Alessandro Cecchi Paone racconta Antinoo: simbolo dell`amore gay che trionfa. INTERVISTA>

Antinoo amato, Antinoo onorato, Antinoo divino. La figura di Antinoo e il grande amore che lo legò all’imperatore Adriano sono al centro della serie di eventi culturali (che partiranno il 16 ottobre) promossi dal Circolo di Cultura omosessuale Milk Milano "Antinoo, il volto di un dio" . La storia di una amore gay che trionfa sulla morte, sui secoli e sull’oblio, raccontata da Alessandro Cecchi Paone in un’intervista rilasciata a GAY.tv. Con una proposta alla comunità omosessuale: trasformare Antinoo in un simbolo comune di amore positivo.

INTERVISTA

Nonostante quella delle relazioni omosessuali fosse una pratica ancora piuttosto diffusa all’epoca di Adriano, quella tra l’Imperatore e Antinoo è considerata “speciale”, tanto da comportare la divinizzazione del giovane, e la fascinazione di scrittori e poeti anche in età contemporanea. Quali sono i motivi che rendono il rapporto tra Adriano e Antinoo diverso dagli altri? Si tratta della peculiarità romantica della loro relazione (come descritta da Marguerite Yourcenar), oppure ci sono motivi storico/politici che hanno alimentato la leggenda dentro la storia?
Ci sono dei motivi storici legati alla fine della leggenda, cioè alla morte di Antinoo. Molto probabilmente ucciso in un complotto di corte per colpire al cuore l’imperatore, che infatti non si è mai ripreso dopo la morte del suo amato. Gli intrighi di palazzo erano un fatto comune e chi voleva un indebolimento di Adriano è riuscito nel suo intento. C’è però anche un aspetto positivo legato al romanticismo della loro storia; ell’epoca dei Romani, così come dei Greci, ero consuetudinario e normale che gli uomini avessero un compagno anche se erano sposati. Da questo punto di vista il rapporto tra Adriano e Antinoo non è eccezionale. Ma Adriano perse veramente la testa per Antinoo, si trattò di una grande passione, di un grande amore, e questo era decisamente non abituale. Il fatto che Adriano ci tenesse a far sapere del suo amore e a manifestarlo rende questa storia diversa dalle altre che invece erano fatto comun

Il culto di Antinoo ha incontrato un particolare astio da parte degli scrittori cristiani del tardo impero. Cosa era considerato peggiore, l’idolatria o il fatto che si trattasse di un “dioomosessuale"?
La domanda è perfetta. Si tratta dell’unione delle due cose.

I primi cristiani lottavano per sostituire la loro religione al paganesimo e non potevano certo accettare un altro semi-dio dell’olimpo pagano. Sulla scorta della sessuofobia e dell’omofobia che non appartenne mai a Cristo, ma bensì a san Paolo creatore della religione istituzionale, si scatenò contro questo culto una furia particolare. Il povero Antinoo fu quindi due volte colpito.

Antinoo amato e prediletto, Antinoo dio onorato e malinconico, Antinoo morto, forse ucciso, forse sacrificato, forse vittima di una disgrazia. Antinoo oggi: simbolo dell’omosessuale eterno vincente, o dell’omosessuale eterna vittima?
Per carità, eternamente vittima no! Io rifiuto questa lettura dell’omosessualità in termini depressivi. Adriano oggi può essere il simbolo di un amore trionfante che supera i millenni ed è diventato ultra-storico. E’ presente infatti nella letteratura, nel mito, nell’etica. E’ una specie di san Valentino omosessuale. Io infatti proporrei agli omosessuali di abbandonare San Sebastiano – santo protettore dei gay da moltissimo tempo -, che è il simbolo dell’omosessuale torturato, perseguitato, maltrattato e di adottare Antinoo, simbolo dell’amore trionfante che dura nei secoli e vince anche la morte

All’interno della manifestazione “Antinoo, il volto di un dio” Alessandro Cecchi Paone ha curato il documentario "Adriano e Antinoo", che sarà proiettato il 1 novembre al teatro Ringhiera di Milano.

redazione@gay.tv

Venerdì 09/10/2009 da in ,

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