Amore da dio: perversioni mitiche dalla A alla Z

APOLLO (patrono di tutti i teen idol gay) Dio del sole, della musica e di molte gaie arti, detto anche Febo e invocato con l’epiteto di “lungisaettante” poiché la sua saetta era veloce e sempre pronta a colpire donne, dee, ninfe e giovinetti mortali. Tra i suoi flirt più intensi si annoverano due teenager che però fecero una brutta fine (degna di un teen movie, appunto). Ciparisso venne infatti trasformato in un cipresso, mentre il bellissimo Giacinto finì colpito alla testa da un disco deviato dal gelossisimo Zefiro.

BRANCO (ovvero: forse è incesto, aspetta che lo leggo nell’oroscopo) Secondo alcune tradizioni sarebbe il figlio di Apollo; la mamma di Branco, in versione groupie fatta di LSD, diceva in giro di aver fatto sesso con il sole e di essere rimasta incinta (la stessa cosa raccontano anche diverse fan di Mick Jagger). Secondo altre fonti, invece, Branco sarebbe stato l’ennesimo giovinetto finito nel mirino di Apollo e della sua saetta. In segno di stima e riconoscenza per i bei momenti trascorsi insieme, il dio avrebbe concesso al ragazzo il dono della profezia e una rubrica fissa dell’oroscopo su RDS.

CALLISTO (la lesbica camionista ante litteram) Callisto era “consacrata” a Artemide, dea vergine della caccia, dei boschi, del trekking e dei peli superflui. Teneramente amata dalla dea, Callisto la tradì con Zeus (per l’occasione travestito da Apollo, guarda un po’). Scoperto l’altarino, Artemide punì la sua ex trasformandola in un’orsa. Secondo altre versioni del mito la trasformazione in animale feroce e peloso sarebbe stata una conseguenza simbolica dell’amore lesbo. E da qui discende il mito della lesbica camionista.

DANAE (il feticismo della golden rain) Chiusa in camera sua da un padre repubblicano, ultra-conservatore e terrorizzato dall’idea di essere ucciso dalla sua discendenza, la povera Danae era quasi rassegnata a rimanere vergine. Mentre se ne stava sul letto guardando tristemente il suo purity ring, l’astuto Zeus ideò uno stratagemma per aggirare la clausura paterna. Il padre degli dei riuscì a penetrare nella cameretta di Danae sotto forma di pioggia dorata, istituendo così una millenaria tradizione di feticismo che arriva fino ai porno contemporanei.

EUROPA (zoofilia portami via) La bella Europa soleva raccogliere i fiori con le sue amiche, e così facendo attirò l’attenzione di Zeus, noto guardone con la fissa per le fanciulle in fiore. Per fare colpo sulla ragazza, il dio si tramutò in un bellissimo toro bianco. Qualcosa – non si sa cosa – nella scelta del travestimento convinse Danae, che subito montò sul toro divino e attraversò il mare alla volta di Creta. Qui Zeus ci provò con la giovane (mai accettare passaggi da tori sconosciuti), ma la fisiologia taurina complicò un po’ l’approccio sessuale. Il dio si trasformò quindi in aquila e finalmente, in forma d’uccello, portò a casa il risultato.

FILIRA (Cicciolina, credi di essere stata la prima a fare il gioco del fantino?) Circolano leggende metropolitane intorno a una nota pornostar contemporanea che sarebbe stata protagonista di un video hard con un cavallo. Niente di nuovo sotto il sole, come dimostra Filira, pioniera dell’arte dell’equitazione. Inseguita dall’assatanato Crono – a sua volta inseguito dalla moglie Rea, armata di mattarello – la mitica fanciulla giacque con il dio trasformato in cavallo. Dall’unione nacque il centauro Chirone, ma Filira, colta da depressione post-partum, chiese e ottenne di essere tramutata in tiglio. Leggenda classica batte leggenda metropolitana 1 a 0.

GANIMEDE (lo Zac Efron dell’Olimpo) Ganimede piaceva a tutti. Per la sua bellezza adolescenziale può essere definito come una sorta di Zac Efron mitologico, un The Boy ante litteram. Minosse, Tantalo e Eos già da tempo puntavano il giovinetto, ma ancora una volta fu Zeus a spuntarla. Trasformatosi in aquila – il suo cavallo di battaglia – il padre degli dei ghermì Ganimede mentre pascolava le sue pecore e lo portò sull’Olimpo dove ne fece il suo amante. Per giustificare la sua presenza nel divino privé, lo nominò coppiere ufficiale delle feste olimpiche anche se in realtà il compito del ragazzo durante le suddette feste era ben altro. Ganimede inaugurò quindi una gloriosa tradizione di tronisti specializzati nel “fare le serate” in discoteca.

HORUS (perché è bene usare il preservativo) Un mito egizio diffuso in ambito greco in età ellenistica aveva come protagonisti il dio del cielo Horus e il suo caro zietto Seth. padrone del deserto. Per dimostrare la sua superiorità sul nipote, Seth tentò prima di sedurlo con strategie da rimorchio, poi decise di passare ai fatti e tentò di penetrare Horus. Quest’ultimo si scostò schifato, lasciando Seth eiaculare sulle sue cosce. Raccolto lo sperma del nemico, Horus potè usarlo magicamente contro di lui.

ILA (ovvero: il pericolo di fare l’amore nei laghi) Il mito di Ila insegna a Pierdavide Carone e a Valerio Scanu che, prima di incitare la gente a fare sesso nei laghi, bisognerebbe pensarci due volte. Il bellissimo Ila era l’amante nonché lo scudiero del pompatissimo Eracle – dio protettore delle palestre gay. Mentre viaggiava con gli Argonauti, Ila si fermò presso un ameno laghetto dove viveva una comunità di ninfe. Pazze d’amore per il giovane, queste scostumate semidivine lo attirarono per “baciarlo”; così facendo lo trascinarono nelle acque del lago, dove Ila affogò.

LEDA (ovvero: tesoro baciami sul becco) Poiché sembrava proprio che le donne greche avessero un morboso debole per i volatili, Zeus pensò “perché non accontentarle?”. Stanco di fare l’aquila, decise dunque di trasformarsi in cigno per sedurre Leda, moglie del re di Sparta. Da questo amplesso – la cui meccanica rimane tutt’oggi uno dei misteri più affascinanti della storia delle perversioni sessuali – nacque la splendida Elena, per il cui onore mille navi nere scesero in mare e la cui bellezza generò una sciocchezzuola come un decennio di guerra e la distruzione di Troia.

MINOSSE (e il più infallibile anticoncezionale della storia) Minosse re di Creta tendeva a garantire a sua moglie una ferrea infedeltà coniugale.

La sua sposa Pasifae decise quindi di mettere un freno alla situazione e di smorzare gli entusiasmi del maritino, imponendo sulla sua virilità una simpatica magia: ogni volta che Minosse commetteva adulterio facendo sesso con un’altra donna, il suo sperma si trasformava in uno sciame di scorpioni, millepiedi e serpenti. Le amanti del re mostrarono di non apprezzare la cosa, e questo sigillò per sempre la zip del povero Minosse.

NARCISO
(masturbarsi fa male e il pericolo di fare l’amore nei laghi parte II) Archetipo dell’autoerotismo, il bel Narciso era innamorato di se stesso e soleva indugiare nell’autocompiacimento. Una volta, preso dalla foga del self-dating, si sporse dalla sponda di un lago per specchiarsi nello specchio d’acqua. Come credete che sia finita? Esatto: con morte, catastrofe e annegamento. Valerio Scanu ha anche lui sulla coscienza.

ORFEO (ovvero: tenersi alla larga dalle donne eterosessuali incazzate) Tutti ricordano il romantico amore tra Orfeo e la bella Euridice, ripescata dal regno dei morti (necrofilia?). Ma non tutti forse sanno della svolta gay di Orfeo, che un bel giorno decise di abbandonare il culto di Dioniso per consacrarsi alla tradizione di Apollo. E indovinate di quale tradizione si tratta? Sotto l’egida di Apollo, Orfeo inventò l’amore omosessuale e insegnò il sesso gay ai Traci, che si dimostrarono entusiasti della lezione. Le baccanti della Tracia (e mogli dei Traci) non presero benissimo la cosa: assalirono il povero Orfeo e lo fecero a pezzi.

PATROCLO (ovvero: mai rubare i vestiti al tuo partner se poi non hai il fisico) Se sei il fidanzato storico di uno come Achille, superstar dell’esercito Acheo schierato a Troia e celebrità gay ante litteram, devi saper stare al tuo posto. Rubare l’armatura al tuo ragazzo mentre lui è in bagno e fare finta di essere lui non solo è da sfigati, ma è pure pericoloso. E così, quando Patroclo per fare lo splendido si travestì da Achille per combattere al posto dell’amato contro Ettore figlio di Priamo e condottiero dei Troiani, finì giustamente bastonato. La più grande storia d’amore gay dell’epica classica si riduce dunque a un eterno assioma: trova il look più adatto al tuo fisico e smettila di copiare gli altri.

QUIZ (anche Zeus comprava i voti, ma forse non in questo caso) Zeus e sua moglie Era discutevano sull’Olimpo in merito all’annosa questione: chi, tra l’uomo e la donna, prova l’orgasmo più lungo e intenso durante il rapporto sessuale? Invece di fare una prova pratica per ottenere una risposta empirica al dilemma, i due dei si rivolsero al vecchio Tiresia (indovino, oracolo e blogger) ponendo a lui questo quiz. Tiresia azzeccò la risposta, accontentò Zeus e il suo machismo da due soldi indicando il maschio come il fortunato vincitore dell’orgasmometro. In cambio ricevette il dono della profezia e una vita tre volte più lunga del normale. Era si rivolse al Codacons; la causa è ancora in corso.

REA (ovvero: nonna, passami la canna) Chiunque pensi di avere una nonna arzilla e al passo con i tempi troverà un arduo confronto con Rea, figlia di Gea e Urano, sorella e sposa di Crono, madre di Zeus e Poseidone. Come una vera nonna hippy reduce dagli anni ’70, Rea accolse il nipote Dionismo, lo guarì dalla follia (leggi: gli fece passare la sbronza) e gli insegnò il mistero dei riti estatici. Sesso, droga e pentametri giambici.

SATIRO (ovvero: hai un flauto in tasca o sei solo felice di vedermi? No no, sono proprio felice di vederti) Semidei abitanti dei boschi, pionieri del campeggio nudista e inventori della formula party alla Animal House, i Satiri erano provetti suonatori di flauto, con il loro strumento incantavano le ninfe (non che fosse poi così difficile “incantare” le ninfe) aiutati forse dal fatto di possedere una fisiologia animale dalla vita in giù.

TESEO (ma cosa pensate, siamo solo amici!) Il re di Atene Teseo e il suo fedele amico Piritoo si incontrarono nel più classico dei modi: litigando nel traffico. Il nodo della querelle non era l’ultimo parcheggio rimasto libero, ma bensì il possesso di una mandria di buoi. Come spesso accade, la baruffa generò un’istantanea simpatia, e, dimenticati i bovini della discordia, i due divennero inseparabili. Andavano insieme in guerra, alla feste (a un matrimonio dovettero calmare quei mattacchioni dei Centauri, che volevano violentare la sposa), persino nel regno degli Inferi. Quando qualcuno li guardava sorridendo loro si schernivano con foga “macché, siamo solo amici!“. Intanto però si chiamavano a vicenda “mio amato” e “mio diletto”.

URANO
(oddio che dolore!) Figlio e marito di Gea, Urano soffriva di un brutto complesso edipico e aveva la brutta abitudine di ammazzare o gettare in carcere i suoi figli. Comprensibilmente scossa da questa routine familiare, Gea decise di prendere in mano la situazione e spinse la sua progenie bambocciona a diventare un po’ più indipendente. Crono in particolare prese alla lettera il consiglio della madre e del Ministro del lavoro Brunetta: con un falcetto tagliò di netto i genitali del padre, che caddero in mare. Fecondata (chissà come) da un cocktail di sangue, sperma e acqua marina, Gea rimase incinta di Afrodita, dea dell’amore.

VERGINI (ovvero: le fanciulle delle scuole religiose sono sempre le più allegre) Nella mitologia greca qualunque ragazza si consacrasse vergine e casta poteva scommettere di non rimanerlo a lungo. Le vestali, fanciulle di buona famiglia mandate a studiare presso i templi, spesso svolgevano un vero e proprio ruolo di “navi scuola” – alcuni di questi luoghi funzionavano apertamente come bordelli -. E quando non ci metteva lo zampino qualche dio, ci pensavano i comuni mortali a intrattenere le annoiate studentesse. La serie trash anni ’70 imperniata sulle “collegiali” affonda quindi le sue radici nella notte dei tempi.

ZEUS (vorrei vedere voi, alla mia età, fare centro tutte le volte che lo faccio io, e mica solo con le donne. Anche con le dee, gli dei, le ninfe e i ragazzi e qualunque creatura solleticasse le mie fantasie. E no, non erano escort; loro sono state con me per le mie doti di amatore, non perché sono il boss dell’Olimpo o perché potevo far avere loro un contratto in Rai o una candidatura alle Europee. Forse vi state confondendo con qualcun altro)

Giovedì 01/04/2010 da Francesca.Tognetti in

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