Amplesso a 15 anni nei bagni della scuola: la studentessa punita più del compagno. Sei d’accordo?

Amplesso a 15 anni nei bagni della scuola: la studentessa punita più del compagno. Sei d’accordo?

Due ragazzi di 15 anni, studenti dell' istituto tecnico di Bassano del Grappa Luigi Einaudi sarebbero stati sorpresi nei bagni a fare sesso da un compagno. Chiusa la porta, il coetaneo avrebbe ridacchiato in classe un commento del genere "Qualcuno in bagno si sta divertendo…" ed al resto ci ha pensato Facebook con il suo tam tam.
Nessuno avrebbe sorpreso (a parte il compagno) i due ragazzi mentre facevano sesso. Ed è la prima cosa sconvolgente della gogna mediatica che si è sollevata a riguardo.
Morena Martini, ex insegnante dell'Einaudi e ora assessore della Provincia di Vicenza dichiara al Gazzettino: "Hanno fatto sesso? Si sono baciati teneramente? Hanno solo parlato? Si sono scambiati le fotocopie di un compito? Nulla è dato sapere da chi era fuori dalla porta dei bagni. Tutte le notizie sono "sbocciate" nei social network. (…) Da adulti dobbiamo dare peso e credito a chiacchiere chattate da amiche e amici dei due ragazzi?"
In secondo luogo, ma non meno importante, la differenza di punizione tra i due studenti: per volere del Preside la studentessa è stata allontanata dalla scuola per 4 giorni, lo studente per 1 giorno. Il motivo? Il fattaccio si sarebbe compiuto nel bagno dei maschi, quindi la ragazza sarebbe stata doppiamente colpevole.
Ecco alcune opinioni a riguardo in rete: cosa ne pensate? Il problema è la punizione o la gogna mediatica? O l'assenza di educazione sessuale nelle scuole?
"E’ la metafora di come si parli di sessualità nelle scuole.

Dovrebbero sospendere il preside".

" Già di per se bisognerebbe concentrare l’attenzione su una punizione evidentemente esagerata, illegittima e soprattutto squilibrata, inflitta allo studente e alla studentessa. Ma più che scandalizzarsi del fatto che due adolescenti possano fare del sesso, c’è da vergognarsi del fatto che nelle scuole non si parli quasi per nulla di educazione sessuale, di prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate"
"E’ la regola dura a morire per cui non esiste un sinonimo al femminile di “playboy” e non esiste un sinonimo al maschile di “prostituta” (nell’accezione non a pagamento), la regola per cui in letteratura non esistono figure di donne che collezionavano uomini come magneti per il frigorifero avvolte da ampollosi lirismi letterari come Casanova o Don Giovanni. O per cui De Sade era un raffinato libertino e non un gran porco, per cui per le donne si coniano slang sprezzanti quali «la dà via» o «è una che la regala» come se noi avessimo il dovere morale di custodire il tesoro dei Templari che abbiamo tra le gambe mentre gli uomini, tra le gambe, avessero un distributore automatico di chewingum".

Lunedì 20/02/2012 da - . - in

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