BELLI…ALL`OPERA






Iniziamo il nuovo anno in maniera seria ma, visto che in “Figaro” non vogliamo parlare di lirica o teatro in modo troppo serioso, torniamo ad occuparci di cantanti dei quali apprezziamo, oltre alle doti vocali, anche l’aspetto fisico (aldilà della soggettività dei gusti!). Questa volta abbiamo sbirciato nell’area tedesca e abbiamo scovato questi tre cantanti che, nemmeno a farlo apposta, rappresentano i tre colori vocali. Abbiamo quindi un tenore, un baritono e un basso.
In una sorta di classifica di notorietà, possiamo senz’altro mettere al primo posto il tenore (del resto si sa, i tenori sono sempre i più richiesti) Jonas Kaufmann.







Nato a Monaco di Baviera nel 1969, Jonas Kaufmann ha studiato canto presso la Hochschule della stessa città iniziando anche ad esibirsi in ruoli di comprimario alla Staatsoper e in altri teatri tedeschi. Si afferma rapidamente. Nell’arco di pochi anni canta nei massimi teatri europei: dall’Opera di Zurigo (“Nina” di Paisiello, “Idomeneo”, “La Clemenza di Tito” di Mozart, “Fidelio” di Beethoven, ecc.), al Festival di Salisburgo (nel 2006 canterà in “Così fan tutte” e “Zauberflote”), alla Scala di Milano (“Fidelio”), al Regio di Torino (“Capriccio” di Strauss) a Ferrara con Claudio Abbado (“Così fan tutte, “Zauberflote”).
Recentemente ha cantato “La rondine” al Covent Garden di Londra accanto alla Gheorghiu, e con la stessa cantante sarà Alfredo (“La Traviata”) al Metropolitan di New York. Altra presenza importante, come protagonista nell’opera “Fierrabras” di Schubert, allo Chatelet di Parigi. Una voce dal timbro accattivante e una presenza scenica tutt’altro che secondaria, fanno di Jonas Kaufmann uno dei tenori del momento. Per sentirlo e anche vederlo, vi consiglio due dvd: la “Nina” di Paisiello, accanto a Cecilia Bartoli e “Fidelio” con la direzione di Nikolaus Harnoncourt. Due interessantissime produzioni dell’Opera di Zurigo. In cd è tra i protagonisti di una nuova incisione dell’Oberon dj Weber, con la direzione di John Eliot Gardiner.
Accanto a questo affermato tenore, affianchiamo un baritono, l’austriaco Markus Werba.






Nato a Villach nel 1973, Werba ha studiato a Vienna.

Come per Kaufmann, una buona parte del suo repertorio è legato al grande repertorio mozartiano, eseguito un po’ ovunque e con grandi direttori. Tra questi Claudio Abbado e Riccardo Muti (con quest’ ultimo sarà Papageno nel prossimo Festival di Salisburgo). Werba ha comunque cantato anche in opere del repertorio ottocentesco, anche qui come baritono “brillante” (“Elisir d’amore”, “Don Pasquale”, ecc…).
In Italia, nel 2004, ha preso parte a due importanti esecuzioni, entrambe al Teatro Lirico di Cagliari: “Hans Heiling” di Marschner e “Alfonso ed Estrella” di Schubert. Di queste “prime rappresentazioni italiane” sono state tratti i cd e Dvd, nei quali si apprezzano le ottime capacità vocali e interpretative di questo giovane ma sempre più apprezzato baritono.







Chi invece non è ancora molto noto, almeno qui in Italia è il basso (anche lui tedesco, ma di chiare origini mediterranee, greche per la precisione): Panajotis Iconomou. Nato a Monaco nel 1971, ha iniziato a cantare da bambino, facendo parte del famoso coro di voci bianche: Tolzer Knabenchor. Nella capitale bavarese ha compiuto gli studi musicali e universitari. Come basso ha già affrontato i ruoli di Colline e Masetto (“La Boheme” e “Don Giovanni” alla Scottisch Opera), Sparafucile (“Rigoletto” alla Welsh National Opera) oltre che Sarastro (“Il flauto magico” all’Opera di Vienna). Lontano dalle scene Panajotis è un appassionato lettore di testi di psicologia, storia e informatica. Molto sportivo, ama il beach volley, il tennis, il calcio e il biliardo.


Giorgio Bagnoli


redazione@gay.tv







Autore dell’articolo e curatore della rubrica:
Giorgio Bagnoli

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Giovedì 11/12/2003 da in , ,

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