BARACK OBAMA E` IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI: LA VITTORIA DEL POPOLO E DI UNA NUOVA POLITICA

5 NOVEMBRE 2008

IL PRIMO DISCORSO DA PRESIDENTE DI BARACK OBAMA – 1 PARTE

IL PRIMO DISCORSO DA PRESIDENTE DI BARACK OBAMA – 2 PARTE

IL GRANDE DISCORSO DELLO SCONFITTO, JOHN MCCAIN

3 NOVEMBRE 2008

Questo fine settimana Barack Obama ha registrato negli studi di Mtv Usa una spinosa intervista che andrà in onda questa sera (n.d.r. lunedì) sulla tv musicale . Perchè spinosa? Perchè le domande erano fatte direttamente dai ragazzi a casa, senza le possibili mediazioni dei commentatori politici. (Sarà un caso che McCain ha declinato l’invito?)

Chiarezza è stata fatta quindi sulla questione matrimoni gay grazie alla domanda posta al candidato democratico da GangstaGigz (!), di San Leandro, California, che si chiede: "Qual è la sua opinione circa la Proposition 8, e cosa voterebbe: si o no?".

Per quelli che non lo sapessero la Proposition 8 è il referendum che, nello stesso giorno delle presidenziali, deciderà se abrogare (votando SI’) o lasciare in vigore (votando NO) i matrimoni gay in California, dichiarandoli o meno incostituzionali.

La copertina del Progressive, ripresa da Internazionale

La risposta di Obama ha dissipato (forse) ogni dubbio: "Mi sono opposto alla Proposition 8. Non è necessaria. Io sono convinto che il matrimonio sia tra un uomo e una donna e non sono a favore dei matrimoni gay, ma quando si tratta di mettere mano alla costituzione solo per proibire a due persone che si amano di stare insieme, mi sembra che non sia ciò che l’America si merita. La costituzione serve a garantire ed espandere le libertà, non a diminuirle. Penso che dovremmo avere delle unioni civili che possano garantire diritti legali alle coppie dello stesso sesso, come le visite in ospedale o il regime di comunione dei beni. Estendere questi benefici ad entrambi i partner. Penso che sia questa la soluzione. Penso che i giovani siano d’accordo con me. Penso che la loro attitudine sia "rispettiamo le inclinazioni personali", e questa è la politica che voglio applicare anche io".

"Cosa voterebbe?", taglia corto l’intervistatore. "Voterei NO", risponde Obama.

Più che dissipare i dubbi però, questa risposta ne fa sorgere un altro. Obama vota per il matrimonio gay in California ma è contro i matrimoni gay: cosa c’è che non torna? Abbiamo voluto fare chiarezza sul Fattore Gay in queste elezioni e abbiamo trovato questa chiarezza in un articolo del New York Times. Lo abbiamo tradotto per voi: ecco tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul rapporto tra Obama, McCain e la comunità LGBT.

Parecchi sostenitori democratici hanno chiesto negli anni al loro candidato Barack Obama come mai si sia sempre opposto al matrimonio gay quando ha anche sempre condannato pubblicamente le leggi che impedivano il matrimonio tra razze diverse (Obama è figlio di un padre di colore e di madre bianca). Per Obama, è una questione di religione.

Come cristiano membro della Chiesa Unita di Cristo, Obama crede che il matrimonio sia un’unione sacra e benedetta da Dio solo se ad unirsi sono un uomo e una donna. Quindi se non è favorevole alle leggi che impediscono il matrimonio gay, in quanto è "aperto alla possibilità" che la sua opinione sia "sbagliata", non lo supporta e non combatte per tale diritto.

Per il suo rivale John McCain invece non è una questione religiosa ma una questione culturale. Ma McCain ha pubblicamente rotto con le posizioni del suo partito di riferimento unendosi a quelle di Obama: quindi anche il senatore repubblicano è contro al divieto federale ai matrimoni gay inserito nella Costituzione, lasciando la scelta ad ogni singolo Stato della federazione.

Ed è quando si scende a livello di singolo Stato federale che riemergono le sostanziali differenze tra Obama e McCain. Obama si oppone alle leggi che vietano a livello statale il matrimonio gay in quanto le considera discriminatorie, mentre McCain è stato attivamente impegnato in iniziative legislative contro il matrimonio gay come la Proposition 8 ed ha apertamente criticato la Corte Suprema della California che ha introdotto il matrimonio gay in maggio.

Mr Obama si è invece pubblicamente schierato contro la Proposition 8 e gli oppositori dell’abrogazione hanno infatti sperato che un’alta affluenza democratica alle urne il 4 novembre avrebbe garantito un ottimo supporto alla causa. Allo stesso tempo c’è anche il timore che molti ispanici e neri conservatori che supportano Obama e si oppongono ai matrimoni gay, potrebbero recarsi alle urne e votare sì il loro candidato, ma anche a favore dell’abrogazione della Proposition 8.

Il matrimonio gay non è comunque una questione vitale in queste presidenziali a differenza del 2004, quando un referendum in Ohio contro il matrimonio gay hanno danneggiato la corsa alla presidenza di John Kerry.

Molti gay democratici hanno sperato che Obama potesse però estendere il suo messaggio di tolleranza anche alla causa LGBT.

"Barack è intelligente, e so che ha riflettuto a lungo a riguardo della sua posizione sui matrimoni gay e su ciò che è più giusto" dice Michael Bauer, un sostenitore gay di Obama oltre che consigliere sulle istanze gay "Ma semplicemente non è con noi su questo punto".

Alcuni alleati gay avevano pensato che, durante un forum democratico del 2007, Obama li avrebbe supportati sul matrimonio gay quando gli venne chiesto se la sua posizione favorevole alle unioni civili ma contraria ai matrimoni fosse l’equivalente della dottrina "separate but equal", secondo cui sul finire dell’800 finché bianchi e neri avevano uguali trattamenti allora la segregazione rimaneva costituzionale.

"Quando i miei genitori si sposarono nel 1961, il loro matrimonio era illegale in molti stati del Sud – rispose Obama – Quindi vi capisco. E’ qualcosa che mi tocca profondamente". Ma poi concluse che oggi come allora, era più importante combattere per l’uguaglianza sul lavoro e contro la discriminazione, piuttosto che a favore dei matrimoni.

Obama è sempre stato restio a parlare dell’influenza delle sue credenze religiose a riguardo dei matrimoni gay, ed è sempre stato contrario al far entrare la religione nel campo della politica.

"Sono cristiano – disse Obama in un programma radiofonico durante la corsa al Senato nel 2004 – E quindi anche se provo a non permettere che la mia fede domini o determini le mie scelte politiche, penso che la tradizione e la fede stabiliscono che il matrimonio è santificato solo se tra uomo e donna".

La questione emerge anche nel libro di Obama "The audacity of hope". Una sua elettrice lesbica gli fece notare che si sentiva discriminata dal fatto che il suo mancato supporto fosse basato sulla religione cristiana.

"Mi sentii male quando realizzai che, in base alla mia religione, io stavo dimostrando che lei e altri come lei erano in qualche modo brutte persone. Glielo dissi e mi resi conto che non importa quanto la religione cristiana odi il peccato (l’omosessualità in questo caso), ma ami il peccatore: perchè questa convinzione stava causando dolore a milioni di persone oneste e rette. E mi risultò chiaro che è mio obbligo, non solo come politico eletto in cariche pubbliche ma anche come Cristiano, di rimanere aperto sulla possibilità che la mia opposizione al matrimonio gay sia sbagliata, come pure non posso definire infallibile la mia posizione a favore dell’aborto".

Per McCain è tutto più semplice. Il matrimonio è un fenomeno culturale che si è sempre svolto tra un uomo e una donna e non c’è quindi la necessità di cambiare questa convenzione sociale.

McCain, davanti ad Ellen DeGeneres che gli annunciava il suo matrimonio dicendo che "Siamo uguali, io e lei.

Non diversi. Il nostro amore è lo stesso" , le rispose: "Abbiamo idee diverse a riguardo. Nonostante ciò, sono io il primo ad augurarle ogni felicità".

"E allora sarà lei a portarmi all altare?" rilanciò Ellen. "Touchè" rispose McCain sornione.

Dal punto di vista politico, McCain considera i matrimoni gay dal punto di vista federalista. Nel 2006 fu uno dei 7 senatori repubblicani che votarono contro il Federal Marriage Amendment, ossia la proposta di legge che avrebbe consentito in tutti gli Stati Uniti il matrimonio esclusivamente tra uomo e donna, perchè la decisione spettava ai singoli stati. Ed infatti nello stesso anno provò a modificare la costituzione dell’Arizona per ammettere solo il matrimonio tra uomo e donna. Quell’emendamento fallì, ma uno simile si dibatte sempre in Arizona la prossima settimana e McCain lo appoggia. "E’ un vero federalista – dice Jim Kolbe, gay, repubblicano, sostenitore di McCain - per cui non c’è bisogno che il governo federale decisa chi può sposare chi, Credo semplicemente che è solo un problema culturale e generazionale. Non vede il bisogno del matrimonio gay, perchè il matrimonio gay non appartiene al mondo e ai valori in cui McCain ha vissuto".

fonte: New York Times

traduzione a cura di Giorgio Lazzarini

2 NOVEMBRE 2008

Il Digital Journalist, sito di fotogiornalismo che vanta collaboratori prestigiosissimi, ha dedicato il suo ultimo numero alle presidenziali americane. Queste sono le due gallery dedicate alla lunghissima corsa verso il voto del 4 novembre di Obama e McCain, scattate rispettivamente da Callie Shell, corrispondente del Time e da Stephen Crowley del New York Times. Questa manciata di foto racconta per immagini mesi e mesi della campagna elettorale più bella di sempre. Interminabili viaggi attraverso gli States, milioni di strette di mano, inediti retroscena, piccoli paesi della sterminata provincia americana ed enormi raduni con centinaia di migliaia di sostenitori. Immagini che raccontano la gloria e il prestigio, ma anche la fatica e la solitudine che hanno accomunato Obama e McCain, due uomini così diversi, uniti da un unico scopo: la presidenza degli Stati Uniti d’America.

La proverbiale sobrietà di Michelle Obama è certamente uno dei tratti distintivi di quella working class che guarda lontano, mangia rucola a cena e alla fine, se va bene, riesce persino a realizzare quei sogni nutriti nei sobborghi di qualche sterminata periferia. Come la Chicago del South Side, dove la signora Obama è nata a metà degli anni Sessanta. CONTINUA A LEGGERE: MICHELLE, LA PROSSIMA FIRST LADY AMERICANA >

9 OTTOBRE 2008

Erano in 84.000 a Denver durante la convention democratica di fine agosto, ad ascoltare parole come ‘speranza’, ‘generosità’, ‘cuore’, ‘sogno’, ‘dignità’. A 45 anni dall’I Have A Dream di Martin Luther King, Barack accettava ufficialmente di essere il candidato democratico in corsa per la presidenza degli Stati Uniti d’America, e lo accettava con un discorso che ha parlato di ottimismo, di volontà e di unità di intenti. Barack Obama è indubbiamente l’uomo che molti americani aspettavano da tempo ma, a meno di un mese dalle elezioni del 4 novembre, c’è ancora una parte degli Stati Uniti che si chiede: "è davvero il più adatto alla presidenza?". Perchè è giovane, perchè è bello, perchè è nero. All’indomani del penultimo dibattito televisivo tra Obama e McCain, la differenza nei sondaggi tra i due è di 6 punti a favore del democratico. E c’è chi dice, come il sondaggista Charlie Cook, che se fosse stato bianco ne avrebbe avuti 20. E poi c’è McCain con il suo "pitbull con il rossetto". Quando ancora i titoli sui giornali erano freschi di stampa per il discorso di Denver, McCain tira fuori dal cilindro l’ex Miss Alaska col porto d’armi e la passione per la caccia alle alci, antiabortista con un figlio affetto da sindrome di down e una figlia 17enne incinta: la candidata alla vicepresidenza Sarah Palin, una che più che elettori ha dei fan. Se i giovani accoreranno alle urne, come si spera e come le innumerevoli star di Hollywood notoriamente democratiche stanno cercando di far accadere, con campagne a mezzo stampa, tv e internet (da Jessica Alba a Leonardo DiCaprio, da Hayden Panettiere a Christina Aguilera), Obama dovrebbe farcela e l’America potrebbe avere il suo primo Presidente afroamericano. Altrimenti, ci resta sempre la Palin da prendere in giro.

Le illustrazioni sono tratte dalla serie a fumetti Presidential Material: Barack Obama e Presidential Material: John McCain, editi dalla IDW Publishing

LA LUNGA STRADA VERSO LE PRESIDENZIALI AMERICANE

DEL 4 NOVEMBRE 2008: CRONOLOGIA >

OBAMA-MCCAIN, SECONDA SFIDA IN TV: VINCE OBAMA, MA LA PROTAGONISTA E` LA CRISI ECONOMICA

Si è svolto martedì 7 ottobre a Nashville il penultimo dibattito tra i due candidati alle presidenziali Usa 2008. Lo spettro della recessione e qualche sorpresa da McCain, ma vince di nuovo Obama.

PRESIDENZIALI USA: SCONTRO TRA SARAH PALIN E JOE BIDEN SUI MATRIMONI GAY

Il democratico Joe Biden sostiene la causa Gay al dibattito televisivo tra candidati vicepresidenti. La repubblicana Sarah Palin è di parere opposto: `Nessuna ugaglianza tra rapporti omosessuali ed etero`.

OBAMA: `I GAY MERITANO UN VERO CAMBIAMENTO E LO MERITANO ORA`

Al Washington Blade, il candidato democratico Barack Obama ha ribadito la sua intenzione di lavorare per i diritti delle persone LGBT.

OBAMA: SE VERRO` ELETTO LAVORERO` PER SALVAGUARDARE LE FAMIGLIE LGBT

Questa la risposta ufficiale di Obama a una lettera del Family Equality Council. Tra i punti salienti di Obama, l`abolizione del divieto federale ai matrimoni dello stesso sesso e pari opportunità alle famiglie glbt rispetto a quelle etero.

I MEDIA LGBT PROCESSANO OBAMA

Il "Philadelphia Gay News" ha pubblicato un articolo, in vista delle primarie di fine mese, in cui accusa il candidato Barack Obama di ignorare a livello nazionale la stampa e i media LGBT.

USA: I CITTADINI AMERICANI SONO PRONTI PER UN PRESIDENTE GAY

Secondo un sondaggio americano il 65% dei cittadini statunitensi sarebbe pronto a votare, se qualificato per rivestare la carica, un presidente, un ministro o un senatore omosessuale.

USA, L`OUTING COME ARMA POLITICA: RIVELATA L`OMOSESSUALITA` DI MARK BUSE, CAPO DELLO STAFF DI MCCAIN

Fuoco incrociato dei media per Mark Buse, capo dello staff di McCain. Il giornalista-blogger Michael Signorile, noto per la sua `caccia al gay conservatore`, raccoglie la testimonianza di Brian Davis, ex di Buse.

GLI USA SI INTERROGANO: A CHE ETA` SI E` TROPPO VECCHI PER DIVENTARE PRESIDENTE?

Il problema maggiore per il repubblicano McCain sarebbe proprio la sua età, 72 anni: davvero troppi per il popolo americano rispetto alla presunta inseperienza del rivale Obama.

USA 2008: CHI E` IL PIU` GAY FRIENDLY? HILLARY VS OBAMA, CORSA VERSO LA NOMINATION

Analizziamo le posizioni dei candidati alle primarie Usa sulle tematiche LGBT.

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

1
2
3
4
5
6
PIU' LETTI
9
10
torna su