fatta di rituali che miravano anche a stabilire una coesione sociale tra i membri della stessa comunità. Ma la spiritualità e il legame con la religione oggi possono essere intesi in maniera più intima, privata e personale. Non c’è nulla di sacro, nulla di santo, nel massacro immotivato di milioni di cuccioli. Forse è tempo che certe tradizioni vengano abbandonate, in favore di altre meno barbare e più sensate, tant’è che, se l’agnello simboleggia Cristo e la Chiesa, cucinarlo in salmì suona quantomeno sacrilego.

VIDEO: LA MATTANZA DEGLI AGNELLI

Laura Baiardi

redazione@gay.tv

Mercoledì 11/07/2007 da in ,

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