Berlusconi non conosce Internet: troppo anziano?

Lo so: non ci volete credere. Eppure è così. E’ la realtà, e nessun trapianto potrà cambiarla. Nessuna camicia maliziosamente sbottonata ai convegni del Pdl. Nessuna tintura color mogano testanera for man. Nemmeno l’atroce bandana o gli atrocissimi pantaloni di lino che sfoggia in Sardegna. Certo, la recente nomea di sciupafemmine avrebbe potuto far sorgere qualche dubbio, ma poi ci si è messo Feltri a sbandierare la faccenda della prostata, e abbiamo dovuto prendere atto della cosa.

E’ così: sebbene faccia qualunque (davvero, qualunque) cosa per dimostrate il contrario, Berlusconi NON ha ventisette anni.

E’ vero, a volte ci confonde con la sua aria da yuppie trentenne, il suo look estivo da quarantenne e le sue dichiarazioni ufficiali da tredicenne.
Ma non bisogna lasciarsi ingannare: Silvio Berlusconi è un signore che potremmo eufemisticamente definire “di una certa età“, e come molti signori “di una certa età” anche lui si trova a subire l’avanzata inesorabile e crudele del progresso per il quale non esistono più i rapporti personali di una volta e nemmeno le mezze stagioni, nessuno scrive più a mano, i giovani d’oggi son tutti sfaticati, e questa musica non mica è musica, è rumore.

Berlusconi

Sebbene abbia decisamente addomesticato la televisione (la “scatola magica” degli anni ’60), oggi Berlusconi si trova alle prese con un altro malefico ordigno figlio di una tecnologia misteriosa e anteriore, sicuramente inviato con una machina del tempo dai comunisti (e magistrati) del futuro per metterlo in difficoltà: Internet.

Berlusconi

Già qualche mese fa Berlusconi aveva ammesso la sua difficoltà nella gestione di questa tecnologia aliena e complessa, affermando di delegare ogni necessità informatica ai suoi collaboratori e aggiungendo di essere “troppo vecchio per governare un Paese moderno“.

Pochi giorni fa, durante un (civilissimo per la verità) scambio di battute con Massimo D’Alema, Silvio Berlusconi si è lasciato andare a una confessione sui suoi deficit tecnologici, non immaginando forse, che i comunisti del futuro – stavolta travestiti da giornalisti – avrebbero raccolto la sua dichiarazione e travisato le sue parole che, attraverso complicati strumenti alieni, sono finite nel malefico web e in particolare QUI nel perfido sito di Repubblica.

Insomma, Berlusconi confessa a D’Alema di non essere un grande esperto di web, a dispetto della sua giovane età. E di aver per questo bisogno della consulenza IT dell’adolescenziale Gianni Letta. “Ma lo sa, presidente D’Alema, la ragione per la quale io non ho mai imparato a usare Internet? Perché non ne ho bisogno, visto che qualunque cosa mi venga in mente la chiedo a Letta.

Che, oltretutto, è anche più veloce“.

Gianni Letta

Attenzione! Il giovanile Berlusconi pare quindi sottointendere di non usare il web per scelta, non per questioni anagrafiche. Delle serie: potrei ma non voglio, tanto c’è Letta il Giovane che lo fa al posto mio. Internet: ti ho fregato.
I comunisti del futuro, che sicuramente ci osservano attraverso i loro complici giornalisti, sono avvertiti: Berlusconi non sarà giovane quanto noi tutti pensiamo e quanto lui stesso crede, ma ha sconfitto il progresso e la sua avanzata incessante. Internet, lo strumento misterioso inviato dalle toghe rosse del 2089, è domato. Berlusconi non è anziano. Semplicemente, ogni volta che deve mandare una e-mail, chiama Gianni Letta premendo il tasto del suo salvavita Beghelli.

Martedì 20/10/2009 da Francesca.Tognetti in , ,

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