Amanda Lear: “Smettetela di chiamarmi Musa” – INTERVISTA

Amanda Lear intervista gaytv Alessio Poeta

di Alessio Poeta

Guardo l’orologio. Tra circa cinquantadue minuti ho appuntamento con la leggendaria Amanda Lear ed io non sono ancora pronto. Trovare un buco libero nella sua agenda è praticamente impossibile, soprattutto se a Milano c’è la Fashion Week e se i suoi giorni di permanenza non si contano sul palmo di una mano. L’appuntamento è poco prima delle quattordici da Ceresio 7, il prestigioso ristorante di Dean e Dan. Quando la vedo è in compagnia dell’amico, fotografo delle dive, Marco Piraccini. Sono seduti su un tavolo in terrazza. Hanno appena finito di mangiare qualcosa di molto costoso. Mi siedo tra di loro, senza interrompere la loro conversazione e inizio a fissare l’iconica Amanda. E’ bella. Molto più bella di come la ricordavo e molto più bella di come appare sulle copertine patinate di tutto il mondo. Ha un filo di trucco, una maglia che non lascia molto all’immaginazione e un gonna (non troppo lunga) nera. Non appena iniziamo a parlare mi confessa che ha appena finito di girare un video clip con Gianluca De Rubertis e che a breve inizierà un nuovo tour teatrale che la vedrà impegnata per almeno sei lunghi mesi. “Visto che non ho trovato un miliardario che mi mantiene, come tante mie colleghe, lavoro molto” spiega l’ultima diva e aggiunge: “In Italia nessuno mi ha mai chiamato per recitare. Mi ricordano solo per un passato televisivo, chissà che a questo punto non mi chiamino per Sanremo…”
Non si è stancata di essere presentata ancora come la musa di Dalì?

Amanda Lear by Marco Piraccini

(photo: Marco Piraccini)

Sì. Capisco che era un artista importantissimo ma a questo punto va detto che sono stata anche la musa di David Bowie, di Andy Warhol, del Roxy Music e di Jean Paul Gaultier. Per carità, mi piace che venga detto che sono stata anche una musa, ma ho fatto tanto altro.

Lei, piuttosto, non ha mai avuto un modello che l’ha particolarmente ispirata nella sua arte?

No, no. Mai avuto in vita mia un muso o una musa (ride, ndr).

Cantante. Attrice. Conduttrice. Modella e Pittrice. In quale professione pensa di aver dato il meglio?

Mi ritengo una brava pittrice e una validissima attrice. Il lavoro di modella non mi è mai piaciuto, condurre un programma non è così emozionante e, in materia musicale, sono certa di non avere una grandissima voce. Ho solo avuto tanta fortuna e tanti successi.

Amanda Lear pittrice by Marco Piraccini

(photo: Marco Piraccini)

A tal proposito, in Francia, porta in scena uno spettacolo che fa il tutto esaurito da anni. E in Italia?

Sì, è vero. Sono sei, sette anni che riempio i teatri francesi e non solo, con delle commedie che hanno un grande successo. In Italia mai nessuno mi ha chiamato per recitare ed è una cosa molto strana. Qui vengo ricordata solo per un passato prettamente televisivo.

Amanda Lear a teatro by Marco Piraccini

(photo: Marco Piraccini)

Il suo ultimo album, uscito nel 2014, si intitola My Happiness. Cos’è per lei la felicità?

In primis vedere i miei dieci gatti felici, poi rendermi utile per gli altri.

La loro felicità è anche la mia. (Ieri sera Amanda è stata la regina, assieme a Naomi Campbell, Dakota Johnson e Heidi Klum, dell’evento benefico Amfar per la raccolta fondi per la lotta all’AIDS, ndr ).

Amanda con Naomi Campbell

Lei vive in Francia dove da anni le unioni civili sono realtà. Come vede questa continua reticenza da parte della politica italiana?

Non saprei. E’ ora che l’Italia si allinei a tutti gli altri Paesi europei e penso che, quanto prima, accadrà anche qui. I politici avranno mica avuto qualcosa di meglio da fare?

Pensa che il popolo gay italiano abbia mai sbagliato qualcosa?

Non credo. L’errore che fanno i gay, di tutto il mondo, è dare un immagine che fa paura e che ridicolizza il tutto. A me il Pride, ad esempio, non piace. Tutta quella trasgressione, anche nei costumi, non porta da nessuna parte. Mi hanno addirittura stancato quei cliché sulle coppie gay nei vari telefilm. I gay non sono necessariamente isterici o macchiette.

Lei è tanto amata dalla comunità gay. Si è mai chiesta come mai?

Perché sono stupenda (ride, ndr).

Ogni personaggio nasconde dietro sé infinite leggende. Lei è a conoscenza di qualche leggenda che la riguarda e che vorrebbe smentire una volta per tutte?

Io sono completamente circondata da leggende. Ci sono cose scritte su di me ovunque e totalmente false.

Amanda Lear Piraccini

(photo: Marco Piraccini)

Ad esempio?

L’età, la nascita, le cose fatte e i fidanzati. Questa cosa però non mi dispiace, in fondo sono un po’ come i romanzi di Agatha Christie, non trova? E poi mi lasci dire: sono un personaggio pubblico ma questo non vuol dire che mi debba far vedere anche nel privato.

Si dice, tra gli addetti ai lavori, che all’ultimo Festival di Venezia lei abbia ricevuto palesissime avances da parte di un attore, giovane, molto ma molto maschile…

Sì e non solo da lui, eh. Ad una donna della mia età fa sempre tanto piacere essere corteggiata da un uomo più giovane e piacente.

Qual è la sua arma di seduzione?

Sedermi sempre vicino ad una donna brutta. Scherzi a parte, per sedurre basta essere se stessi.

E qual è il suo segreto per essere ancora così sexy e dannata?

Visto che non ho trovato un miliardario che mi mantiene, come tante mie colleghe, lavoro e anche molto.

E’ ancora single?

Sì e penso che lo resterò ancora per un bel po’.

E a San Valentino non ha paura di annoiarsi?

Amanda Lear De Rubertis Il Genio

A San Valentino sarò a Parigi, sul palco del Teatro della Bichonner, con la mia nuova commedia: LA CANDIDATA. Sei mesi, tutte le sere, per otto spettacoli alla settimana. A meno che non mi chiamino a Sanremo per un duetto con Gianluca De Rubertis (de Il Genio, ndr). Abbiamo inciso in questi giorni una canzone meravigliosa dal titolo Mai più che uscirà il 13 ottobre. In più, sempre con l’anno nuovo, uscirà un mio nuovo cd. Un doppio album.

Alessio Poeta

Lunedì 28/09/2015 da Fabio Genovese

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