BOSTON: CHIUDE LA CHIESA DEI GAY






BOSTON – A Luglio chiude l’unica parrocchia cattolica che aveva fatto del servizio alla comunità omosessuale la sua missione pastorale per più di un decennio. Il Jesuit Urban Center è stato rifugio per un numero illimitato di gay cattolici e le loro famiglie, ma il superiore dell’ordine gesuita che gestisce la parrocchia, il Rev. Thomas Regan (foto), ha voluto precisare che la decisione non ha nulla a che fare con la sessualità dei parrocchiani. Al Boston Globe Regan ha fatto capire che i gesuiti dell’ordine stanno invecchiando e che non ci sono preti volontari che si dedichino a questa particolare comunità al posto di chi si ritira. Il reverendo ha voluto precisare che non ci sono state direttive ne dal Vaticano ne dal vescovo. Ma siccome tenere aperta la chiesa costa circa 350mila dollari l’anno, è stato naturale decidere per la chiusura della parrocchia che ha il minor numero di fedeli.


Regan ha sottolineato che sono state le posizioni della chiesa cattolica su gay e lesbiche e le loro famiglie ad aver allontanato migliaia di fedeli dalla parrocchia, lasciandola con un nucleo duro di appena 300 persone.

Tra queste, anche l’iniziativa di proporre un referendum per vietare il matrimonio gay nell’unico Stato degli Usa che lo permette, il Massachussets di cui Boston è la città più importante. La comunità gay potrà sempre ritrovarsi nelle altre parrocchie gesuite della citta. Regan ha chiuso parlando di come siano cambiate le famiglie gay, sempre più omologate alle tradizionali, con figli propri o adottati.


Giorgio Lazzarini
redazione@gay.tv

Martedì 17/04/2007 da in , ,

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