Briatore, Piquet e i retroscena gay dello scandalo di Formula 1

Tutta è iniziato con il coming out di Nelson Piquet Jr: l’ex pilota Renault non è uscito allo scoperto riguardo alle sue inclinazioni sessuali ma su un tema altrettanto scabroso. Si parla dell’incidente che lo ha visto coinvolto durante il Gp di Singapore del 28 settembre 2008; incidente, a detta di Piquet, montato ad hoc dall’abile regia dell’allora manager della scuderia Flavio Briatore. “La proposta di provocare un incidente deliberatamente mi è stata fatta poco prima della gara” spiega il brasiliano “quando sono stato avvicinato da Briatore e Symonds (rispettivamente, all’epoca dei fatti, team principal e capo degli ingegneri Renault). Quest’ultimo, alla presenza di Briatore, mi ha chiesto se ero disposto a sacrificare la mia gara per la scuderia, costringendo la Safety Car ad entrare in pista”. Il tutto, ovviamente per agevolare la scalata in classifica del compagno di scuderia Fernando Alonso.

Piquet accetta di recitare la farsa dell’incidente, seppur tormentato nel cuore da un abortito senso di onestà (come spiegherà più tardi) ma sentendosi legato mani e piedial boss dalla necessità dirinnovo del suo contratto. Che poi, come si sa, non è andato in porto. Sarà per questo, sarà per un (tardivamente) ritrovato sentimento d’ onore sportivo, insomma ecco che il 30 luglio scorso Nelson Piquet jr esce allo scoperto con la Fia: confesso, mi sono venduto, l’incidente era finto, mea culpa ma soprattutto culpa di Flavio Briatore. E da questo momento la F1 dichiara stato d’emergenza per calamità, perché l’uragano Nelsinho (volenterosamente aiutato dal padre Nelson Piquet Senior, grande vecchia gloria del circuito) non risparmia nessuno: Briatore e Symonds in primis, ovviamente, ma anche Mosley (presidente della Fia)ed Ecclestone (boss di Formula One Management), e infine Alonso “che era al corrente di tutto.

Nel frattempo da entrambi i lati non sono state risparmiate le cartucce, appositamente riempite di cacca e sparate dalle prime pagine dei giornali. Fino ad arrivare a qualche giorno fa, quando Briatore e Symonds annunciano il loro ritiro dalla scuderia francese; è il tentativo del team di mettere una pezza sul fattaccio di Singapore ma anche sull’antipatia che Mosley nutrirebbe per il manager italiano, e che certo non avrebbe favorito il giudizio della Federazione sulle sorti della scuderia. Oggi infine il verdetto del Consiglio Mondiale della Fia: “ i membri del team Renault di Formula 1 Flavio Briatore, Pat Symonds e Nelson Piquet jr hanno cospirato per provocare un incidente deliberatamente al GP di Singapore 2008”. Pertanto: Briatore radiato a vita dalla F1, Symonds estromesso per 5 anni, Alonso giudicato “estraneo ai fatti”, la Renault squalificata per due anni con la condizionale, il che significa che potrà correre ma dovrà mantenere una “buona condotta”.

Strana sentenza, soprattutto per quanto riguarda la mezza grazia concessa alla scuderia, che ovviamente suscita polemiche in Italia e all’estero, ma che (nonostante qualche margine non proprio cristallino) scrive la parola fine sulla vicenda.

O quasi. E’ ancora mistero sulla presunta storia gay di Nelsinho Piquet (LEGGI QUI>>), alla quale Briatore aveva casualmente (ops!) accennato nel corso nell’ elegante botta e risposta mediatico tra il manager e il pilota degli scorsi giorni.

Facendo riferimento al grave stato di stress psicologico e alla fragilità emotiva in cui versava il giovane pilota, Briatore aveva “buttato lì” il fatto che Piquet avesse intrecciato una ambigua relazione con un uomo.

Senza usare la parola omosessuale, ma facendo sfoggio di una retorica nemmeno tanto sottile, aveva insinuato che Nelsinho avesse dato un po’ giù di testa e fosse pure un po’ gay : “Abbiamo fatto di tutto. Abbiamo cercato anche un dottore che gli parlasse per la sua fragilità… o ho allontanato il suo amico su suggerimento del padre. Questi due vivevano insieme. Non si capiva che relazione avessero”. Come se non bastasse, Flavio avrebbe persino cercato di salvarlo: “ho fatto addirittura spostare Piquet di appartamento e l’ho messo in un palazzo dove vivo io per tenerlo sotto controllo”. Intendiamoci il piccolo Nelsinho non è certo una colomba di innocenza immacolata: ma non si capisce la correlazione tra l’essere “tanto tanto fragile” e il frequentare un uomo, né tanto meno quella tra il vivere una storia gay e inventarsi che il tuo boss ti ha chiesto di schiantarti apposta sul circuito di Singapore.

Fatto sta che le sottili illazioni di Briatore aprono un nuovo scenario sulla vicenda: potrebbe trattarsi di una bieca vendetta dell’ex patron di Renault per screditare il suo accusatore (della serie: è stressato, è gay, ha le traveggole). Ma certamente le dichiarazioni dell’imprenditore tingono quella che sembrava una squallida frode sportiva di un’inaspettata tinta gay. C’è un (fortunato) uomo del mistero dietro tutto questo, e, soprattutto,chi è? C’è il suo zampino dietro il pentimento del pilota? Perché Briatore e Piquet senior erano tanto ansiosi di allontanarlo dall’innocente figliolo? Non è che magari Flavio era lui stesso un tantino geloso?

redazione@gay.tv

Martedì 22/09/2009 da in

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