Basta che non sei un frocio!

È davvero sconfortante dover assistere
alle reazioni scomposte e isteriche alle dichiarazioni di Berlusconi
contro gli/le omosessuali. È chiaro che siamo tutti prigionieri di
quest’uomo e dei suoi guai, il paese “reale” non esiste più, c’è
solo questa interminabile, pruriginosa e ignobile soap opera
berlusconiana che ci costringe, puntata dopo puntata, a scendere a
picco con lui.

Come tutti sappiamo quella del premier
contro i gay è solo l’ultima delle tante offese che quest’uomo
indirizza a una parte del paese ma è anche chiaro che, l’altra parte
del paese, quella che si riconosce nella politica baracconesca di
questo individuo, continua a sostenerlo e ad acclamarlo. Nelle ultime
ore si è scatenata una vera e propria catena di sant’Antonio fra
gli yes man e le yes woman del premier, tutti e tutte impegnat* a
garantire sostegno al proprio leader. Persino il portavoce Capezzone,
che un tempo era a sostegno delle cause omosessuali e andava ai gay
pride, è costretto, per mantenere il lavoro, a sminuire le offese
del premier contro gli/le omosessuali.

Per non parlare di un’altra grande politica, la Santanchè, che ci tiene a farci sapere che tutte le
mamme del mondo vorrebbero un figlio eterosessuale. Qualcuno dovrebbe
spiegarle che una madre dovrebbe sperare che il proprio figlio sia
sereno e felice, a prescindere dal suo orientamento sessuale.

Non voglio neppure parlare della lega,
chi la vota se la merita tutta.

La cosa che tutti noi dobbiamo metterci
in testa, e quando dico “noi” mi riferisco al movimento GLBT,
sempre che ne esista ancora uno, è che c’è sin troppa gente che la
pensa come il premier. Gente che lo invidia, che lo ammira, che
condivide con lui battute e bassezze.

In TV, come se fosse d’obbligo farlo
presente, i vari figuranti, politici e giornalisti, che si occupano
dell’ultimo affaire Berlusconi si preoccupano di sottolineare
che la vita privata del premier non riguarda nessuno.

Eppure noi cittadini, e non solo noi
cittadini GLBT, siamo costretti quotidianamente a confrontarci, oltre
che con i nostri problemi, problemi occupazionali, salariali, sociali
ecc…, con le bugie, le escort, le minorenni, i festini che
determinate rivelazioni legano al capo del governo.

Insisto nel dire che se un uomo di
settantaquattro anni, un uomo comune, senza nessun ruolo pubblico e/o
istituzionale, venisse scoperto ad andare con escort e a frequentare
minorenni verrebbe, come minimo, additato dall’opinione pubblica come
un porco.

La verità è che attraverso i suoi
atteggiamenti il capo del governo ci umilia e ci offende, offende chi
si sente estremamente diverso dal modello di incultura che egli
impone, offende chi lotta ogni giorno, con dignità, per non
soccombere alle ingiustizie. I danni a livello culturale che
quest’uomo e che il suo modello machista ha fatto alla nostra
quotidianità sono immensi. Pensate all’immagine disastrosa che
l’incultura machista del premier ha dato delle donne non solo a
livello nazionale, pensate alla rappresentazione e alle aspirazioni
delle nuove generazioni, pensate all’idea disastrosa che passa: basta
essere carina e disponibile per ottenere qualcosa.

Eppure quella del premier è una
decadenza misogina e omofoba che ci portiamo dietro da decenni, a
partire dalle prime volgari trasmissioni che le sue reti Mediaset
hanno cominciato a trasmettere negli anni ottanta.

È stata una
decadenza lenta e inesorabile che tutti noi abbiamo sottovalutato per
troppo tempo. Si dice da mesi che questi siano gli ultimi respiri di
un modello ormai superato, eppure Berlusconi e il suo pacioso
populismo sono ancora li a strizzare l’occhio ai maschi eterosessuali
che sperano nella supremazia sulle donne e sui gay. In più, grazie
anche all’accondiscendenza di politiche e associazioni sempre pronte
a raccogliere le briciole da chiunque, è passata l’idea fasulla che
qualcosa possa venire da questa destra per le persone omosessuali.

Siamo stati a guardare per troppo tempo
preoccupandoci solo di continuare a respirare e nel frattempo tutte
le nostre rivendicazioni, le nostre lotte, le nostre piccole
conquiste sono state annientate dalle continue battute del premier.
Battute che, ben lontane dall’essere divertenti, esprimono il
pensiero di una parte ancora troppo consistente del paese.

Vanno bene le escort, vanno bene le
minorenni, va bene la droga. Va bene tutto. Basta che non sei un
frocio.

Marino Buzzi

Mercoledì 03/11/2010 da in , , , ,

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