BREVE VIAGGIO NELLA STORIA DELL’OPERA LIRICA IN DVD



Da Claudio Monteverdi all’opera contemporanea, continua il piccolo vademecum alla scoperta dell’opera da…vedere!

Se nel corso del Seicento la struttura dell’opera italiana si evolverà sempre di più a favore dell’aria, in Francia avveniva il contrario. Per paradosso, un italiano, naturalizzato francese:Jean-Baptiste Lully (1632-1687) è il fondatore della “tragédie-lyrique”.



A dominare è il recitativo drammatico dagli accenti enfatici e declamatori,preso in prestito dalla “Comédie francaise”, mentre assai poco viene concesso al canto vero e proprio, cioè all’aria. Primeggiano invece le ricchezze dei timbri orchestrali, i cori e soprattutto le danze:un gusto quello per il ballo tipicamente francese e che rimarrà pressoché inalterato fino a buona parte del XIX sec. Si costruiscono così grandi scene d’assieme con cori e danze distribuiti in ciascuno dei cinque atti che caratterizzano generalmente la struttura della tragédie-Lyrique. L’andamento della vicenda ne risulta alquanto rallentato ma nel tessuto dell’opera le danze costituiscono una ragione insostituibile.

Per scoprire lo stile teatrale creato da Lully, il mercato del DVD non offre molto, anzi diciamo pure pochissimo: a tutt’oggi è reperibile solamente un’edizione del “Persée” edita da “Euroarts”. Quest’opera, rappresentata nel 1682 su un soggetto espressamente scelto da Luigi XIV che intendeva, attraverso la narrazione delle imprese di Perseo, esaltare le qualità eroiche e il valore della monarchia, è poi rimasta come titolo per le “grandi occasioni”, la ritroviamo nel 1770, messa in scena in occasione delle nozze di Luigi XVI con Maria Antonietta.

L’edizione proposta nel dvd non si avvale di un cast “stellare”, ma di “specialisti” dallo stile impeccabile, così come è inappuntabile la concertazione di Hervè Niquet a capo della Tafelmusik Baroque orchestra. Lo spettacolo firmato da Marshall Pynkowski è accurato nella ricostruzione di una gestualità enfatica e anche a una certa sontuosità dell’apparato scenico,dei costumi e delle coreografie (anche se è stato tagliato il Prologo e alquanto ridotti gli inteventi danzati).



Molto importante fu anche l’incontro di Lully con il grande commediografo Molière. Un sodalizio che porterà alla creazioe di lavori di prosa e musica, denominati “comédie-ballet”. Uno dei più importanti esempi di questo genere è “Le Bourgeois gentilhomme” (1670). Possiamo riassaporare l’atmosfera dei tempi di Lully e Molière grazie a un magnifico spettacolo registrato al Teatro del Trianon a Parigi disponibile in 2 dvd editi da “admiral” che ci presenta la versione originale e integrale. Attori magnifici così come i musicisti e cantanti diretti da Vincent Dumestre.

La regia “storica”, ma non archeologica è di Benjamin Lazar ci fa gustare le divertentissime vicende dell’arricchito Monsieur Jourdain smanioso di trasformarsi in gentiluomo.

Tra icompositori più fedeli al modello della “Tragédie-Lyrique” lulliana, spicca senz’altro il nome di Marc-Antoine Charpentier (1634-1704) autore di una acclamata “Médée” (1693). Composta su libretto di Thomas Corneille, fratello del celebre tragiediografo Pierre Corneille (una delle più importanti dedicate al mito della celebre maga), “Medée” rappresenta uno dei vertici della tragedia in musica francese. Basterebbe soalmente l’ascolto del grande finale a testimoniare il genio di Charpentier che ha saputo mirabilmente tradurre in musica il testo di Euripide.



La “Médée” di Charpentier ci viene proposta in doppio dvd della “Armide Classics”,in una esecuzione tenutasi il 2 ottobre 2004, nella splendida e più che mai appropriata cornice del Teatro Reale del Castello di Versailles. Ancora una volta troviamo il nome di uno dei massimi direttori del Barocco, Hervé Niquet, a capo dell’ensamble da lui creato “Le Concert Spirituel” e di una compagnia di canto complessivamente mai valida, dominata dal canto altero,emotivo di Stephanie d’Oustrac nel ruolo di Medea. Unica riserva sulla parte visiva. Si tratta infatti di una rappresentazione in forma semiscenica, un po’ troppo minimalista per un genere teatrale fastoso e corale com’è la “tragédie-lyrique”. Resta comunque la piacevolezza della visione che rende sicuramente più facile l’approccio a un genere tetrale non facilissimo al solo ascolto.

Giorgio Bagnoli

a cura di www.gbopera.it

redazione@gay.tv

Domenica 28/12/2003 da in , ,

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