Bologna Pride 2012: Bersani apre alle unioni gay, ma Arcigay chiede il matrimonio

Bologna Pride 2012: Bersani apre alle unioni gay, ma Arcigay chiede il matrimonio

Paolo Patanè, presidente Arcigay, sul palco del Gay Pride di Bologna ha chiesto i matrimoni gay: "Quello che chiediamo è un percorso sull'uguaglianza affinché le nostre vite di coppia, i nostri amori e i nostri figli abbiano gli stessi diritti degli eterosessuali: vogliamo il diritto di sposarci".

E Pierluigi Bersani, segretario del Pd, invia al Pride un messaggio di adesione che sprona il suo partito a prendere posizione, appoggiando la richiesta di "pari diritti e opportunità di vita".
Cari amici, nell'esprimere l'adesione del Partito Democratico al Pride nazionale in programma per questo sabato a Bologna, desidero innanzitutto dirvi grazie. Non è facile in una fase politico-economica difficile come questa lottare per rimettere al centro della discussione politica il tema dei diritti civili delle persone. Movimenti come il vostro spronano la politica italiana, a portare l'Italia, anche su questi temi, nel novero dei principali paesi occidentali. In tutto il mondo le forze progressiste, dal Presidente USA Obama al neo-eletto Presidente francese Hollande, sono impegnate a costruire un nuovo civismo in cui ciascuna persona possa avere pari diritti e pari opportunità di vita, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale e identità di genere. Il Partito Democratico non intende sottrarsi a questa discussione: non è accettabile che in Italia non si sia ancora introdotta una legge che faccia uscire dal far west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignità sociale e presidio giuridico, così come è intollerabile che questo Parlamento non sia riuscito a varare una legge contro l'omofobia e la transfobia. Sarà anche su questi temi, tra cui mi permetto di aggiungere il divorzio breve, l'introduzione del diritto di cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, e il testamento biologico, che nei mesi che verranno di qui alle prossime elezioni politiche, si giocherà la nostra capacità di parlare al Paese.
Un'apertura che non accontenta Patanè che parla di: "Un passo interessante del Pd, ma non sufficiente, che non colma un vuoto legislativo: noi vogliamo il matrimonio civile per le coppie dello stesso sesso".

Oggi sul Corriere, Pierluigi Battista sottolinea come questa posizione di Bersani faccia almeno uscire il Pd da un "periodo di silenzio e imbarazzo". E sottolinea come la politica italiana abbia sempre nicchiato sulla questione omosessuale:
A differenza di ciò che avviene in molte altre nazioni, in Italia lo scontro sulle coppie di fatto, e sul riconoscimento di quelle gay in particolare, appare una linea divisoria ancora molto forte che separa i due schieramenti. Voci cattoliche perplesse sulle coppie di fatto sono presenti nel centrosinistra, da Rosy Bindi alla maggioranza degli ex Popolari. Nel Terzo polo la divaricazione è invece netta tra l’anima democristiana e quella decisamente più «laicista » di Fini. E voci nient’affatto ostili con veemente contrarietà ideologica alle coppie di fatto affiorano anche nel centrodestra, da Renato Brunetta e Mara Carfagna.
Nell’Italia che conosce un bipolarismo debole, le coppie gay sono quasi un tabù impronunciabile.

E se si esclude l’area laica e radicale che su questi temi si muove con una familiarità culturale sconosciuta a una sinistra di provenienza comunista storicamente meno attenta alla tutela dei diritti civili, nel Pd si fa fatica a scivolare su un terreno fatalmente destinato a creare attriti e tensioni con i vertici della Chiesa cattolica. Ora però, i cambiamenti irreversibili della mentalità e del costume sembrano finalmente aver aperto una breccia anche nel riluttante Partito democratico. Che alcuni diritti minimi, dalla pensione di reversibilità al subentro nei contratti di affitto fino alla possibilità per il convivente di avere voce in capitolo nelle cure del «compagno» in difficoltà sanitarie, debbano essere riconosciuti, sembra acquisito nel modo di pensare della società civile. E non è detto che anche proposte più audaci, fino alla codificazione del matrimonio gay, sarebbero necessariamente accolte con diffidenza dalla maggioranza del popolo italiano. Ora, dopo un periodo di silenzio e di imbarazzo, questi temi rientrano nell’agenda politica con la proposta di Bersani. In Italia sarà scandalo. Altrove non lo è: una specialità nazionale.

Strali si levano invece dalla prima pagina di Libero, dove Maurizio Belpietro accusa il Pd di aver dato inizio alla campagna elettorale di stampo zapaterista portando l'Italia sulla strada del disastro economico spagnolo.

Ed Eugenia Roccella del Pdl concorda: "Nello specifico, le questioni messe in campo da Bersani sono spesso solo facili slogan che nascondono i veri nodi dei problemi: non e' con una controversa legge sulla cittadinanza ma una azione politica continua per l'integrazione che si affronta il problema degli immigrati, non e' con una legge sulle unioni civili che si tutela la dignita' delle persone ma con scelte politiche che promuovano il rispetto per ogni forma di diversità.
(…) Quello di Bersani, comunque, e' un vero e proprio programma di governo che delinea anche un perimetro di alleanze possibili da cui i cattolici sono evidentemente esclusi".
Credits: le foto del Bologna Pride sono di Robin Marastoni.

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