ARCIGAY INTERVISTA IL PARROCO GAY FRIENDLY DON FRANCO BARBERO

Il 23 Gennaio passato si è tenuta la "Giornata di dialogo tra religioni e omosessualità". Arcigay ha incontrato Franco Barbero e l’ha intervistato a proposito del proprio libro “Omosessualità e Vangelo”.

Leggi la scheda del libro “Omosessualità e Vangelo” >>>

Il sacerdote allontanato dalla Chiesa perché accetta ed aiuta ad accettare gli omosessuali, spiega come vengano usati in modo erroneo alcuni passi delle sacre scritture: “C’è chi estrae questi versetti e li spara contro gli omosessuali. Ma questa è una operazione da bifolchi. Dalla Bibbia posso estrarre versetti e farli diventare pietre contro le donne e contro qualunque categoria di persone”.

Parlando del rapporto tra Vaticano e omosessualità, Barbero comunica tutta la sua preoccupazione, in particolare per le nuove norme per evitare agli omosessuali di entrare in seminario: “E’ una ossessione, è chiaro che siamo passati ad una persecuzione e ad un controllo che ha qualcosa di patologico. Ma il problema è a monte. Sta in una chiesa che si è chiusa dentro una cultura e non ascolta più nessuno, non ascolta la scienza, la psicologia, la medicina, nessuno. Soprattutto non ascolta le persone. Parla dei gay e no parla mai con i gay”.

Incalzato dall’intervistatore, ricorda con amarezza come ciò che il Concilio Vaticano II ha tentato di fare e come la situazione attuale voglia cancellare quell’aria di cambiamento introdotta da allora: “Ad un giovane direi che adesso viviamo in un tempo che ha negato il Concilio, che sta seppellendo il Concilio. Se vuoi appellarti al Concilio devi pensare che la chiesa non è gerarchie, ma la chiesa è donne e uomini, che pregano insieme e discutono, che sanno essere insieme anche nella diversità e nella contrarietà”. Ispirato proprio dai valori di quel famoso evento, Barbero predica l’amore, e a chi si chiede cosa voglia dire amare, risponde: “Vuol dire non discriminare, vuol dire dare ad ogni persona il suo spazio, riconoscere le differenze, non gerarchizzarsi ma fare una convivialità del creato. Ed invece la prigionia vaticana è quella di voler estrarre dalla bibbia dei modelli e proiettarli sulle persone”.

Anche l’affaire Binetti diventa argomento di riflessione: “Se Paola Binetti vuole flagellarsi con un cilicio e ci trova gusto, che faccia pure. Se ci trova tanta soddisfazione a sanguinare, che si fustighi. A me è la seconda parte che mi preoccupa, e cioè che lei non si accontenta di flagellare se stessa ma vuole flagellare pure gli altri.

Ed il problema è che dice delle cose che non stanno né in cielo né in terra, ma purtroppo stanno in questa Italia. Lei rappresenta una di quelle persone che vogliono vaticanizzare l’Italia” e prosegue: “Lei ha in testa due emisferi, da una parte c’è il cervello e dall’altro il papa. Mi dispiace. Ci sono forti prigionie dalla dipendenza dal Vaticano, e lei è una di quelle che certe cose se le porta proprio dentro. Non ho nulla contro la sua persona ma questa è l’ideologia che permette in Italia le terapie riparative. Ma curare una persona sana è una operazione poco sana, direi anche malata. Il dibattito che si apre nel Partito Democratico è importante e mi fa piacere che la Concia e gli altri abbiano reagito”.

Leggi tutta l’intervista dal sito di Arcigay >>>

Davide Bombini

Venerdì 16/01/2009 da in , , ,

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