Amore a mille miglia: il lato b di Justin Long conquista Drew Barrymore. FOTO GALLERY + VIDEO

Amore a mille…miglia” è l’orrendo titolo italiano per l’ottima commedia “Going the Distance” con Drew Barrymore e Justin Long. Erin è una giornalista di 31 anni che fa la stagista a New York. Durante il suo stage conosce Garrett, playboy con la camicia a quadri. Si innamorano ma lei deve tornare a San Francisco per finire l’università.

Storia di un amore a distanza, “Going The Distance” è delizioso come la glassa che ricopre le torte di Christina Applegate (Catherine, la sorella di Erin). Una commedia romantica non fine a sé stessa, sessualmente realistica (senza mai sfiorare la volgarità di “La dura verità“), trascinante come una canzone dei The Boxer Rebellion (autori della colonna sonora).

Drew Barrymore, quanto di più lontano si possa immaginare da una diva hollywoodiana imbalsamata dal botox, regala una serie di espressioni facciali spassose, brillanti, quasi romantiche. Mentre Justin Long (già al fianco della Barrymore in “La verità è che non gli piaci abbastanza“) è simpatico, ma mediocre, con una passione omoerotica per i film con protagonisti dei militari (incluso feticismo su Tom Cruise in “Top Gun“). Quello che stupisce di “Going The Distance” non sono le location strepitose, il vino costoso (come il Caparzo di “Letters to Juliet”) che scorre a profusione o il cast stellare (come quello di “La verità è che non gli piaci abbastanza“, un’altra commedia figlia di Drew Barrymore); ma è la sceneggiatura. Battute simpatiche, meta-cinematografiche, da “Take my breath away” all’Atari Centipede di un bar per confraternite.

Superlativa Christina Applegate, che dopo i fasti della sit-com “Samantha Who” (drammaticamente cancellata da ABC) e un paio di voiceover per cartoni animati (fra cui il prossimo “Cani e gatti” in 3D) ritorna sul grande schermo, per davvero, nel caratterismo che la fa emergere come un personaggio da commedia quasi mitico. Segnatevi nell’ordine: la scena dei biscotti, quella della tavola e quella degli hamburger. Justin Long, inoltre, regala un generoso lato B in più di un’occasione (come in genere americano comanda dopo “The Proposal” con Ryan Reynolds); fra cui una scena liberamente tratta da “Friends“, complice l’abbronzatura a spruzzo.

Grande assente: la distanza.

Manca lo struggimento, manca la sofferenza degli innamorati. Ovvero, la commedia riesce ma il romanticismo un po’ meno. Non si versa neanche una lacrima d’amore; ma ci si piega in due dalle risate in quel delizioso modo da drama americano, un po’ alla Drew Barrymore. E non è poco.

Marcello Signore

Venerdì 03/09/2010 da in , ,

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su