Amici gay, i cristiani uccisi in Egitto sono anche un vostro problema

Amici gay, i cristiani uccisi in Egitto sono anche un vostro problema

Sono una donna, sono eterosessuale, sono cattolica. Riflettevo fra me e me davanti allo schermo incredibilmente unto del mio pc riguardo ad una grande questione che da tempo mi ronza in testa e che ora, nel modo più breve e meno complicato possibile, provo a condividere con voi: quanto vale la libertà di una persona omosessuale? Vale più della libertà di una persona "e basta"? Domande astratte, a tratti banali e scontate, ma che non mi danno pace.

Il fatto: 19 cristiani copti uccisi in Egitto.
La causa: essere cristiani copti in Egitto.
Lo spunto: nessuno dei siti LGBT italiani che visito quotidianamente ha parlato di questo fatto.

Senza retoriche e senza pretese, ho una voce che urla dento di me, una voce arrabbiata, confusa, volendo anche ignorante (nel senso di "spiazzata" perchè ignora le ragioni): per che cosa si battono i gay? Qual è l'orizzonte dei desideri di una persona omosessuale?

Leggo centinaia di articoli su tristi casi di omofobia, su pestaggi o ancor peggio uccisioni di persone solo per il fatto di essere gay: è giusto parlarne, la gente deve sapere. D'altro canto però mi domando: combattere l'omofobia cosa vuol dire? Vuol dire difendere la libertà di essere gay? E basta? Scendiamo in piazza, manifestiamo, ci mettiamo lo scotch davanti alla bocca e facciamo la foto per i diritti dei gay: e dopo? Non voglio credere che combattere l'omofobia voglia dire solo lottare per la libertà delle persone GAY. Voglio sperare che all'origine della lotta all'omofobia ci sia l'amore per la libertà e non un enorme specchio sul mondo LGBT. Voglio sperare che ogni uomo e ogni donna abbia a cuore la libertà di ogni uomo e ogni donna a prescindere da tutto, e basta. La libertà intesa come espressione della propria umanità, dei propri desideri e anche dei propri credo. Non c'è bisogno di essere gay per capire che è ingiusto picchiare i gay. C'è bisogno di essere cristiani per capire che è ingiusto essere ammazzati perchè cristiani?

I cristiani ammazzati in Egitto per il loro credo sono un fatto che mi lascia sgomenta, shockata, amareggiata. Ammetto che quando ho letto la notizia ho sperato fra me e me di leggere su questo sito un articolo indignato e incazzato per quello che era successo. Ho sperato che qualche mio amico gay esprimesse un giudizio su questo avvenimento. Ho sperato di leggere su queste pagine l'indignazione per l'uccisione di persone "senza macchia e senza colpa", in nome della libertà agognata e desiderata che leggo ogni giorno proprio qui. E invece.. ho sperato male. La libertà desiderata dai gay è una libertà umana (ovvero valida per ogni uomo, per ogni suo credo, per ogni suo desiderio)? O è la libertà dei gay, e basta? Se fosse così, che tristezza, che amarezza, che rabbia.

Un'ultima domanda a conclusione di questo articolo incasinato e scritto di sera, dopo una giornata pesante sul lavoro. Un giorno, ve lo auguro, otterrete tutti i diritti per cui ora vi state battendo. Benissimo. Per che cosa vi batterete il giorno dopo? Di che cosa saranno piene le vostre giornate e le vostre pagine? Con quale battaglia aprirete gli occhi e sfiderete i piccoli avvenimenti della giornata? Cosa vi starà a cuore, per cosa sarà giusto scendere in piazza e lottare? Ottenuti i diritti "gay", per che diritti lotterete? Cosa c'è subito dopo l'orizzonte gay? Aiutatemi, perchè davvero non capisco.

Tania Pazzaglini

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Giovedì 13/10/2011 da in , , ,

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