Amori al Confino








Amori al Confino


Giorgio Robiony e Rosaria Conte
Edizioni Carabba
€ 18
pp. 217


Le ricerche storiche sul fascismo hanno fatto luce sulle deportazioni. Su quel che accadde in quegli anni neri e sulle responsabilità nazionali. Ma un tema che spesso noi omosessuali sentiamo un po’ rilegato in secondo piano, è quello che riguardale migliaia di gay italiani che insieme a ebrei, zingari e handicappati sono stati vittime della ferocia umana del nazifascismo.
Ma questo tema è il tema di un bel libro: Amori al Confino.
Edito da Carabba e scritto a quattro mani da Giorgio Robiony e Rosaria Conte.
Tra il 1938 e 1940 per dare sfogo ai deliri onnipotenti del regime, isole meravigliose tanto quanto lontane vennero trasformate nei luoghi di confino di intellettuali, ebrei e gay non idonei alle ideologie del duce. Ed è qui che si ambienta il romanzo dal taglio giornalistico di “Amori al Confino“. Una storia che parte da i giorni nostri per merito di un giornalista gay che si reca in quelle lontane isole per andare a recuperare i brandelli di memoria degli isolani che hanno vissuto sulla propria pelle e nella propria casa quegli esili.

Le reazioni degli isolani però non furono univoche, come speravano i fascisti. Oltre ai benpensanti e ai fedelissimi del Duce, ci fu chi si rifiutò di partecipare alla persecuzione. E così in alcuni casi prevalse la cultura della tolleranza.


Federico Giunta

Venerdì 04/07/2003 da in , ,

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