“Brotherhood” shock, i nazi gay che si amano vincono il Festival Roma

Roma, 23 Ottobre 2009 – Brotherhood ha vinto il Festival di Roma. Maddalena Ricci ha visto il film al festival. Ecco la sua recensione:

Brotherhood – Legami di sangue
Lars è un giovane biondo, faccia d’angelo. Sergente nell’esercito, ad un passo dalla promozione, è costretto al congedo. Le voci di una sua ‘tendenza’ omosessuale hanno raggiunto i suoi superiori. Jimmy ha la testa rasata ed è membro di un gruppo di neonazisti. Vive nel culto del Terzo Reich, ne studia i testi, picchia selvaggiamente musulmani e gay.
Lars si avvicina alla setta quasi per caso, forse è proprio il senso di "fratellanza" che gli trasmettono ad affascinarlo o il fatto che la sua vita si trovi di fronte a un bivio. Non condivide le loro idee. La sua iniziazione è affidata proprio a Jimmy: sarà il suo mentore. Soli, in una casa in legno, in riva al mare del Nord, si avvicineranno a poco a poco, fino ad essere travolti da una passione impetuosa. Dall’amore. Ma la vita presenterà loro il conto. Un film nero, forte e bellissimo. Di soli uomini. Virile. Che alterna scene di una durezza cruda, quelle dei raid, a scene di una delicatezza assoluta, quelle d’amore. Un amore segreto, raccontato con una fotografia dai toni caldi che indugia sui corpi, mentre la camera li accarezza, per piegare improvvisa e gelida sul sangue e sul massacro.

E lo spettatore viene risucchiato in un tunnel cupo e splendido per riemergere ansante nella pace della scena finale. (Maddalena Ricci)

Neonazisti e gay. Sembra un ossimoro, sembra impossibile. Eppure è questa la storia raccontata dal giovane regista danese Nicolo Donato e presentata in questi giorni al Festival internazionale del film di Roma. "Brotherhood" è un film che racconta l’incontro (lo scontro? La collisone?) di due mondi lontanissimi. Due mondi che si odiano.

Neonazisti e gay. Due mondi che, nonostante tutto, si amano. La storia è quella di Lars e del suo percorso di iniziazione nella "fratellanza", il gruppo neonazista votato all’odio contro i diversi. Contro gli arabi. Contro gli ebrei. Contro gli omosessuali. In questo cammino (o addestramento) il suo mentore e il più esperto Jimmy, già membro della "brotherhood".

E proprio imparando l’odio per chi è diverso Lars e Jimmy si scontreranno con la realtà più sconvolgente di tutte: chi sono, e soprattutto chi amano.

Un amore gay in un contesto del tutto inesplorato, in una cornice violenta e cruda, un’ipotesi di collisione tra due mondi che porterà inevitabilmente alla crisi. Ma pur sempre un amore.

Come vi avevamo anticipato poco prima che si accendessero i riflettori sulla kermesse romana (LEGGI QUI), quella che era attesa come una delle pellicole più controverse del festival ha mantenuto le sue promesse: ha fatto riflettere, ha smosso le teste e ha spaventato le coscienze di chi vede il mondo o bianco o nero. Dimenticando che è proprio nelle zone grigie, dove gli estremi si toccano e le barriere si infrangono che succedono le cose più interessanti. Come accade in questo film.

Fonte: Spetteguless, Imdb

Francesca Tognetti
francesca.tognetti@gay.tv

Mercoledì 21/10/2009 da in ,

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