Asessuali: gli indifferenti al sesso odiati e stuprati per “guarire”

Asessuali thumb

L’asessualità è l’orientamento sessuale caratterizzato dalla mancanza di interesse o desiderio per il sesso.
Una persona asessuale, dunque, non prova alcuna attrazione fisica nei confronti degli altri, nemmeno del proprio partner.
Come si può facilmente immaginare, gli asessuali nella migliore delle ipotesi sono poco capiti, nella peggiore discriminati e vittime di violenza da chi ritiene che l’asessualità non esista.

Riprendiamo alcuni stralci di un bell’articolo pubblicato sul blog di Milano Pride e dedicato all’asessualità e alla discriminazione.

Molte persone, spinte dall’ignoranza e dall’odio verso la diversità, infatti considerano essere asessuali innaturale e “sbagliato”, nonostante le ricerche mostrino come in natura l’asessualità, o comportamenti riconducibili ad essa, sia sempre stata presente anche in specie diverse da quella umana. In una società ipersessualizzata come quella odierna, spesso gli asessuali vengono visti come esseri meno “umani” degli altri e sono soggetti a violenze fisiche e emotive.

In particolare, è piuttosto comune che gli asessuali siano sottoposti alla minaccia, se non addirittura all’attuazione, del cosiddetto stupro correttivo: alcuni individui pensano che siccome un asessuale non ha alcun desiderio nell’intraprendere una relazione fisica, il motivo sia che non hanno mai provato il sesso con loro o che abbiano avuto delle esperienze negative. La soluzione che viene quindi loro in mente sia forzare, e a tutti gli effetti violentare, la persona asessuale in questione per “guarirla”.

L’articolo riporta alcuni esempi di discriminazione, tra cui la posizione della Chiesa cattolica.

Un esempio è quello della Chiesa Cattolica che, come per gli altri casi delle persone LGBT, ha rifiutato le relazioni asessuali in quanto ogni relazione romantica deve essere tesa al matrimonio e il matrimonio ha come uno degli scopi fondamentali i figli, ottenuti naturalmente.

Essenzialmente, il volersi sposare solo perché si vuole condividere la propria vita e festeggiare il proprio impegno non è sufficiente per la Chiesa, esattamente come per il resto della comunità LGBT. Alcune strutture interne alla Chiesa, il cui presunto scopo è l’educazione, alla domanda: “Come consideri una persona asessuale?”, rispondono: “Non una persona.”

La discriminazione e le problematiche delle persone asessuali dunque si presentano simili sotto molti aspetti a quelle delle persone LGBT:

Questi parallelismi, oltre al fatto di appartenere ad un orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità, hanno spinto gli asessuali ad unirsi al resto della comunità LGBT.

Milano Pride sta lavorando perché alla parata del 28 giugno gli asessuali siano presenti in maniera ufficiale come parte della comunità LGBT.

Venerdì 30/05/2014 da alicema

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