Arrestata Kim Davis, l’impiegata che non vuole far sposare i gay

Kim Davis

Condannata all’arresto dal giudice della Corte distrettuale David Bunning finché non si deciderà a firmare le licenze matrimoniali alle coppie gay, come ordinato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. Questa (per ora) la conclusione della lunga telenovela che ha visto protagonista da una parte Kim Davis, impiegata statale cristiana del Kentucky, per la quale emettere certificati di nozze a coppie omosessuali sarebbe disubbididire al volere di Dio, e dall’altra alcune coppie gay che le hanno fatto causa, vincendola.

La storia della Davis sta da due mesi appassionando e dividendo l’America. Da una parte i paladini della (presunta) libertà religiosa, dall’altra non solo la comunità LGBT e i suoi alleati, ma tutti gli intolleranti a ogni forma di discriminazione. Due mondi agli estremi che non riescono, non possono dialogare. Avevamo seguito questa storia dall’inizio, fin dal video, diventato presto virale, caricato da David Moore, uno dei due uomini che si è sentito dire “No, tu non puoi sposare il tuo compagno di 18 anni”. E il “no” era stato pronunciato proprio da Kim Davis, perché secondo la sua visione cristiana (noi diremmo bigotta), due omosessuali non possono convolare a nozze.

Lei, però – si è scoperto poi – a nozze è convolata ben 4 volte, due delle quali con lo stesso marito, sposato in due occasioni diverse.

Come riporta Salon, quando la Corte Suprema in Giugno ha legalizzato i matrimoni gay in tutti gli Stati, la Davis avrebbe vietato a tutti i dipendenti del suo ufficio di emettere qualsiasi licenza matrimoniale, cercando così, con malagrazia, di sfuggire all’accusa di discriminazione anti LGBT. Ma non è servito a niente.

Vedi anche:

Venerdì 04/09/2015 da - . - in , ,

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su